Centrale rischi, al via la riforma

di R. Boc.

Il Sole 24 Ore - 6 Maggio 2008

Una strategia in due mosse, per trasformare la Centrale rischi da strumento un po' obsoleto, perchè nato per altre finalità (il controllo del fenomeno del pluri affidamento creditizio) a efficiente sistema informativo sui rapporti intrattenuti dalle banche con la loro clientela. Il progetto è stato messo in atto dalla Banca d'Italia che dall'inizio dell'anno ha inviato a tutte le aziende di credito ben due documenti di consultazione sul tema.
Il primo risale al 18 gennaio scorso e fissa i cardini della riforma: c'è la decisione di accentrare la rilevazione dei rischi in Banca d'Italia (decade quindi la vecchia Centrale rischi d'importo contenuto e le banche dovranno d'ora in poi comunicare i dati non più a due, ma a una sola banca dati) e vengono ridefinite le soglie di rilevazione. La raccolta dati riguarderà quindi tutte le informazioni (crediti per cassa e di firma, garanzie, valore intrinseco delle operazioni in derivati finanziari, operazioni effettuate per conto terzi, valore nominale di crediti ceduti a terzi) di importo pari o superiore a 30 mila euro e le posizioni a sofferenza senza limiti d'importo.
Con il secondo documento, sul quale le banche sono chiamate a esprimere il loro parere entro il 20 maggio prossimo, Bankitalia spiega che per facilitare lo sfruttamento integrato delle informazioni e ridurre gli oneri per il sistema creditizio intende adottare un codice univoco per tutti i soggetti sui quali raccoglie direttamente informazioni (Centrale rischi, informazioni nominative sulla matrice dei conti, emittenti titoli). In pratica, si tratta di persone, di imprese, di enti locali affidati, per i quali, invece di ricorrere a un'identificazione basata su ben 3 codici (codice centrale rischi, codice fiscale, codice emittente) con conseguente difficoltà tanto per chi produce questi dati quanto per chi è chiamato a usarli di ottenere una visione chiara dei fenomeni, si andrà finalmente verso un'identificazione unitaria. In tal modo, presso la Banca centrale verrà costituita un'Anagrafe generale (alimentata e aggiornata in via prioritaria con le informazioni acquisite da pubblici registri e elenchi o albi ufficiali). Concretamente, per le banche si ridurrà il disagio del dover continuamente verificare se non siano nel frattempo intervenute modifiche anagrafiche (un'impresa che cambia nome o realizza una fusione etc) perchè questo lavoro di verifica se lo assumerà direttamente Bankitalia, attraverso accordi di collaborazione con le varie fonti (pubblico registro delle imprese, Istat per quel che riguarda i soggetti della Pubblica Amministrazione, mentre per le Sim varranno gli albi o gli elenchi già tenuti in Bankitalia). Quanto alle informazioni relative alle persone fisiche e alle ditte individuali, tanto le informazioni quanto il loro aggiornamento (le verifiche anagrafiche, appunto) resteranno "a carico" delle aziende di credito.
Di sicuro, anche le rilevazioni statistiche della nuova Centrale rischi, che si muoverà secondo un indirizzo più volte sollecitato, in passato, dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, costituiranno uno strumento in più per monitorare da vicino le turbolenze finanziarie in corso. Anche se la Vigilanza ha già da tempo alzato la guardia, attraverso un dialogo molto più fitto con i singoli gruppi creditizi, su tutti gli aspetti più problematici della crisi in corso (derivati, strategie di gestione della liquidità, solo per fare degli esempi) sin dalle prime avvisaglie del turmoil innescato dal collasso dei mutui subprime americani.