Banca d'Italia: la stretta creditizia si fa sentire anche nel II semestre 2012

Flavio Meloni - 15 Maggio 2012

Le banche dei Paesi dell'area dell'euro stanno continuando a irrigidire i criteri di accesso al credito per famiglie e imprese: secondo la Banca centrale europea, nel secondo trimestre del 2012 l'11% degli istituti interpellati (su un totale di 130), hanno inasprito le condizioni stabilite per la concessione di prestiti e finanziamenti, e solo l'1% ha deciso un allentamento. Da un punto di vista generale la dinamica dei prestiti alle famiglie si mantenuta su livelli positivi, segnando un pi 0,3% su base annua, il medesimo valore di maggio. Analizzando i dati nel dettaglio si scopre tuttavia che arisultare in crescita sono esclusivamente i mutui per l'acquisto di immobili, aumentati dello 0,8% (proprio come nel mese precedente), mentre i prestiti al consumo hanno continuato a segnare un pesante meno 1,9% (sempre invariato), e le altre forme di finanziamento sono diminuite dello 0,4%, dal meno 0,1 di trenta giorni prima. Sul versante delle imprese non finanziarie, invece, la dinamica dei prestiti bancari ha registrato a valori negativi: meno 0,6% su base annua. Di positivo ci sono unicamente i prestiti a 5 anni, al pi 0,6% e in ogni caso due decimali in meno dal mese precedente. I prestiti tra 1 e 5 anni alle aziende si sonoinvece contratti del 2,5%, sebbene siano soprattutto quelli a breve termine (entro un anno) ad aver sofferto il maggiore indebolimento, finendo al meno 1,9% afronte di una dinamica piatta il mese precedente. L'accesso al credito da parte di famiglie e imprese nell'Eurozona, insomma, per la Bce continua a essere complicato, sebbene mantenga un ritmo abbastanza costante senza bruschi peggioramenti. Gli standard di concessione di prestiti, si legge ancora nel rapporto, si sono irrigiditi marginalmente per i prestiti alle imprese e al consumo, mentre si sono allentati, sempre in misura non significativa, per i mutui. In ogni caso i risultati dell'indagine della Bce sono in deciso contrasto con le attese espresse dagli esperti nel primo trimestre dell'anno, quando le condizioni di credito erano nettamente migliorate rispetto ai picchi negativi della fine del 2011. Per quanto attiene alla domanda, il rapporto evidenzia un'ulteriore forte diminuzione della richiesta di prestiti da parte delle imprese nel secondo trimestre a causa del continuo calo del fabbisogno per investimenti fissi, mentre si esaurito il calo della domanda di mutui e quella di finanziamenti al consumo rimasta sostanzialmente invariata. In questo contesto la domanda di credito da parte di imprese e famiglie, considerata un indicatore affidabile del livello di fiducia, dovrebbe continuare a scendere anche nel terzo trimestre, seppure pi lentamente rispetto al secondo.