Crif: in aumento i prestiti personali per viaggi, salute e per spese finanziarie e assicurative

Flavio Meloni - 23 Agosto 2012

La crisi che continua a colpire l'economia e la finanza mondiali ha costretto ormai da tempo singoli e famiglie a rivedere i propri modelli di consumo e di spesa in modo più o meno sensibile. Grazie a un'analisi basata sull'Eurisc, un sistema di informazioni che racchiude dati sulla posizione creditizia didecine di migliaia di utenti, Crif ha elaborato uno studio specificamente incentrato sulle finalità di utilizzo dei prestiti personali, una tipologia di finanziamento che rappresenta attualmente il 38% del totale del credito al consumo e che offre dunque un punto d'osservazione privilegiato per cercare di comprendere le dinamiche economiche e sociali in atto nel nostro Paese. "Anche durante gli ultimi anni, caratterizzati da un ciclo economico decisamente negativo - spiega lo studio di Crif - complessivamente iprestiti personali hanno mantenuto un andamento sostanzialmente stabile in virtù del buon posizionamento sulla clientela derivante, principalmente, dalla caratteristica di flessibilità nell'utilizzo anche se la domanda ha continuato a scontare gli effetti della contrazione dei consumi". I dati mostrano che il numero di domande di prestiti (nell'aggregato di personali e finalizzati) nel primo semestre 2012 ha registrato un calo dell'8% rispetto ai primi 6 mesi del 2011, che si sostanzia in un ben più pesante meno 23% se confrontato con lo stesso periodo 2008. Secondo i redattori del dossier, questa contrazione deve essere collegata all'"approccio estremamente cauto delle famiglie italiane, che hanno limitato i consumi, specie quelli di beni durevoli, e hanno ridotto la propensione ad accendere nuovi finanziamenti per sostenere gli acquisti". Una lettura di dettaglio dei numeri raccolti consente di notare come nel corso del tempo siano cambiate le esigenze della clientela, che ha perso interesse per i prestiti personali destinati a sostenere le spese per gli immobili, passati dal 17,3% al 16,3% del totale, e ha cominciato invece a tributare maggior attenzione ai finanziamenti richiesti per spese generiche, che comprendono anche le spese di viaggio e quelle per lo svago, passati dal 17,6% al 24,2% del totale. A risultare in crescita sono anche i prestiti per le spese finanziarie e assicurative (polizze assicurative, consolidamento debiti e liquidità), che sono saliti dal 7,8% al 12,9%, con una larga fetta delle domande inoltrata per fronteggiare esigenze di liquidità. "Negli ultimi 4 anni - prosegue il rapporto - sono aumentati anche i prestiti personali destinati a sostenere la spesa per la salute (spese mediche, trattamenti estetici e spese dentistiche) che, seppure con un pesoancora esiguo sul totale, raddoppiano la loro quota percentuale passando dall'1,2% del 2008 al 2,4% del primo trimestre 2012. Relativamente alle spese per la salute, si rileva anche che circa il 36% dei prestiti per questa specifica categoria di servizi è stato richiesto per spese dentistiche, il 59% per spese mediche generali e il 4,5% per interventi estetici". Sostanzialmente stabili sono rimasti invece i prestiti personali dedicati all'acquisto di mezzi di trasporto e di prodotti di elettronica, per l'acquisto dei quali si continua ancora a preferire i finanziamenti finalizzati. I prestiti personali destinati all'acquisto di un mezzo di trasporto sono passati dall'8,9% al 9,7% mentre quelli per l'acquisto di prodotti di elettronica dal 3,6% al 4,2% del totale. "Dall'analisi di questi trend ciò che risulta particolarmente interessante è la sempre maggiore attenzione da parte delle famiglie italiane a coprire spese non voluttuarie - sottolinea lo studio - ma, spesso, strettamente indispensabili, come le spese per la salute e quelle finanziarie e assicurative, che pur rappresentando in termini assoluti una parte ridotta dei finanziamenti, danno un chiaro segnale di disagio di una porzione di clientela. D'altra parte, la condizione finanziaria delle famiglie risulta in questi anni decisamente peggiorata, vista anche la progressiva erosione del reddito disponibile e un mercato del lavoro che continua a registrare un incremento del tasso di disoccupazione a causa della crisi economica ancora irrisolta. I prestiti personali, dunque, sebbene mostrino una decisa contrazione dei flussi nei primi mesi dell'anno in corso, non sono sempre vengono richiesti per l'acquisto di un bene ma vengono destinati anche alla gestione delle spese più generali della famiglia". Gli esperti di Crif hanno concentrato la loro attenzione anche sull'età dei richiedenti, scoprendo che, comprensibilmente, le spese per la salute crescono con l'aumentare dell'età del richiedente. I soggetti di età superiore a 64 anni, destinano a tale categoria di spesa il 3,6% dei finanziamenti erogati, una percentuale più che doppia se confrontata con quella delle persone con meno di 34 anni. Diversamente, le spese finanziarie e assicurativecoinvolgono in modo simile tutte le classi di popolazione considerate: i relativi dati mostrano infatti solo lievi oscillazioni nelle quote percentuali delladistribuzione, comprese tra l'11% e il 13%, con i giovani e le persone di età più matura associati alle quote più basse. "In un contesto caratterizzato dalla perdurante incertezza derivante dalla crisi economica e finanziaria ancora irrisolta e da un clima di fiducia che resta su valori minimi - conclude l'analisi - si può ipotizzare che le famiglie italiane nel prossimo futuro saranno ancora fortemente condizionate nelle scelte di indebitamento, con una crescente attenzione alla sostenibilità del debito".