Decreto legislativo Credito al Consumo

28 Luglio 2010

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Il Presidente della Repubblica Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE; Vista la legge 7 luglio 2009, n . 88, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 2008, ed in particolare l'articolo 33; Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell' 11 giugno 2010; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Sulla proposta del Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto legislativo : TITOLO I ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/48/CE RELATIVA AI CONTRATTI DI CREDITO AI CONSUMATORI ART. 1- Modifiche al Testo unico bancario 1 . Il Capo II del Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente : "CAPO II Credito ai consumatori Articolo 121 (Definizioni) 1 . Nel presente capo, l'espressione: a) "Codice del consumo" indica il decreto legislativo 6 settembre 2005, n . 206; b) "consumatore" indica una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta; c) "contratto di credito" indica il contratto con cui un finanziatore concede o si impegna a concedere a un consumatore un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria; d) "contratto di credito collegato" indica un contratto di credito finalizzato esclusivamente a finanziare la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio specifici se ricorre almeno una delle seguenti condizioni: 1) il finanziatore si avvale del fornitore del bene o del prestatore del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito; 2) il bene o il servizio specifici sono esplicitamente individuati nel contratto di credito; e) "costo totale del credito" indica gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili, che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore è a conoscenza; f) "finanziatore" indica un soggetto che, essendo abilitato a erogare finanziamenti a titolo professionale nel territorio della Repubblica, offre o stipula contratti di credito; g) "importo totale del credito" indica il limite massimo o la somma totale degli importi messi a disposizione in virtù di un contratto di credito; h) "intermediario del credito" indica gli agenti in attività finanziaria, i mediatori creditizi o qualsiasi altro soggetto, diverso dal finanziatore, che nell'esercizio della propria attività commerciale o professionale svolge, a fronte di un compenso in denaro o di altro vantaggio economico oggetto di pattuizione e nel rispetto delle riserve di attività previste dal Titolo VI-bis, almeno una delle seguenti attività : 2 1) presentazione o proposta di contratti di credito ovvero altre attività preparatorie in vista della conclusione di tali contratti; 2) conclusione di contratti di credito per conto del finanziatore; i) "sconfinamento" indica l'utilizzo da parte del consumatore di fondi concessi dal finanziatore in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente in assenza di apertura di credito ovvero rispetto all'importo dell'apertura di credito concessa; 1) "supporto durevole" indica ogni strumento che permetta al consumatore di conservare le informazioni che gli sono personalmente indirizzate in modo da potervi accedere in futuro per un periodo di tempo adeguato alle finalità cui esse sono destinate e che permetta la riproduzione identica delle informazioni memorizzate; m) "tasso annuo effettivo globale" o "TAEG" indica il costo totale del credito per il consumatore espresso in percentuale annua dell'importo totale del credito. 2. Nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte. 3. La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, stabilisce le modalità di calcolo del TAEG, ivi inclusa la specificazione dei casi in cui i costi di cui al comma 2 sono compresi nel costo totale del credito . Articolo 122 (Ambito di applicazione) 1 . Le disposizioni del presente capo si applicano ai contratti di credito comunque denominati, a eccezione dei seguenti casi: a) finanziamenti di importo inferiore a 200 euro o superiore a 75 .000 euro. Ai fini del computo della soglia minima si prendono in considerazione anche i crediti frazionati concessi attraverso più contratti, se questi sono riconducibili a una medesima operazione economica; b) contratti di somministrazione previsti dagli articoli 1559 e seguenti del codice civile e contratti di appalto di cui all'articolo 1677 del codice civile; c) finanziamenti nei quali è escluso il pagamento di interessi o di altri oneri; d) finanziamenti a fronte dei quali il consumatore è tenuto a corrispondere esclusivamente commissioni per un importo non significativo, qualora il rimborso del credito debba avvenire entro tre mesi dall'utilizzo delle somme; e) finanziamenti destinati all'acquisto o alla conservazione di un diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettato; f) finanziamenti garantiti da ipoteca su beni immobili aventi una durata superiore a cinque anni; g) finanziamenti, concessi da banche o da imprese di investimento, finalizzati a effettuare un'operazione avente a oggetto strumenti finanziari quali definiti dall'articolo 1, comma 3 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n . 58, purché il finanziatore partecipi ali' operazione; h) finanziamenti concessi in base a un accordo raggiunto dinanzi all'autorità giudiziaria o a un'altra autorità prevista dalla legge; i) dilazioni del pagamento di un debito preesistente concesse gratuitamente dal finanziatore; 1) finanziamenti garantiti da pegno su un bene mobile, se il consumatore non è obbligato per un ammontare eccedente il valore del bene; m) contratti di locazione, a condizione che in essi sia prevista l'espressa clausola che in nessun momento la proprietà della cosa locata possa trasferirsi, con o senza corrispettivo, al locatario; n) iniziative di microcredito ai sensi dell'articolo 111 e altri contratti di credito individuati con legge relativi a prestiti concessi a un pubblico ristretto, con finalità di interesse generale, che non prevedono il pagamento di interessi o prevedono tassi inferiori a quelli prevalenti sul mercato oppure ad altre condizioni più favorevoli per il consumatore rispetto a quelle prevalenti sul mercato e a tassi d'interesse non superiori a quelli prevalenti sul mercato; o) contratti di credito sotto forma di sconfinamento del conto corrente, salvo quanto disposto dall'articolo 125-octies. 2. Alle aperture di credito regolate in conto corrente, qualora il rimborso delle somme prelevate debba avvenire su richiesta della banca ovvero entro tre mesi dal prelievo, non si applicano il comma 5 e gli articoli 123, comma 1, lettere da d) a f), 124, comma 5, 125-ter, 125-quater, 125-sexies. 3. Ai contratti di locazione finanziaria (leasing) che, anche sulla base di accordi separati, non comportano l'obbligo di acquisto della cosa locata da parte del consumatore, non si applica l'articolo 125-ter, commi da 1 a 4. 4. Alle dilazioni del pagamento e alle altre modalità agevolate di rimborso di un debito preesistente, concordate tra le parti a seguito di un inadempimento del consumatore, non si applicano gli articoli 124, commi 5 e 7, 125-ter, 125-quinquies, 125-septies nei casi stabiliti dal CICR. 5. I venditori di beni e servizi possono concludere contratti di credito nella sola forma della dilazione del prezzo con esclusione del pagamento degli interessi e di altri oneri. Articolo 123 (Pubblicità) 1 . Fermo restando quanto previsto dalla parte I, titolo III, del Codice del consumo, gli annunci pubblicitari che riportano il tasso d'interesse o altre cifre concernenti il costo del credito indicano le seguenti informazioni di base, in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l'impiego di un esempio rappresentativo: a) il tasso d'interesse, specificando se fisso o variabile, e le spese comprese nel costo totale del credito ; 4 b) l'importo totale del credito; c) il TAEG; d) l'esistenza di eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni pubblicizzate, qualora i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel TAEG in quanto non determinabili in anticipo; e) la durata del contratto, se determinata; f) se determinabile in anticipo, l'importo totale dovuto dal consumatore, nonché l'ammontare delle singole rate. 2. La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, precisa le caratteristiche delle informazioni da includere negli annunci pubblicitari e le modalità della loro divulgazione. Articolo 124 (Obblighi precontrattuali) 1. Il finanziatore o l'intermediario del credito, sulla base delle condizioni offerte dal finanziatore e, se del caso, delle preferenze espresse e delle informazioni fornite dal consumatore, forniscono al consumatore, prima che egli sia vincolato da un contratto o da un'offerta di credito, le informazioni necessarie per consentire il confronto delle diverse offerte di credito sul mercato, al fine di prendere una decisione informata e consapevole in merito alla conclusione di un contratto di credito. 2. Le informazioni di cui al comma 1 sono fornite dal finanziatore o dall'intermediario del credito su supporto cartaceo o su altro supporto durevole attraverso il modulo contenente le "Informazioni europee di base sul credito ai consumatori". Gli obblighi informativi di cui al comma 1 si considerano assolti attraverso la consegna di tale modulo . Il finanziatore o l'intermediario forniscono qualsiasi informazione aggiuntiva in un documento distinto, che può essere allegato al modulo. 3. Se il contratto di credito è stato concluso, su richiesta del consumatore, usando un mezzo di comunicazione a distanza che non consente di fornire le informazioni di cui al comma 1, il finanziatore o l'intermediario del credito forniscono al consumatore il modulo di cui al comma 2 immediatamente dopo la conclusione del contratto di credito. 4. Su richiesta, al consumatore, oltre al modulo di cui al comma 2, è fornita gratuitamente copia della bozza del contratto di credito, salvo che il finanziatore o l'intermediario del credito, al momento della richiesta, non intenda procedere alla conclusione del contratto di credito con il consumatore. 5. Il finanziatore o l'intermediario del credito forniscono al consumatore chiarimenti adeguati, in modo che questi possa valutare se il contratto di credito proposto sia adatto alle sue esigenze e alla sua situazione finanziaria, eventualmente illustrando le informazioni precontrattuali che devono essere fornite ai sensi dei commi 1 e 2, le caratteristiche essenziali dei prodotti proposti e gli effetti specifici che possono avere sul consumatore, incluse le conseguenze del mancato pagamento . In caso di offerta contestuale di più contratti non collegati ai sensi dell'articolo 121, comma 1, lettera d), è comunque specificato se la validità dell'offerta è condizionata alla conclusione congiunta di detti contratti . 5 6. I fornitori di merci o prestatori di servizi che agiscono come intermediari del credito a titolo accessorio non sono tenuti a osservare gli obblighi di informativa precontrattuale previsti dal presente articolo, fermo restando l'obbligo del finanziatore di assicurare che il consumatore riceva le informazioni precontrattuali. 7. La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, detta disposizioni di attuazione del presente articolo, con riferimento a: a) il contenuto, i criteri di redazione, le modalità di messa a disposizione delle informazioni precontrattuali; b) le modalità e la portata dei chiarimenti da fornire al consumatore ai sensi del comma 5, anche in caso di contratti conclusi congiuntamente; c) gli obblighi specifici o derogatori da osservare nei casi di : comunicazioni mediante telefonia vocale ; aperture di credito regolate in conto corrente ; dilazioni di pagamento non gratuite e altre modalità agevolate di rimborso di un credito preesistente, concordate tra le parti a seguito di un inadempimento del consumatore ; offerta attraverso intermediari del credito che operano a titolo accessorio. Articolo 124-bis (Verifica del merito creditizio) 1. Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario, ottenute consultando una banca dati pertinente. 2. Se le parti convengono di modificare l'importo totale del credito dopo la conclusione del contratto di credito, il finanziatore aggiorna le informazioni finanziarie di cui dispone riguardo al consumatore e valuta il merito creditizio del medesimo prima di procedere ad un aumento significativo dell'importo totale del credito. 3. La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, detta disposizioni attuative del presente articolo . Articolo 125 (Banche dati) 1. I gestori delle banche dati contenenti informazioni nominative sul credito consentono l'accesso dei finanziatori degli Stati membri dell'Unione europea alle proprie banche dati a condizioni non discriminatorie rispetto a quelle previste per gli altri finanziatori abilitati nel territorio della Repubblica . Il CICR, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, individua le condizioni di accesso, al fine di garantire il rispetto del principio di non discriminazione. 2. Se il rifiuto della domanda di credito si basa sulle informazioni presenti in una banca dati, il finanziatore informa il consumatore immediatamente e gratuitamente del risultato della consultazione e degli estremi della banca dati. 6 3. Il finanziatore informano preventivamente il consumatore la prima volta che segnalano a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina . L'informativa è resa unitamente all'invio di solleciti, altre comunicazioni, o in via autonoma. 4. I finanziatori assicurano che le informazioni comunicate alle banche dati siano esatte e aggiornate. In caso di errore rettificano prontamente i dati errati. 5. I finanziatori informano il consumatore sugli effetti che le informazioni negative registrate a suo nome in una banca dati possono avere sulla sua capacità di accedere al credito. 6. Il presente articolo non pregiudica l'applicazione del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Articolo 125-bis (Contratti e comunicazioni) 1 . I contratti di credito sono redatti su supporto cartaceo o su altro supporto durevole che soddisfi i requisiti della forma scritta nei casi previsti dalla legge e contengono in modo chiaro e conciso le informazioni e le condizioni stabilite dalla Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR . Una copia del contratto è consegnata ai clienti. 2 . Ai contratti di credito si applicano l'articolo 117, commi 2, 3 e 6, nonché gli articoli 118, 119, comma 4, e 120, comma 2. 3 . In caso di offerta contestuale di più contratti da concludere per iscritto, diversi da quelli collegati ai sensi dell'articolo 121, comma 1, lettera d), , il consenso del consumatore va acquisito distintamente per ciascun contratto attraverso documenti separati. 4 . Nei contratti di credito di durata il finanziatore fornisce periodicamente al cliente, su supporto cartaceo o altro supporto durevole una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, fissa i contenuti e le modalità di tale comunicazione. 5 . Nessuna somma può essere richiesta o addebitata al consumatore se non sulla base di espresse previsioni contrattuali. 6. Sono nulle le clausole del contratto relative a costi a carico del consumatore che, contrariamente a quanto previsto ai sensi dell'articolo 121, comma 1, lettera e), non sono stati inclusi o sono stati inclusi in modo non corretto nel TAEG pubblicizzato nella documentazione predisposta secondo quanto previsto dall'articolo 124. La nullità della clausola non comporta la nullità del contratto. 7. Nei casi di assenza o di nullità delle relative clausole contrattuali: a) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell'economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto . Nessuna altra somma è dovuta dal consumatore a titolo di tassi di interesse, commissioni o altre spese; b) la durata del credito è di trentasei mesi. 8 . Il contratto è nullo se non contiene le informazioni essenziali ai sensi del comma 1 su: a) il tipo di contratto; b) le parti del contratto ; 7 c) l'importo totale del finanziamento e le condizioni di prelievo e di rimborso. 9. In caso di nullità del contratto, il consumatore non può essere tenuto a restituire più delle somme utilizzate e ha facoltà di pagare quanto dovuto a rate, con la stessa periodicità prevista nel contratto o, in mancanza, in trentasei rate mensili. Articolo 125-ter (Recesso del consumatore) 1 . Il consumatore può recedere dal contratto di credito entro quattordici giorni ; il termine decorre dalla conclusione del contratto o, se successivo, dal momento in cui il consumatore riceve tutte le condizioni e le informazioni previste ai sensi dell'articolo 125-bis, comma 1. In caso di uso di tecniche di comunicazione a distanza il termine è calcolato secondo l'articolo 67-duodecies, comma 3, del Codice del consumo. 2. Il consumatore che recede: a) ne dà comunicazione al finanziatore inviandogli, prima della scadenza del termine previsto dal comma 1, una comunicazione secondo le modalità prescelte nel contratto tra quelle previste dall'articolo 64, comma 2, del Codice del consumo; b) se il contratto ha avuto esecuzione in tutto o in parte, entro trenta giorni dall'invio della comunicazione prevista dalla lettera a), restituisce il capitale e paga gli interessi maturati fino al momento della restituzione, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto. Inoltre, rimborsa al finanziatore le somme non ripetibili da questo corrisposte alla pubblica amministrazione. 3 . Il finanziatore non può pretendere somme ulteriori rispetto a quelle previste dal comma 2, lettera b). 4. Il recesso disciplinato dal presente articolo si estende automaticamente, anche in deroga alle condizioni e ai termini eventualmente previsti dalla normativa di settore, ai contratti aventi a oggetto servizi accessori connessi col contratto di credito, se tali servizi sono resi dal finanziatore ovvero da un terzo sulla base di un accordo col finanziatore . L'esistenza dell'accordo è presunta. E' ammessa, da parte del terzo, la prova contraria. 5. Salvo quanto previsto dai commi 1 e 2, ai contratti disciplinati dal presente capo non si applicano gli articoli 64, 65, 66, 67-duodecies e 67-terdecies del Codice del consumo. Articolo 125-quater (Contratti a tempo indeterminato) 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 125-ter, nei contratti di credito a tempo indeterminato il consumatore ha il diritto di recedere in ogni momento senza penalità e senza spese. Il contratto può prevedere un preavviso non superiore a un mese. 2. I contratti di credito a tempo indeterminato possono prevedere il diritto del finanziatore a: a) recedere dal contratto con un preavviso di almeno due mesi, comunicato al consumatore su supporto cartaceo o altro supporto durevole; 8 b) sospendere, per una giusta causa, l'utilizzo del credito da parte del consumatore, dandogliene comunicazione su supporto cartaceo o altro supporto durevole in anticipo e, ove ciò non sia possibile, immediatamente dopo la sospensione. Articolo 125-quinquies (Inadempimento del fornitore) 1. Nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se con riferimento al contratto di fornitura di beni o servizi ricorrono le condizioni di cui all'articolo 1455 del codice civile. 2. La risoluzione del contratto di credito comporta l'obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate già pagate nonché ogni altro onere eventualmente applicato . La risoluzione del contratto di credito non comporta l'obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l'importo che sia stato già versato al fornitore dei beni o dei servizi . Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso. 3. In caso di locazione finanziaria (leasing) il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore dei beni o dei servizi, può chiedere al finanziatore di agire per la risoluzione del contratto . La richiesta al fornitore determina la sospensione del pagamento dei canoni. La risoluzione del contratto di fornitura determina la risoluzione di diritto, senza penalità e oneri, del contratto di locazione finanziaria . Si applica il comma 2. 4. I diritti previsti dal presente articolo possono essere fatti valere anche nei confronti del terzo al quale il finanziatore abbia ceduto i diritti derivanti dal contratto di concessione del credito. Articolo 125-sexies (Rimborso anticipato) 1. Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l'importo dovuto al finanziatore . In tal caso il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all'importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto. 2. In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito . L'indennizzo non può superare 1' 1 per cento dell'importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto è pari o inferiore a un anno . In ogni caso, l'indennizzo non può superare l'importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto. 3. L'indennizzo di cui al comma 2 non è dovuto: a) se il rimborso anticipato è effettuato in esecuzione di un contratto di assicurazione destinato a garantire il credito; b) se il rimborso anticipato riguarda un contratto di apertura di credito; 9 c) se il rimborso anticipato ha luogo in un periodo in cui non si applica un tasso di interesse espresso da una percentuale specifica fissa predeterminata nel contratto; d) se l'importo rimborsato anticipatamente corrisponde all'intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10 .000 euro . Articolo 125-septies (Cessione dei crediti) 1. In caso di cessione del credito o del contratto di credito, il consumatore può sempre opporre al cessionario tutte le eccezioni che poteva far valere nei confronti del cedente, ivi inclusa la compensazione, anche in deroga al disposto dell'articolo 1248 del codice civile. 2. Il consumatore è informato della cessione del credito, a meno che il cedente, in accordo con il cessionario, continui a gestire il credito nei confronti del consumatore . La Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, individua le modalità con cui il consumatore è informato . Articolo 125-octies (Sconfinamento) 1 . Se un contratto di conto corrente prevede la possibilità che al consumatore sia concesso uno sconfinamento, si applicano le disposizioni del capo I. 2. In caso di sconfinamento consistente che si protragga per oltre un mese, il creditore comunica senza indugio al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole: a) lo sconfinamento; b) l'importo interessato; c) il tasso debitore; d) le penali, le spese o gli interessi di mora eventualmente applicabili. 3 . La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, detta disposizioni di attuazione del presente comma, con riferimento: a) al termine di invio della comunicazione; b) ai criteri per la determinazione della consistenza dello sconfinamento. Articolo 125-novies (Intermediari del credito) 1. Gli intermediari del credito indicano, negli annunci pubblicitari e nei documenti destinati ai consumatori, l'ampiezza dei propri poteri e in particolare se lavori a titolo esclusivo con uno o più finanziatori oppure a titolo di mediatore. 2. Il consumatore è informato dell'eventuale compenso da versare all'intermediario del credito per i suoi servizi . Il compenso è oggetto di accordo tra il consumatore e l'intermediario del 10 credito su supporto cartaceo o altro supporto durevole prima della conclusione del contratto di credito. 3. L'intermediario del credito comunica al finanziatore l'eventuale compenso che il consumatore deve versare all'intermediario del credito per i suoi servizi, al fine del calcolo del TAEG, secondo quanto stabilito dal CICR. Articolo 126 (Riservatezza delle informazioni) 1 . Il Ministro dell'economia e delle finanze può individuare, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n . 400, i casi in cui le comunicazioni previste dall'articolo 125, comma 2, e 125-quater, comma 2, lettera b), non sono effettuate in quanto vietate dalla normativa comunitaria o contraria all'ordine pubblico o alla pubblica sicurezza ." ART. 2 - Modifiche all'articolo 67 del Codice del consumo 1 . All'articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n . 206, il comma 6 è sostituito dal seguente: "6. Il contratto di credito collegato ai sensi dell'articolo 121, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, si intende risolto di diritto, senza alcuna penalità, nel caso in cui il consumatore eserciti il diritto di recesso da un contratto di fornitura di beni o servizi disciplinato dal presente titolo conformemente alle disposizioni di cui alla presente sezione ." ART. 3 - Abrogazioni e termini di attuazione 1 . Sono abrogati: a) gli articoli 40, 41 e 42 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n . 206 (Codice del consumo) . Conseguentemente, all'articolo 43 del medesimo decreto legislativo, è soppressa la parola "restante"; b) l'articolo 38, primo, secondo e quarto comma, del d .P .R. 5 gennaio 1950, n. 180. Conseguentemente, al terzo comma dell' articolo 38, le parole "Nello stesso caso" sono sostituite con le parole "In caso di rimborso anticipato". 2. Le autorità creditizie adottano le disposizioni di attuazione del presente titolo entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 3 . I finanziatori e gli intermediari del credito si adeguano alle disposizioni del presente decreto entro novanta giorni dall'entrata in vigore delle relative disposizioni di attuazione. 11 TITOLO II COORDINAMENTO DEL TITOLO VI DEL DECRETO LEGISLATIVO 1° SETTEMBRE 1993, N. 385, CON ALTRE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN TEMA DI TRASPARENZA ART. 4 - Modifiche al Titolo VI del decreto legislativo 1 ° settembre 1993, n . 385 1. La rubrica del Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituita dalla seguente: "TITOLO VI TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI" 2. Il Capo I del Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente : "Capo I Operazioni e servizi bancari e finanziari Articolo 115 (Ambito di applicazione) 1. Le norme del presente capo si applicano alle attività svolte nel territorio della Repubblica dalle banche e dagli intermediari finanziari. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze può individuare, in considerazione dell'attività svolta, altri soggetti da sottoporre alle norme del presente capo. 3. Le disposizioni del presente capo ; a meno che non siano espressamente richiamate, non si applicano ai contratti di credito disciplinati dal capo II e ai servizi di pagamento disciplinati dal capo II-bis . Articolo 116 (Pubblicità) 1. Le banche e gli intermediari finanziari rendono noti in modo chiaro ai clienti i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti, ivi compresi gli interessi di mora e le valute applicate per l'imputazione degli interessi. Per le operazioni di finanziamento, comunque denominate, è pubblicizzato il tasso effettivo globale medio previsto dall'articolo 2, commi 1 e 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108 . Non può essere fatto rinvio agli usi. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la CONSOB e la Banca d'Italia, stabilisce, con riguardo ai titoli di Stato: a) criteri e parametri per la determinazione delle eventuali commissioni massime addebitabili alla clientela in occasione del collocamento; 12 b) criteri e parametri volti a garantire la trasparente determinazione dei rendimenti; c) gli ulteriori obblighi di pubblicità, trasparenza e propaganda, da osservare nell'attività di collocamento. 3 . Il CICR: a) individua le operazioni e i servizi da sottoporre a pubblicità; b) detta disposizioni relative alla forma, al contenuto, alle modalità della pubblicità e alla conservazione agli atti dei documenti comprovanti le informazioni pubblicizzate; c) stabilisce criteri uniformi per l'indicazione dei tassi d'interesse e per il calcolo degli interessi e degli altri elementi che incidono sul contenuto economico dei rapporti; d) individua gli elementi essenziali, fra quelli previsti dal comma 1, che devono essere indicati negli annunci pubblicitari e nelle offerte, con qualsiasi mezzo effettuati, con cui i soggetti indicati nell'articolo 115 rendono nota la disponibilità delle operazioni e dei servizi. 4. Le informazioni pubblicizzate non costituiscono offerta al pubblico a norma dell'articolo 1336 del codice civile . Articolo 117 (Contratti) 1 . I contratti sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti. 2 . Il CICR può prevedere che, per motivate ragioni tecniche, particolari contratti possano essere stipulati in altra forma. 3 . Nel caso di inosservanza della forma prescritta il contratto è nullo. 4. I contratti indicano il tasso d'interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora. 5. Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonché quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati. 6. In caso di inosservanza del comma 4 e nelle ipotesi di nullità indicate nel comma 5, si applicano: a) il tasso nominale minimo e quello massimo, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive, dei buoni ordinari del tesoro ammali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell'economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, emessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell'operazione. b) gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi al momento della conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, al momento in cui l'operazione è effettuata o il servizio viene reso ; in mancanza di pubblicità nulla è dovuto. 7. La Banca d'Italia può prescrivere che determinati contratti, individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, abbiano un contenuto tipico determinato . I contratti difformi sono nulli . Resta ferma la responsabilità della banca o dell'intermediario finanziario per la violazione delle prescrizioni della Banca d'Italia. 13 Articolo 118 (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali) 1. Nei contratti a tempo indeterminato può essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto qualora sussista un giustificato motivo . Negli altri contratti di durata la facoltà di modifica unilaterale può essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo. 2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: `Proposta di modifica unilaterale del contratto', con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente . Nei rapporti al portatore la comunicazione è effettuata secondo le modalità stabilite dal CICR. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione . In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate. 3. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente. 4. Le variazioni dei tassi di interesse adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente. Articolo 119 (Comunicazioni periodiche alla clientela) 1. Nei contratti di durata i soggetti indicati nell'articolo 115 forniscono al cliente, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente stesso, alla scadenza del contratto e comunque almeno una volta all'anno, una comunicazione chiara in merito allo svolgimento del rapporto . Il CICR indica il contenuto e le modalità della comunicazione. 2. Per i rapporti regolati in conto corrente l'estratto conto è inviato al cliente con periodicità annuale o, a scelta del cliente, con periodicità semestrale, trimestrale o mensile. 3. In mancanza di opposizione scritta da parte del cliente, gli estratti conto e le altre comunicazioni periodiche alla clientela si intendono approvati trascorsi sessanta giorni dal ricevimento. 4. II cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Articolo 120 (Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi) 1 . Il titolare del conto corrente ha la disponibilità economica delle somme relative agli assegni 14 circolari o bancari versati sul suo conto, rispettivamente emessi da o tratti su una banca insediata in Italia, entro i quattro giorni lavorativi successivi al versamento. 1-bis. Gli interessi sul versamento di assegni presso una banca sono conteggiati fino al giorno del prelevamento e con le seguenti valute: a) dal giorno in cui è effettuato il versamento, per gli assegni circolari emessi dalla stessa banca e per gli assegni bancari tratti sulla stessa banca presso la quale è effettuato il versamento; b) per gli assegni diversi da quelli di cui alla lettera a), dal giorno lavorativo successivo al versamento, se si tratta di assegni circolari emessi da una banca insediata in Italia, e dal terzo giorno lavorativo successivo al versamento, se si tratta di assegni bancari tratti su una banca insediata in Italia. 1 -ter. Il CICR può stabilire termini inferiori a quelli previsti nei commi 1 e 1-bis in relazione all'evoluzione delle procedure telematiche disponibili per la gestione del servizio di incasso degli assegni. 2. Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attività bancaria, prevedendo in ogni caso che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori. 3. Per gli strumenti di pagamento diversi dagli assegni circolari e bancari restano ferme le disposizioni sui tempi di esecuzione, data valuta e disponibilità di fondi previste dagli articoli da 19 a 23 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11. Articolo 120-bis (Recesso) 1 . Il cliente ha diritto di recedere in ogni momento da un contratto a tempo indeterminato senza penalità e senza spese. Il CICR individua i casi in cui la banca o l'intermediario finanziario possono chiedere al cliente un rimborso delle spese sostenute in relazione a servizi aggiuntivi da questo richiesti in occasione del recesso. Articolo 120-ter (Estinzione anticipata dei mutui immobiliari) 1. E' nullo qualunque patto o clausola, anche posteriore alla conclusione del contratto, con il quale si convenga che il mutuatario sia tenuto al pagamento di un compenso o penale o ad altra prestazione a favore del soggetto mutuante per l'estinzione anticipata o parziale dei mutui stipulati o accollati a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n . 122, per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche . La nullità del patto o della clausola opera di diritto e non comporta la nullità del contratto. 2. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nell'art . 40-bis trovano applicazione, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche per i finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti. 15 Articolo 120-quater (Surrogazione nei contratti di finanziamento . Portabilità) 1 . In caso di contratti di finanziamento conclusi da intermediari bancari e finanziari, l'esercizio da parte del debitore della facoltà di surrogazione di cui all'articolo 1202 del codice civile non è precluso dalla non esigibilità del credito o dalla pattuizione di un termine a favore del creditore. 2. Per effetto della surrogazione di cui al comma 1, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie, personali e reali, accessorie al credito cui la surrogazione si riferisce. 3 . La surrogazione di cui al comma 1 comporta il trasferimento del contratto, alle condizioni stipulate tra il cliente e l'intermediario subentrante, con esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura. L'annotamento di surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell'atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata. 4. Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l'istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione tra intermediari improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi . In ogni caso, gli intermediari non applicano alla clientela costi di alcun genere, neanche in forma indiretta, per l'esecuzione delle formalità connesse alle operazioni di surrogazione. 5. Nel caso in cui il debitore intenda avvalersi della facoltà di surrogazione di cui al comma 1, resta salva la possibilità del finanziatore originario e del debitore di pattuire la variazione senza spese delle condizioni del contratto in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata. 6. È nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facoltà di surrogazione di cui al comma 1. La nullità del patto non comporta la nullità del contratto. 7. Nel caso in cui la surrogazione di cui al comma 1 non si perfezioni entro il termine di trenta giorni dalla data della richiesta di avvio delle procedure di collaborazione da parte del mutuante surrogato al finanziatore originario, quest'ultimo è comunque tenuto a risarcire il cliente in misura pari ali' 1 per cento del valore del finanziamento per ciascun mese o frazione di mese di ritardo . Resta ferma la possibilità per il finanziatore originario di rivalersi sul mutuante surrogato, nel caso in cui il ritardo sia dovuto a cause allo stesso imputabili. 8. La surrogazione per volontà del debitore e la rinegoziazione di cui al presente articolo non comportano il venir meno dei benefici fiscali. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo: a) si applicano, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti; b) non si applicano ai contratti di locazione finanziaria. 10 . Sono fatti salvi i commi 4-bis, 4-ter e 4-quater dell'art . 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n . 40 ." 16 3 . Il Capo III del Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente: "Capo III Regole generali e controlli Articolo 127 (Regole generali) 1. Le Autorità creditizie esercitano i poteri previsti dal presente titolo avendo riguardo, oltre che alle finalità indicate nell'articolo 5, alla trasparenza delle condizioni contrattuali e alla correttezza dei rapporti con la clientela . A questi fini possono essere dettate anche disposizioni in materia di organizzazione e controlli interni. 1-bis. Ai confidi iscritti nell'elenco previsto dall'art . 112, le norme del presente titolo si applicano secondo quanto stabilito dal CICR. 2. Le disposizioni del presente titolo sono derogabili solo in senso più favorevole al cliente. 3. Le informazioni fornite ai sensi del presente titolo sono rese almeno in lingua italiana. 4. Le nullità previste dal presente titolo operano soltanto a vantaggio del cliente e possono essere rilevate d'ufficio dal giudice. 5. Le deliberazioni di competenza del CICR previste nel presente titolo sono assunte su proposta della Banca d'Italia, d'intesa con la CONSOB. Articolo 127-bis (Spese addebitabili) 1. Le banche e gli intermediari finanziari non possono addebitare al cliente spese, comunque denominate, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni previste ai sensi di legge trasmesse con strumenti di comunicazione telematica . Le comunicazioni previste ai sensi dell'articolo 118 sono gratuite indipendentemente dagli strumenti di comunicazione impiegati. 2. Il contratto può prevedere che, se il cliente richiede alla banca o all'intermediario finanziario informazioni o comunicazioni ulteriori o più frequenti rispetto a quelle previste dal presente titolo ovvero la loro trasmissione con strumenti di comunicazione diversi da quelli previsti nel contratto, le relative spese sono a carico del cliente. 3. Se, in relazione a informazioni o comunicazioni, vengono addebitate spese al cliente, queste sono adeguate e proporzionate ai costi effettivamente sostenuti dalla banca o dall'intermediario finanziario. 4. In deroga al comma 1, nei contratti di finanziamento la consegna di documenti personalizzati può essere subordinata al pagamento delle spese di istruttoria, nei limiti e alle condizioni stabilite dal CICR. 5. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 119, comma 4 e, per i servizi di pagamento, dall'articolo 126-ter e dall'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 . 17 Articolo 128 (Controlli) Al fine di verificare il rispetto delle disposizioni del presente titolo, la Banca d'Italia può acquisire informazioni, atti e documenti ed eseguire ispezioni presso le banche, gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento e gli intermediari finanziari 2. Con riguardo ai beneficiari e ai terzi destinatari delle disposizioni previste dall'articolo 126- quater, comma 3, i controlli previsti dal comma 1 sono demandati al Ministro dello Sviluppo Economico al quale compete, inoltre, l'irrogazione delle sanzioni previste dagli articoli 144, commi 3, 3-bis e 4, e 145, comma 3. 3. Con riguardo ai soggetti individuati ai sensi dell'articolo 115, comma 2, il CICR indica le autorità competenti a effettuare i controlli previsti dal comma 1 e a irrogare le sanzioni previste dagli articoli 144, commi 3 e 3-bis, e 4, e 145, comma 3. Art. 128-bis .(Risoluzione delle controversie) 1. I soggetti di cui all'articolo 115 aderiscono a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela. 2. Con deliberazione del CICR, su proposta della Banca d'Italia, sono determinati i criteri di svolgimento delle procedure di risoluzione delle controversie e di composizione dell'organo decidente, in modo che risulti assicurata l'imparzialità dello stesso e la rappresentatività dei soggetti interessati . Le procedure devono in ogni caso assicurare la rapidità, l'economicità della soluzione delle controversie e l'effettività della tutela. 3. Fermo restando quanto previsto dall'art . 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non pregiudicano per il cliente il ricorso a ogni altro mezzo di tutela previsto dall'ordinamento. 3-bis. La Banca d'Italia, quando riceve un reclamo da parte della clientela dei soggetti di cui al comma 1, indica al reclamante la possibilità di adire i sistemi previsti dal presente articolo. Articolo 128-ter (Misure inibitorie) Qualora nell'esercizio dei controlli previsti dall'articolo 128 emergano irregolarità, la Banca d'Italia può: a) inibire ai soggetti che prestano le operazioni e i servizi disciplinati dal presente titolo la continuazione dell'attività, anche di singole aree o sedi secondarie, e ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite e altri comportamenti conseguenti; b) inibire specifiche forme di offerta, promozione o conclusione di contratti disciplinati dal presente titolo; c) disporre in via provvisoria la sospensione, per un periodo non superiore a novanta giorni, delle attività di cui alle lettere a) e b), laddove sussista particolare urgenza; 18 d) pubblicare i provvedimenti di cui al presente articolo nel Bollettino di cui all'articolo 8, comma 1, e disporre altre forme di pubblicazione, eventualmente a cura e spese dell' intermediario ." 4 . L'art. 144 del decreto legislativo l° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente: "Articolo 144 (Altre sanzioni amministrative pecuniarie) 1 . Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, nonché dei dipendenti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2580 a euro 129 .110 per l'inosservanza delle norme degli articoli 18, comma 4, 26, commi 2 e 3, 34, comma 2, 35, 49, 51, 53, 54, 55, 64, commi 2 e 4, 66, 67, 68, 108, 109, comma 3, 110 in relazione agli articoli 26 commi 2 e 3 e, 64, commi 2 e 4 , 114-quater, 114-octies, 114-duodecies, 114- terdecies, 114-quaterdecies, 129, comma 1, 145, comma 3, 146, comma 2, 147 e 161, comma 5, o delle relative disposizioni generali o particolari impartite dalle autorità creditizie. 2. Le sanzioni previste nel comma 1 si applicano anche ai soggetti che svolgono funzioni di controllo per la violazione delle norme e delle disposizioni indicate nel medesimo comma o per non aver vigilato affinché le stesse fossero osservate da altri. Per la violazione degli articoli 52, 61, comma 5, e 110 in relazione agli articoli 52 e 61, comma 5, si applica la sanzione prevista dal comma 1. 3. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, nonché dei dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5160 a euro 64 .555 per la rilevante inosservanza delle norme contenute negli articoli 116, 123, 124 e 126- quater, e delle relative disposizioni generali o particolari impartite dalle autorità creditizie. 3-bis . Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, nonché dei dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5160 a euro 64 .555 per le seguenti condotte, qualora esse rivestano carattere rilevante: a) inosservanza degli articoli 117, commi 1, 4, e 7, 118, 119, 120, 120-quater, 125, commi 2, 3 e 4, 125-bis, commi 2 e 3, 126, 126-quinquies, comma 2, 126-sexies e 126- septies e delle relative disposizioni generali o particolari impartite dalle autorità creditizie; b) inserimento nei contratti di clausole nulle o applicazione alla clientela di oneri non consentiti, in violazione dell'articolo 40-bis o del titolo VI, ovvero offerta di contratti in violazione dell'articolo 117, comma 7; c) inserimento nei contratti di clausole aventi l'effetto di imporre al debitore oneri superiori a quelli consentiti per il recesso o il rimborso anticipato ovvero ostacolo all'esercizio del diritto di recesso da parte del cliente, ivi compresa l'omissione del rimborso delle somme allo stesso dovute per effetto del recesso. 4. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e dei dipendenti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 258 .225 per l'inosservanza delle norme contenute nell'articolo 128, comma 1, ovvero nei casi di ostacolo all'esercizio delle funzioni di controllo previste dal medesimo articolo 128, di mancata adesione ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dall'articolo 128- bis, nonché di inottemperanza alle misure inibitorie adottate dalla Banca d'Italia ai sensi 19 dell'articolo 128-ter . La stessa sanzione si applica nel caso di frazionamento artificioso di un unico contratto di credito al consumo in una pluralità di contratti dei quali almeno uno sia di importo inferiore al limite inferiore previsto ai sensi dell'articolo 122, comma 1, lettera a). 5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste per i dipendenti dai commi 1, 3, 3-bis e 4 si applicano anche a coloro che operano sulla base di rapporti che ne determinano l'inserimento nell'organizzazione della banca o dell'intermediario finanziario, anche in forma diversa dal rapporto di lavoro subordinato. 5-bis. Nei confronti degli agenti in attività finanziaria e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria diversi dalle persone fisiche, nonché degli altri intermediari del credito, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5160 a euro 64 .555 per l'inosservanza degli obblighi di cui all'articolo 125-octies; si applica altresì il comma 4 del presente articolo. 6. Le sanzioni amministrative previste dai commi 3, 3-bis e 4, ultimo periodo, si applicano anche nei confronti dell'agente, del legale rappresentante della società di agenzia in attività finanziaria o del legale rappresentante della società di mediazione creditizia. 7. Nei confronti dell'agente in attività finanziaria, del legale rappresentante della società di agenzia in attività finanziaria o del legale rappresentante della società di mediazione creditizia, nonché dei dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.065 a euro 129 .110 per la violazione dell'articolo 128-septies, comma 2, ovvero nei casi di ostacolo all'esercizio delle funzioni di controllo previste dal medesimo articolo 128- septies. Se le violazi8o.ni indicate ai commi 6 e 7 sono gravi o ripetute, la Banca d'Italia può ordinare la sospensione o la cancellazione dall'elenco 9. Non si applica l'articolo 39, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n . 262 ART. 5 - Altre modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 1. Nel decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, dopo l'articolo 40 è inserito il seguente articolo : "Articolo 40-bis (Cancellazione delle ipoteche) Ai fini di cui all'articolo 2878 del codice civile, e in deroga all'articolo 2847 del codice civile, l'ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo stipulato o accollato a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, ancorché annotata su titoli cambiari, si estingue automaticamente alla data di estinzione dell'obbligazione garantita. 2. Il creditore rilascia al debitore quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione e trasmette al conservatore la relativa comunicazione entro trenta giorni dalla stessa data, senza alcun onere per il debitore e secondo le modalità determinate dall'Agenzia del territorio. 20 3. L'estinzione non si verifica se il creditore, ricorrendo un giustificato motivo ostativo, comunica all'Agenzia del territorio e al debitore, entro il termine di cui al comma 2 e con le modalità previste dal codice civile per la rinnovazione dell'ipoteca, che l'ipoteca permane. In tal caso l'Agenzia, entro il giorno successivo al ricevimento della dichiarazione, procede all'annotazione in margine all'iscrizione dell'ipoteca e fino a tale momento rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione di cui al presente comma. 4. Decorso il termine di cui al comma 2 il conservatore, accertata la presenza della comunicazione di cui al medesimo comma e in mancanza della comunicazione di cui al comma 3, procede d'ufficio alla cancellazione dell'ipoteca entro il giorno successivo e fino all'avvenuta cancellazione rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione di cui al comma 2. 5. Per gli atti previsti dal presente articolo non è necessaria l'autentica notarile. 6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, nei casi e alle condizioni ivi previsti, anche ai finanziamenti concessi da enti di previdenza obbligatoria ai loro iscritti ." 7. All'articolo 145, comma 3, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, dopo le parole "commi 3" sono inserite le seguenti : ", 3-bis" ART. 6 - Disposizioni transitorie 1 . All'articolo 161 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, dopo il comma 7, sono aggiunti i seguenti commi: "7-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 40-bis si applicano ai contratti di mutuo stipulati a decorrere dal 2 giugno 2007 . Dalla stessa data decorrono i termini di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo per i mutui immobiliari estinti a decorrere dal 3 aprile 2007 e sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni di cui all'articolo 40-bis e le clausole in contrasto con il medesimo articolo sono nulle e non comportano la nullità del contratto . Per i mutui immobiliari estinti prima del 3 aprile 2007 e la cui ipoteca non sia stata cancellata alla medesima data, il termine di cui al comma 2 dell'articolo 40-bis decorre dalla data della richiesta della quietanza da parte del debitore, da effettuarsi mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. 7-ter. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 120-ter si applicano ai contratti di mutuo per l'acquisto della prima casa stipulati a decorrere dal 2 febbraio 2007 e ai contratti di mutuo per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche stipulati o accollati a seguito di frazionamento, anche ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2005, n . 122, a decorrere dal 3 aprile 2007 . La misura massima dell'importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata o parziale dei mutui indicati nel comma 1 dell'articolo 120-ter stipulati antecedentemente al 2 febbraio 2007 è quella definita nell'accordo siglato il 2 maggio 2007 dall'Associazione bancaria italiana e dalle associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, ai sensi dell'articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n . 206 . Le banche e gli intermediari finanziari non possono rifiutare la rinegoziazione dei contratti di mutuo stipulati prima del 2 febbraio 2007, nei casi in cui il debitore proponga la riduzione dell'importo della penale entro i limiti stabiliti ai sensi dell'accordo di cui al periodo precedente. 21 7-quater. Per i mutui a tasso variabile e a rata variabile per tutta la durata del contratto, stipulati o accollati, anche a seguito di frazionamento, per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione dell'abitazione principale entro il 29 gennaio 2009, gli atti di consenso alla surrogazione di cui all'articolo 120-quater, comma 1, sono autenticati dal notaio senza l'applicazione di alcun onorario e con il solo rimborso delle spese . A tal fine, la quietanza rilasciata dal finanziatore originario e il contratto stipulato con il creditore surrogato sono forniti al notaio per essere prodotti unitamente all'atto di surrogazione . Per eventuali attività aggiuntive non necessarie all'operazione, espressamente richieste dalle parti, gli onorari di legge restano a carico della parte richiedente ." 22 TITOLO III REVISIONE DELLA DISCIPLINA DEI SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO ART. 7 - Integrazioni e modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n . 385 1 . Il Titolo V del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente: "TITOLO V (SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO Articolo 106 (Albo degli intermediari finanziari) 1. L'esercizio nei confronti del pubblico dell'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma è riservato agli intermediari finanziari autorizzati, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. 2. Oltre alle attività di cui al comma 1 gli intermediari finanziari possono prestare servizi di pagamento, a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell'articolo 114-novies, comma 4, e iscritti nel relativo albo nonché prestare servizi di investimento se autorizzati ai sensi dell'articolo 18, comma 3, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n . 58 . Gli intermediari finanziari possono altresì esercitare le altre attività a loro eventualmente consentite dalla legge nonché attività connesse o strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate dalla Banca d'Italia. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, specifica il contenuto delle attività indicate nel comma 1 nonché in quali circostanze ricorra l'esercizio nei confronti del pubblico. Articolo 107 (Autorizzazione) 1 . La Banca d'Italia autorizza gli intermediari finanziari ad esercitare la propria attività al ricorrere delle seguenti condizioni: a) sia adottata la forma di società di capitali; b) la sede legale e la direzione generale siano situate nel territorio della Repubblica; c) il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d'Italia anche in relazione al tipo di operatività; d) venga presentato un programma concernente l'attività iniziale e la struttura organizzativa, unitamente all'atto costitutivo e allo statuto; e) il possesso da parte dei titolari di partecipazioni di cui all'articolo 19 e degli esponenti aziendali dei requisiti previsti ai sensi degli articoli 25 e 26; f) non sussistano, tra gli intermediari finanziari o i soggetti del gruppo di appartenenza e altri soggetti, stretti legami che ostacolino l'effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza; g) l'oggetto sociale sia limitato alle sole attività di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 106. 2 . La Banca d'Italia nega l'autorizzazione quando dalla verifica delle condizioni indicate nel comma 1 non risulti garantita la sana e prudente gestione. 3 . La Banca d'Italia disciplina la procedura di autorizzazione, i casi di revoca nonché di 23 decadenza, quando l'intermediario autorizzato non abbia iniziato l'esercizio dell'attività, e detta disposizioni attuative del presente articolo. Articolo 108 (Vigilanza) 1 . La Banca d'Italia emana disposizioni di carattere generale aventi a oggetto l'adeguatezza patrimoniale, il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni, l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni nonché l'informativa da rendere al pubblico sulle predette materie . La Banca d'Italia può adottare, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di singoli intermediari per le materie in precedenza indicate . Con riferimento a determinati tipi di attività la Banca d'Italia può inoltre dettare disposizioni volte ad assicurarne il regolare esercizio. 2 . Le disposizioni emanate ai sensi del comma 1 prevedono che gli intermediari finanziari possano utilizzare: a) le valutazioni del rischio di credito rilasciate da società o enti esterni previsti dall'articolo 53, comma 2-bis, lettera a); b) sistemi interni di misurazione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali, previa autorizzazione della Banca d'Italia. 3 . La Banca d'Italia può: a) convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti degli intermediari finanziari per esaminare la situazione degli stessi; b) ordinare la convocazione degli organi collegiali degli intermediari finanziari, fissandone l'ordine del giorno, e proporre l'assunzione di determinate decisioni; c) procedere direttamente alla convocazione degli organi collegiali degli intermediari finanziari quando gli organi competenti non abbiano ottemperato a quanto previsto dalla lettera b); d) adottare per le materie indicate nel comma 1, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di singoli intermediari finanziari, riguardanti anche la restrizione delle attività o della struttura territoriale, nonché il divieto di effettuare determinate operazioni, anche di natura societaria, e di distribuire utili o altri elementi del patrimonio. 4. Gli intermediari finanziari inviano alla Banca d'Italia, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, le segnalazioni periodiche nonché ogni altro dato e documento richiesto . Essi trasmettono anche i bilanci con le modalità e nei termini stabiliti dalla Banca d'Italia. 5 . La Banca d'Italia può effettuare ispezioni presso gli intermediari finanziari e richiedere a essi l'esibizione di documenti e gli atti che ritenga necessari. 6. Nell'esercizio dei poteri di cui al presente articolo la Banca d'Italia osserva criteri di proporzionalità, avuto riguardo alla complessità operativa, dimensionale e organizzativa degli intermediari, nonché alla natura specifica dell'attività svolta. 24 Articolo 109 (Vigilanza consolidata) 1 . La Banca d'Italia emana disposizioni volte a individuare il gruppo finanziario, composto da un intermediario finanziario capogruppo e dalle società finanziarie come definite dall'articolo 59, comma 1, lett. b), che sono controllate direttamente o indirettamente da un intermediario finanziario ovvero controllano direttamente o indirettamente un intermediario finanziario e non sono sottoposte a vigilanza consolidata ai sensi del Capo II, Titolo III, ovvero del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. 2 La Banca d'Italia può esercitare la vigilanza su base consolidata, oltre che nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 inclusi nel gruppo finanziario, nei confronti di: a) intermediari finanziari e società bancarie, finanziarie e strumentali partecipate per almeno il venti per cento dalle società appartenenti a un gruppo finanziario o da un intermediario finanziario; b) intermediari finanziari e società bancarie, finanziarie e strumentali non comprese in un gruppo finanziario, ma controllate dalla persona fisica o giuridica che controlla un gruppo finanziario o un intermediario finanziario; c) società diverse dagli intermediari finanziari e da quelle bancarie, finanziarie e strumentali quando siano controllate da un intermediario finanziario ovvero quando società appartenenti a un gruppo finanziario detengano, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo. 3 . Al fine di esercitare la vigilanza ai sensi dei commi 1 e 2, la Banca d'Italia: a) può impartire alla capogruppo, con provvedimenti di carattere generale o particolare, disposizioni concernenti il gruppo finanziario complessivamente considerato o i suoi componenti, sulle materie indicate nell'articolo 108, comma 1 . L'articolo 108 si applica anche al gruppo finanziario. Le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia per esercitare la vigilanza su base consolidata possono tenere conto, anche con riferimento al singolo intermediario finanziario, della situazione dei soggetti indicati nel comma 2, lettere a) e b). La Banca d'Italia può impartire disposizioni anche nei confronti di un solo o di alcuni componenti il gruppo finanziario; b) può richiedere, nei termini e con le modalità dalla medesima determinati, alle società appartenenti al gruppo finanziario la trasmissione, anche periodica, di situazioni e dati, nonché ogni altra informazione utile e ai soggetti indicati nel comma 2, lettera c), nonché alle società che controllano l'intermediario finanziario e non appartengono al gruppo finanziario, le informazioni utili per consentire l'esercizio della vigilanza consolidata. Tali soggetti forniscono alla capogruppo ovvero all'intermediario finanziario le situazioni, i dati e le informazioni richieste per consentire l'esercizio della vigilanza consolidata; c) può effettuare ispezioni e richiedere l'esibizione di documenti e gli atti che ritenga necessari . Le ispezioni nei confronti di società diverse da quelle bancarie, finanziarie e strumentali hanno il fine esclusivo di verificare l'esattezza dei dati e delle informazioni forniti per il consolidamento . Articolo 110 (Rinvio) 1 . Agli intermediari finanziari si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute 25 negli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 47, 52, 61, commi 4 e 5, 62, 63, 64, 78, 79 e 82. Articolo 111 (Microcredito) 1 . In deroga all'articolo 106, comma 1, i soggetti iscritti in un apposito elenco, tenuto dall'organismo indicato all'articolo 113, possono concedere finanziamenti a persone fisiche o società di persone o società cooperative, per l'avvio o l'esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, a condizione che i finanziamenti concessi abbiano le seguenti caratteristiche: a) siano di ammontare non superiore a euro 25 .000,00 e non siano assistiti da garanzie reali; b) siano finalizzati all'avvio o allo sviluppo di iniziative imprenditoriali o all'inserimento nel mercato del lavoro; c) siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati. 2. L'iscrizione nell'elenco di cui al comma 1 è subordinata al ricorrere delle seguenti condizioni: a) forma di società di capitali; b) capitale versato di ammontare non inferiore a quello stabilito ai sensi del comma 5; c) requisiti di onorabilità dei soci di controllo o rilevanti nonché di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali, ai sensi del comma 5; d) oggetto sociale limitato alle sole attività di cui al comma 1 nonché alle attività accessorie e strumentali; e) presentazione di un programma di attività. 3 . I soggetti di cui al comma 1 possono erogare in via non prevalente finanziamenti anche a favore di persone fisiche in condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale, purché i finanziamenti concessi siano di importo massimo di euro 10 .000, non siano assistiti da garanzie reali, siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di bilancio familiare e abbiano lo scopo di consentire l'inclusione sociale e finanziaria del beneficiario e siano prestati a condizioni più favorevoli di quelle prevalenti sul mercato. 4. In deroga all'art . 106, comma 1, i soggetti giuridici senza fini di lucro in possesso delle caratteristiche individuate ai sensi del comma 5, possono, se iscritti in una sezione separata dell'elenco di cui al comma 1, svolgere le attività indicate ai commi 1 e 3 a condizione che i finanziamenti siano concessi a condizioni più favorevoli di quelle prevalenti sul mercato. L'iscrizione nella sezione speciale è subordinata al possesso dei requisiti previsti dal comma 2, lettere c) ed e). 5. Il Ministro dell'Economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, emana disposizioni attuative del presente articolo, anche disciplinando: a) requisiti concernenti i beneficiari e le forme tecniche dei finanziamenti; b) limiti oggettivi, riferiti al volume delle attività, alle condizioni economiche applicate e all'ammontare massimo dei singoli finanziamenti, anche modificando i limiti stabiliti dal comma 1, lettera a) e dal comma 3; c) le caratteristiche dei soggetti che beneficiano della deroga prevista dal comma 4; d) le informazioni da fornire alla clientela. 26 Articolo 112 (Altri soggetti operanti nell'attività di concessione di finanziamenti) 1 . I confidi, anche di secondo grado, sono iscritti in un elenco tenuto dall'Organismo previsto dall'articolo 112-bis ed esercitano in via esclusiva l'attività di garanzia collettiva dei fidi e i servizi a essa connessi o strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate dal Ministro dell'Economia e delle finanze e delle riserve di attività previste dalla legge. 2. L'iscrizione è subordinata al ricorrere delle condizioni di forma giuridica, di capitale sociale o fondo consortile, patrimoniali, di oggetto sociale e di assetto proprietario individuate dall'articolo 13 del decreto legge 30 settembre 2003, n . 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n . 326, nonché al possesso da parte di coloro che detengono partecipazioni e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di onorabilità stabiliti ai sensi degli articoli 25 e 26 . La sede legale e quella amministrativa devono essere situate nel territorio della Repubblica. 3 . Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, determina i criteri oggettivi, riferibili al volume di attività finanziaria in base ai quali sono individuati i confidi che sono tenuti a chiedere l'autorizzazione per l'iscrizione nell'albo previsto dall'articolo 106. La Banca d'Italia stabilisce, con proprio provvedimento, gli elementi da prendere in considerazione per il calcolo del volume di attività finanziaria . In deroga all'articolo 106, per l'iscrizione nell'albo i confidi possono adottare la forma di società consortile a responsabilità limitata. 4. I confidi iscritti nell'albo esercitano in via prevalente l'attività di garanzia collettiva dei fidi. 5 . I confidi iscritti nell'albo possono svolgere, prevalentemente nei confronti delle imprese consorziate o socie, le seguenti attività: a) prestazione di garanzie a favore dell'amministrazione finanziaria dello Stato, al fine dell'esecuzione dei rimborsi di imposte alle imprese consorziate o socie; b) gestione, ai sensi dell'articolo 47, comma 2, di fondi pubblici di agevolazione; c) stipula, ai sensi dell'articolo 47, comma 3, di contratti con le banche assegnatarie di fondi pubblici di garanzia per disciplinare i rapporti con le imprese consorziate o socie, al fine di facilitarne la fruizione. 6. I confidi iscritti nell'albo possono, in via residuale, concedere altre forme di finanziamento ai sensi dell'articolo 106, comma 1, nei limiti massimi stabiliti dalla Banca d'Italia. 7. I soggetti diversi dalle banche, già operanti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, i quali, senza fine di lucro, raccolgono tradizionalmente in ambito locale somme di modesto ammontare ed erogano piccoli prestiti, sono iscritti in una sezione separata dell'elenco di cui all'articolo 111, comma 1, e possono continuare a svolgere la propria attività, in considerazione del carattere marginale della stessa, nel rispetto delle modalità operative e dei limiti quantitativi determinati dal CICR. 8. Le agenzie di prestito su pegno previste dal terzo comma dell'articolo 32 della legge 10 maggio 1938, n. 745, sono sottoposte alle disposizioni dell'articolo 106 . La Banca d'Italia può dettare disposizioni per escludere l'applicazione alle agenzie di prestito su pegno di alcune disposizioni previste dal presente titolo. Articolo 112-bis (Organismo per la tenuta dell'elenco dei confidi) 1 È istituito un Organismo, avente personalità giuridica di diritto privato ed ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa, statutaria e finanziaria competente per la gestione dell'elenco di cui all'articolo 112, comma 1 . I componenti dell'organismo sono 27 nominati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia. 2 L'Organismo svolge ogni attività necessaria per la gestione dell'elenco, determina la misura dei contributi a carico degli iscritti, entro il limite dell'uno per cento dell'ammontare dei crediti garantiti e riscuote i contributi e le altre somme dovute per l'iscrizione nell'elenco; vigila sul rispetto, da parte degli iscritti, della disciplina cui sono sottoposti anche ai sensi dell'articolo 112, comma 2. Nell'esercizio di tali attività può avvalersi delle Federazioni di rappresentanza dei Confidi espressione delle Organizzazioni nazionali di impresa. 3. Per lo svolgimento dei propri compiti, l'Organismo può chiedere agli iscritti la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini, e può effettuare ispezioni. 4. L'Organismo può disporre la cancellazione dall'elenco: a) qualora vengano meno i requisiti per l'iscrizione; b) qualora risultino gravi violazioni normative; c) per il mancato pagamento del contributo ai sensi del comma 2; d) per l'inattività dell'iscritto protrattasi per un periodo di tempo non inferiore a un anno. 5 Fermo restando le disposizioni di cui al precedente comma, la Banca d'Italia, su istanza dell'Organismo e previa istruttoria dallo stesso svolta, può imporre agli iscritti il divieto di intraprendere nuove operazioni o disporre la riduzione delle attività per violazioni di disposizioni legislative o amministrative che ne regolano l'attività. 6. La Banca d'Italia vigila sull'Organismo secondo modalità, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalità ed economicità dell'azione di controllo e con la finalità di verificare l'adeguatezza delle procedure interne adottate dall'Organismo per lo svolgimento della propria attività. 7. La Banca d'Italia informa il Ministro dell'economia e delle finanze delle eventuali carenze riscontrate nell'attività dell'Organismo e in caso di grave inerzia o malfunzionamento può proporne lo scioglimento. 8. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, disciplina: a) la struttura, i poteri e le modalità di funzionamento dell'Organismo necessari a garantirne funzionalità ed efficienza; b) i requisiti, ivi compresi quelli di professionalità e onorabilità degli organi di gestione dell'Organismo, nonché i criteri e le modalità per la loro nomina e sostituzione. Articolo 113 (Organismo per la tenuta dell'elenco di cui all'articolo 111) 1. E' istituito un Organismo, avente personalità giuridica, di diritto privato ed ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa, statutaria e finanziaria competente per la gestione dell'elenco di cui all'articolo 111, comma 1, e delle relative sezioni separate . I componenti dell'organismo sono nominati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia. 2. L'Organismo svolge ogni attività necessaria per la gestione dell'elenco nonché delle relative sezioni separate; determina la misura dei contributi a carico degli iscritti, entro il limite dell'uno per cento dell'ammontare dei prestiti concessi e riscuote i contributi e le altre somme dovute per l'iscrizione nell' elenco e vigila sul rispetto da parte degli iscritti della disciplina cui sono sottoposti anche ai sensi dell'articolo 111, comma 5. 3. Per lo svolgimento dei propri compiti, l'Organismo può chiedere agli iscritti la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini, nonché effettuare ispezioni . 28 4 . L'Organismo può disporre la cancellazione dall'elenco e dalle relative sezioni separate: a) qualora vengano meno i requisiti per l'iscrizione; b) qualora risultino gravi violazioni di norme di legge e delle disposizioni emanate ai sensi del presente decreto legislativo; c) per il mancato pagamento del contributo ai sensi del comma 2; d) per l'inattività dell'iscritto protrattasi per un periodo di tempo non inferiore a un armo. 5 . Fermo restando le disposizioni di cui al precedente comma, la Banca d'Italia, su istanza dell'Organismo e previa istruttoria dallo stesso svolta, può imporre agli iscritti il divieto di intraprendere nuove operazioni o disporre la riduzione delle attività per violazioni di disposizioni legislative o amministrative che ne regolano l'attività. 6. La Banca d'Italia vigila sull'Organismo secondo modalità, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalità ed economicità dell'azione di controllo e fondate su controlli sulle procedure interne adottate dall'Organismo per lo svolgimento dei compiti a questo affidati. 7. La Banca d'Italia informa il Ministro dell'economia e delle finanze delle eventuali carenze riscontrate nell'attività dell'Organismo e in caso di grave inerzia o malfunzionamento può proporne lo scioglimento. 8 . Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, disciplina: a) la struttura, i poteri e le modalità di funzionamento dell'Organismo necessari a garantirne funzionalità ed efficienza; b) i requisiti, ivi compresi quelli di professionalità e onorabilità dei componenti dell'Organismo, nonché i criteri e le modalità per la loro nomina e sostituzione. Articolo 113-bis (Sospensione degli organi di amministrazione e controllo) 1. Qualora risultino gravi irregolarità nell'amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie nonché ragioni di urgenza, la Banca d'Italia può disporre che uno o più commissari assumano i poteri di amministrazione dell'intermediario finanziario iscritto all'albo di cui all'articolo 106 . Le funzioni degli organi di amministrazione e di controllo sono frattanto sospese. 2. Possono essere nominati commissari anche funzionari della Banca d'Italia . I commissari nell'esercizio delle loro funzioni, sono pubblici ufficiali. 3. La gestione provvisoria di cui al comma 1 non può avere una durata superiore ai sei mesi. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 113-ter, comma 1, lettera c), i commissari restituiscono l'azienda agli organi di amministrazione e controllo ovvero, qualora siano rilevate gravi irregolarità riferibili agli organi aziendali sospesi e previa autorizzazione della Banca d'Italia, convocano l'assemblea per la revoca e la nomina di nuovi organi di amministrazione e controllo . Si applica, in quanto compatibile, l'articolo 76, commi 2 e 4. Articolo 113-ter (Revoca dell'autorizzazione) 1 . Fermo restando quanto previsto dall'articolo 113-bis, la Banca d'Italia, può disporre la revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 107, comma 1, quando: a) risultino irregolarità eccezionalmente gravi nell'amministrazione, ovvero violazioni 29 eccezionalmente gravi delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l'attività dell'intermediario; b) siano previste perdite del patrimonio di eccezionale gravità; c) la revoca sia richiesta su istanza motivata degli organi amministrativi, dell'assemblea straordinaria, dei commissari di cui all'articolo 113-bis, comma 1 o dei liquidatori. 2. Il provvedimento di revoca è pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana; della intervenuta revoca l'intermediario finanziario deve dare idonea evidenza nelle comunicazioni alla clientela e in ogni altra opportuna sede. 3 La revoca dell'autorizzazione costituisce causa di scioglimento della società . Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento di revoca, l'intermediario finanziario comunica alla Banca d'Italia il programma di liquidazione della società . L'organo liquidatore trasmette alla Banca d'Italia riferimenti periodici sullo stato di avanzamento della liquidazione. 4. Agli intermediari finanziari si applicano gli articoli 96-quinquies e 97. 5. Ove la Banca d'Italia accerti la mancata sussistenza dei presupposti per un regolare svolgimento della procedura di liquidazione si applica il successivo comma 6. 6. Agli intermediari finanziari che siano stati autorizzati all'esercizio dei servizi di investimento ovvero abbiano acquisito fondi con obbligo di rimborso per un ammontare superiore al patrimonio ovvero dei quali sia stato accertato lo stato di insolvenza ai sensi dell'articolo 82, comma 1 si applica la procedura di liquidazione coatta amministrativa, ai sensi del Titolo IV, Capo I, Sezione III. 7. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alle succursali di intermediari finanziari aventi sede legale all'estero ammessi all'esercizio, in Italia, delle attività di cui all'articolo 106 comma 1 . La Banca d'Italia comunica i provvedimenti adottati all'Autorità competente. 8. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 114-terdecies. Articolo 114 (Norme finali) 1. Fermo quanto disposto dall'articolo 18, il Ministro dell'economia e delle finanze disciplina l'esercizio nel territorio della Repubblica, da parte di soggetti aventi sede legale all'estero, delle attività indicate nell'articolo 106. 2. Le disposizioni del presente titolo non si applicano ai soggetti, individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sentita la Banca d'Italia, già sottoposti, in base alla legge, a forme di vigilanza sull'attività finanziaria svolta .". ART. 8 - Altre modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 L'articolo 58, comma 7, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente: "7 . Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle cessioni in favore dei soggetti, diversi dalle banche, inclusi nell'ambito della vigilanza consolidata ai sensi degli articoli 65 e 109 e in favore degli intermediari finanziari previsti dall'articolo 106". 2 . L' articolo 132 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è sostituito dal seguente: "Abusiva attività finanziaria 1 . Chiunque svolge, nei confronti del pubblico una o più 30 attività finanziarie previste dall'articolo 106, comma 1, in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 107 o dell'iscrizione di cui all'articolo 111 ovvero dell'articolo 112, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 2 .065 ad euro 10 .329". 3. All'articolo 133 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 sono apportate le seguenti modifiche: a) dopo il comma 1-ter, è aggiunto il seguente: "1-quater L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della parola «finanziaria» ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività finanziaria loro riservata è vietato ai soggetti diversi dagli intermediari finanziari di cui all'articolo 106."; b) al terzo comma, primo periodo, le parole : "e 1-ter" sono sostituite dalle seguenti : ", 1 -ter e 1-quater"; c) al terzo comma, ultimo periodo, le parole "ai sensi dell'articolo 107" sono sostituite dalle seguenti "ai sensi dell'articolo 108 del presente decreto o di essere abilitato all'esercizio delle attività di cui all'articolo 111 ". 4. All'articolo 137 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, la parola "bancario" è eliminata dalla rubrica. Al comma 1 bis dello stesso articolo è aggiunto il seguente periodo: "Nel caso in cui le notizie o i dati falsi siano forniti ad un intermediario finanziario, si applica la pena dell'arresto fino a un anno o dell'ammenda fino ad euro 10 .000". 5. All'articolo 137 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, al comma 2 le parole "presso una banca nonché i dipendenti di banche" sono sostituite dalle seguenti : "presso una banca o un intermediario finanziario nonché i dipendenti di banche o intermediari finanziari". 6. All'articolo 139 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, al comma 1 sono eliminate le parole "dell'articolo 108, commi 3 e 4 e dell'articolo 110 comma 4" . Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 1 bis : "La violazione delle norme di cui al comma 1, in quanto richiamate dall'articolo 110, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5 .000 a euro 150 .000". 7. Al comma 2 dell'articolo 139 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 dopo le parole "dall'articolo 20 comma 2" sono aggiunte le seguenti : "anche in quanto richiamati dall'articolo 110". 8. Al comma 1 dell'articolo 140 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, le parole "110 commi 1, 2 e 3" sono eliminate . Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: "1 bis L'omissione delle comunicazioni di cui alle norme indicate nel comma 1, in quanto richiamate dall'articolo 110, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5 .000 a € 150 .000". 9. Al comma 2 dell'articolo 140 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, dopo le parole "nel comma 1" sono aggiunte le seguenti "e nel comma 1 bis". 31 10. L' articolo 141 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è abrogato. 11 . Dopo l'articolo 145 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è inserito il seguente articolo : "Art. 145-bis (Procedure contenziose) 1. I provvedimenti sanzionatori emessi dagli Organismi di cui agli articoli 112-bis, 113 e 128- undecies sono disposti con atto motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati da effettuarsi entro centoventi giorni dall'accertamento ovvero entro duecentoquaranta giorni se l'interessato ha la sede o la residenza all'estero e valutate le deduzioni da essi presentate, rispettivamente, nei successivi quarantacinque e novanta giorni . Nello stesso termine gli interessati possono altresì chiedere di essere sentiti personalmente. 2. Avverso i provvedimenti di cui primo comma, è ammesso ricorso dell'interessato alla giurisdizione esclusiva del Tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede l'Organismo . Il ricorso è notificato all'Organismo entro sessanta giorni dalla sua comunicazione e depositato presso la cancelleria della Corte d'appello entro trenta giorni dalla notificazione predetta. 3. Si applicano le norme procedurali del processo amministrativo, in quanto compatibili, compresa la sospensione della dell'esecutività del provvedimento impugnato per gravi motivi. 4. La decisione del TAR è impugnabile dinanzi il Consiglio di Stato e copia della stessa è trasmessa all'Organismo ai fini della pubblicazione, per estratto ." 12. L ' articolo 155 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 è abrogato. 12. L'articolo 1, comma 4, del d . lgs. 24 febbraio 1998 n . 58 è sostituito dal seguente: "4. I mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari . I contratti aventi ad oggetto valuta, che non si esauriscono nell'immediata conversione di una valuta in un'altra valuta, sono equiparati agli strumenti finanziari. ". ART. 9 - Ulteriori modifiche legislative 1. L'articolo 2, comma 6, della legge 30 aprile 1999, n . 130, è modificato come segue: "6. I servizi indicati nel comma 3, lettera c), del presente articolo possono essere svolti da banche o da intermediari finanziari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 . Gli altri soggetti che intendono prestare i servizi indicati nel comma 3, lettera c), del presente articolo chiedono l 'iscrizione nell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, anche qualora non esercitino le attività elencate nel comma 1 del medesimo articolo purché possiedano i relativi requisiti". 2. Dopo l'articolo 2, comma 6, della legge 30 aprile 1999, n . 130, è inserito il seguente: "6-bis I soggetti di cui al comma 6 verificano che le operazioni siano conformi alla legge ed al prospetto informativo ." 32 3. L'articolo 3, comma 3, delle legge 30 aprile 1999, n . 130, è abrogato. 4. L ' articolo 38-bis, comma 1, secondo periodo del decreto del Presidente della Repubblica 426 ottobre 1972, n . 633, è modificato come segue: "Per le piccole e medie imprese, definite secondo i criteri stabiliti dal D .M. 18 settembre 1997 e dal D.M. 27 ottobre 1997 del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di adeguamento alla nuova disciplina comunitaria, dette garanzie possono essere prestate anche, dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi di cui all'articolo 29 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 ." 5. L' articolo 8, comma 2, terzo periodo del decreto legislativol9 giugno1997, n . 218, è modificato come segue: "Sull'importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell'atto di adesione, e per il versamento di tali somme il contribuente è tenuto a prestare idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, per il periodo di rateazione del detto importo, aumentato di un anno ." 6. L' articolo 48, comma 3, secondo periodo del decreto legislativo 31 dicembre1992, n . 546, è modificato come segue : "Il processo verbale costituisce titolo per la riscossione delle somme dovute mediante versamento diretto in un'unica soluzione ovvero in forma rateale, in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo, ovvero in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i cento milioni di lire, previa prestazione, se l'importo delle rate successive alla prima è superiore a 50 .000 euro, di idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 ." 7. L'articolo 199 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n . 58 è modificato come segue: "Fino alla riforma organica della disciplina delle società fiduciarie e di revisione: 1 . conservano vigore le disposizioni previste dalla legge 23 novembre 1939, n . 1966 e dell'articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 23 luglio 1966, n . 415; le società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n . 1966 che svolgono attività di custodia e amministrazione di valori mobiliari, che sono controllate direttamente o indirettamente da una banca o da un intermediario finanziario, nonché quelle che abbiano adottato la forma di società per azioni e che abbiano capitale versato di ammontare non inferiore al doppio di quello richiesto dall'articolo 2327 del codice civile, sono iscritte in una sezione speciale dell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, anche qualora non esercitino le attività elencate nel comma 1 del medesimo articolo. All'istanza di iscrizione si applica l'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in quanto compatibile . La Banca d'Italia esercita i poteri indicati all'art. 108 al fine di assicurare il rispetto da parte delle società fiduciarie iscritte nella 33 sezione speciale delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 . Alle società fiduciarie iscritte si applicano gli articoli 110, 113-bis, 113-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in quanto compatibili ." "8. Gli obblighi comunicativi di cui all'articolo 7, sesto e undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n . 605, e successive modificazioni, permangono nei confronti dei soggetti che, esclusi dagli obblighi dell'art. 106, esercitano in via prevalente, non nei confronti del pubblico, le attività di assunzione e gestione di partecipazione, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestiti obbligazionari e di rilascio di garanzie . L'esercizio in via prevalente sussiste, quando, in base ai dati dei bilanci approvati relativi agli ultimi due esercizi chiusi, ricorrono entrambi i seguenti presupposti : a) l'ammontare complessivo degli elementi dell'attivo di natura finanziaria di cui alle anzidette attivita', unitariamente considerate, inclusi gli impegni ad erogare fondi e le garanzie rilasciate, sia superiore al 50% del totale dell'attivo patrimoniale, inclusi gli impegni ad erogare fondi e le garanzie rilasciate ; b) l'ammontare complessivo dei ricavi prodotti dagli elementi dell'attivo di cui alla predetta lettera a), dei ricavi derivanti da operazioni di intermediazione su valute e delle commissioni attive percepite sulla prestazione dei servizi di pagamento sia superiore al 50% dei proventi complessivi .". ART. 10 - Disposizioni transitorie 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 37 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, gli intermediari finanziari e i confidi che, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, risultano iscritti nell'elenco generale di cui all'articolo 106, nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 o nella sezione di cui all'articolo 155, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, nonché le società fiduciarie previste dall'art . 199, comma 2 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n . 58 come modificato dal presente decreto legislativo, possono continuare a operare per un periodo di 12 mesi successivi al completamento degli adempimenti indicati al comma 3. 2. Fino alla scadenza del periodo indicato al comma 1, la Banca d'Italia continua a tenere l'elenco generale, l'elenco speciale e la sezione separata ; dal completamento degli adempimenti indicati al comma 3 non possono essere iscritti nuovi soggetti. 3. L'iscrizione nell'albo e negli elenchi, ivi comprese le relative sezioni separate, previsti dalla nuova disciplina introdotta con il presente Titolo III è subordinata all'emanazione delle disposizioni attuative e, se del caso, alla costituzione degli Organismi ivi previsti ; le Autorità competenti vi provvedono al più tardi entro il 31 dicembre 2011. 4. Per assicurare un passaggio ordinato alla nuova disciplina introdotta con il presente Titolo III: a. entro il termine indicato al comma 1, gli intermediari finanziari che alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo esercitano nei confronti del pubblico l'attività di assunzione di partecipazioni ivi compresi quelli di cui all'articolo 155, comma 2, del decreto legislativo l° settembre 1993, n . 385 abrogato ai sensi dell'articolo 8 del presente decreto, chiedono alla Banca d'Italia la cancellazione dagli elenchi di cui al comma 1, attestando di non esercitare attività riservate ai sensi di legge ; 34 b. entro tre mesi dall'emanazione delle disposizioni attuative del presente decreto, gli intermediari iscritti nell'elenco di cui all'articolo 107 del decreto legislativo l° settembre 1993, n. 385, o inclusi nella vigilanza consolidata bancaria, che alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo esercitano l'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, presentano istanza di autorizzazione ai fini dell'iscrizione all'albo di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 come modificato dal presente decreto. L'istanza è corredata della sola documentazione attestante il rispetto delle previsioni di cui all'articolo 107, comma 1, lettere c), d), e) ed f); c. almeno sei mesi prima della scadenza del termine indicato al comma 1, gli intermediari iscritti nell'elenco di cui all'articolo 106 o in quello di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 che esercitano attività di intermediazione in cambi presentano, quando l'attività svolta rientra nell'art. 1, comma 4 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto legislativo, istanza di autorizzazione ai sensi dell'articolo 19 del medesimo d .lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e chiedono alla Banca d'Italia la cancellazione dagli elenchi. Agli intermediari iscritti nell'elenco di cui all'articolo 106 o in quello di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 che esercitano attività di intermediazione in cambi rimane in ogni caso preclusa, in quanto già rientrante nel novero dei servizi e attività già disciplinati dal d .lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, l'operatività su contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza, anche mediante operazioni di rinnovo automatico (c.d. "roll-over"); d. almeno tre mesi prima della scadenza del termine indicato al comma 1, le società fiduciarie previste all'art . 199, comma 2 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 come modificato dal presente decreto presentano istanza di autorizzazione ai fini dell'iscrizione alla sezione separata dell'albo di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 come modificato dal presente decreto . In pendenza dell'istanza di autorizzazione, esse possono continuare ad operare anche oltre il termine previsto dal comma 1; e. almeno tre mesi prima della scadenza del termine indicato al comma 1, gli altri soggetti ivi indicati presentano istanza di autorizzazione ai fini dell'iscrizione all'albo di cui all'articolo 106, ovvero istanza di iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 111 o nelle relative sezioni separate ovvero nell'elenco di cui all'articolo 112, comma 1 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 come modificato dal presente decreto . In pendenza dell'istanza di autorizzazione, essi possono continuare ad operare anche oltre il termine previsto dal comma 1. 5. In caso di mancato accoglimento delle istanze di cui al comma 4, lettere b), c) ed e), i soggetti ivi indicati deliberano la liquidazione della società ovvero modificano il proprio oggetto sociale eliminando il riferimento ad attività riservate ai sensi di legge. Per le società fiduciarie di cui al comma 4 il mancato accoglimento dell'istanza comporta la decadenza dell'autorizzazione di cui all'art . 2 della legge 23 novembre 1939, n . 1966. 6. Decorsi i termini stabiliti, i soggetti che non abbiano presentato istanza di autorizzazione, iscrizione o cancellazione ai sensi del comma 4, lettere a), b), c) ed e) deliberano la liquidazione della società ovvero modificano il proprio oggetto sociale eliminando il riferimento ad attività riservate ai sensi di legge . Le società fiduciarie di cui al comma 4 che 35 non abbiano presentato istanza entro il termine ivi stabilito eliminano le condizioni che comportano l'obbligo di iscrizione nella speciale sezione dell'albo di cui all'art . 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 come modificato dal presente decreto . In mancanza, decade l'autorizzazione di cui all'art . 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1966. 7. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abrogati gli elenchi previsti dagli articoli 113 e 155, comma 5 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 e cancellati i soggetti ivi iscritti. 8. Nelle more dell'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione del presente Titolo, si applicano, in quanto compatibili, il decreto ministeriale 17 febbraio 2009, n . 29 e le altre disposizioni emanate dalle Autorità creditizie ai sensi delle norme previgenti. 9. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto tutte le disposizioni legislative che fanno riferimento agli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui agli articoli 106 o 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, si intendono riferite agli intermediari finanziari iscritti nell'albo di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come novellato dal presente decreto . Le disposizioni legislative che fanno riferimento ai confidi iscritti nella sezione separata dell'elenco di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, si intendono riferite ai confidi iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 112 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come novellato dal presente decreto ; quelle che fanno riferimento ai confidi iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, si intendono riferite ai confidi iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come novellato dal presente decreto. Ai soggetti abilitati ai sensi dell'articolo 111 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, come novellato dal presente decreto, si applica l'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n . 108. TITOLO IV DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ DEGLI AGENTI IN ATTIVITÀ FINANZIARIA E DEI MEDIATORI CREDITIZI Capo I Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni ART. 11 - Integrazioni al decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, e successive modificazioni per l'esercizio dell'agenzia in attività finanziaria e della mediazione creditizia 1 . Dopo il Titolo VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è inserito il seguente: " Titolo VI-bis AGENTI IN ATTIVITÀ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI Articolo 128-quater (Agenti in attività finanziaria) È agente in attività finanziaria il soggetto che promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari previsti dal Titolo V, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica . Gli agenti in attività finanziaria possono svolgere 36 esclusivamente l'attività indicata nel presente comma, nonché attività connesse o strumentali. 2. L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dell'attività di agente in attività finanziaria è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco tenuto dall'Organismo previsto dall'articolo 128-undecies. 3. Fermo restando la riserva di attività prevista dall'articolo 30 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e in deroga a quanto previsto al comma 1], gli agenti in attività finanziaria possono svolgere attività di promozione e collocamento di contratti relativi a prodotti bancari su mandato diretto di banche ed a prodotti di Bancoposta su mandato diretto di Poste Italiane S .p.A. ; tale attività dà titolo all'iscrizione nell'elenco previsto al comma 2, nel rispetto dei requisiti di cui all'articolo 128- quinquies. 4. Gli agenti in attività finanziaria svolgono la loro attività su mandato di un solo intermediario o di più intermediari appartenenti al medesimo gruppo . Nel caso in cui l'intermediario offra solo alcuni specifici prodotti o servizi, è tuttavia consentito all'agente, al fine di offrire l'intera gamma di prodotti o servizi, di assumere due ulteriori mandati, 5. Il mandante risponde solidalmente dei danni causati dall'agente in attività finanziaria, anche se tali danni siano conseguenti a responsabilità accertata in sede penale. 6. Gli agenti che prestano esclusivamente i servizi di pagamento sono iscritti in una sezione speciale dell'elenco di cui al comma 2 quando ricorrono le condizioni e i requisiti stabiliti con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia. I requisiti tengono conto del tipo di attività svolta . Ai soggetti iscritti nella sezione speciale non si applica il comma 4. 7. La riserva di attività prevista dal presente articolo non si applica agli agenti che prestano servizi di pagamento per conto di istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento comunitari. 8. I soggetti di cui alle lettere a) e b) dell'articolo 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, regolarmente iscritti nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi, possono promuovere e concludere contratti relativi alla concessione di finanziamenti sottoqualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento su mandato diretto di banche,intermediari finanziari previsti dal Titolo V, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica, compagnie di assicurazione, senza che sia loro richiesta l'iscrizione nell'elenco tenuto dall'Organismo di cui all'articolo 128-octies . Essi sono tuttavia tenuti alla frequenza di un corso di aggiornamento professionale nelle materie rilevanti all'esercizio dell'agenzia in attività finanziaria della durata complessiva di venti ore per biennio realizzati secondo gli standard definiti dall'Organismo di cui all'art . 128 undecies Articolo 128- quinquies (Requisiti per l'iscrizione nell'elenco degli agenti in attività finanziaria) 1 . L'iscrizione all'elenco di cui all'articolo 128-quater, comma 2, è subordinata al ricorrere dei seguenti requisiti: a) per le persone fisiche: cittadinanza italiana o di uno Stato dell'Unione europea ovvero di Stato diverso secondo le disposizioni dell'articolo 2 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n . 286, e domicilio nel territorio della Repubblica; 37 b) per i soggetti diversi dalle persone fisiche : sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica; c) requisiti di onorabilità e professionalità, compreso il superamento di un apposito esame. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, i requisiti si applicano a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo e, limitatamente ai requisiti di onorabilità, anche a coloro che detengono il controllo; d) stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile per i danni arrecati nell'esercizio dell'attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato essi rispondono a norma di legge; e) per i soggetti diversi dalle persone fisiche sono inoltre richiesti un oggetto sociale conforme con quanto disposto dall'articolo 128 quater, comma 1 ed il rispetto di requisiti patrimoniali, organizzativi [e di forma giuridica]. 2. La permanenza nell'elenco è subordinata, in aggiunta ai requisiti indicati al comma 1, all'esercizio effettivo dell'attività e all'aggiornamento professionale. Articolo 128- sexies (Mediatori creditizi) 1. E mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari previsti dal Titolo V con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. 2. L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dell'attività di mediatore creditizio è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco tenuto dall'Organismo previsto dall'articolo 128-undecies. 3. Il mediatore creditizio può svolgere esclusivamente l'attività indicata al comma 1 nonché attività connesse o strumentali. 4. Il mediatore creditizio svolge la propria attività senza essere legato ad alcune delle parti da rapporti che ne possano compromettere l'indipendenza. Articolo 128- septies (Requisiti per l'iscrizione nell'elenco dei mediatori creditizi) L'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 128-sexies, comma 2, è subordinata al ricorrere dei seguenti requisiti: a) forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa; b) sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica; c) oggetto sociale conforme con quanto previsto dall'articolo 128- sexies, comma 3, e rispetto dei requisiti di organizzazione; d) possesso da parte di coloro che detengono il controllo e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di onorabilità; e) possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo, di requisiti di professionalità, compreso il superamento di un apposito esame. f) stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile, per i danni arrecati nell'esercizio dell'attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato essi rispondono a norma di legge. 38 Articolo 128- octies (Incompatibilità) 1 . È vietata la contestuale iscrizione nell'elenco degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. 2 I collaboratori di agenti in attività finanziaria e di mediatori creditizi non possono svolgere contemporaneamente la propria attività a favore di più soggetti Articolo 128- novies (Dipendenti e collaboratori) 1. Gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi assicurano e verificano, anche attraverso l'adozione di adeguate procedure interne, che i propri dipendenti e collaboratori di cui si avvalgono per il contatto con il pubblico, rispettino le norme loro applicabili, possiedano i requisiti di onorabilità e professionalità indicati all'articolo 128- quinquies, lettera c), ad esclusione del superamento dell'apposito esame e all'articolo 128- septies, lettere d) ed e), ad esclusione del superamento dell'apposito esame, e curino l'aggiornamento professionale . Tali soggetti sono comunque tenuti a superare una prova valutativa i cui contenuti sono stabiliti dall'Organismo di cui all'articolo 128 undecies. 2. Per il contatto con il pubblico, gli agenti in attività finanziaria che siano persone fisiche o costituiti in forma di società di persone si avvalgono di dipendenti o collaboratori iscritti nell'elenco di cui all'articolo 128-quater ., comma 2 3. I mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria diversi da quelli indicati al comma 2 trasmettono all'Organismo di cui all'articolo 128- undecies l'elenco dei propri dipendenti e collaboratori. 4. Gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi rispondono in solido dei danni causati nell'esercizio dell'attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate. Articolo 128- decies (Disposizioni di trasparenza e poteri della Banca d'Italia) 1 Agli agenti in attività finanziaria e ai mediatori creditizi si applicano, in quanto compatibili, le norme del' Titolo VI. La Banca d'Italia può stabilire ulteriori regole per garantire la trasparenza e la correttezza nei rapporti con la clientela. 2 La Banca d'Italia esercita il controllo sui soggetti iscritti negli elenchi per verificare l'osservanza delle disposizioni di cui al comma 1 e della relativa disciplina di attuazione. A questo fine la Banca d'Italia può chiedere agli agenti in attività finanziaria e ai mediatori creditizi la comunicazione di dati e di notizie e la trasmissione di atti e di documenti, fissando i relativi termini, nonché effettuare ispezioni anche con la collaborazione della Guardia di Finanza, che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi, utilizzando strutture e personale esistenti in modo da non determinare oneri aggiuntivi" . Articolo 128- undecies (Organismo) 39 1. E istituito un Organismo, avente personalità giuridica ed ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa, statutaria e finanziaria competente per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. L' Organismo è dotato dei poteri sanzionatori necessari per lo svolgimento di tali compiti. 2. I componenti dell'Organismo sono nominati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della Banca d'Italia. 3. L'Organismo provvede all'iscrizione negli elenchi di cui all'articolo 128-quater, comma 2, e all'articolo 128-sexies, comma 2, previa verifica dei requisiti previsti, e svolge ogni altra attività necessaria per la loro gestione ; determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute per l'iscrizione negli elenchi ; svolge gli altri compiti previsti dalla legge. 4. L'Organismo verifica il rispetto da parte degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi della disciplina cui essi sono sottoposti ; per lo svolgimento dei propri compiti, l'Organismo può effettuare ispezioni e può chiedere la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini. Articolo 128- duodecies (Disposizioni procedurali) 1 Per il mancato pagamento dei contributi o altre somme dovute ai fini dell'iscrizione negli elenchi di cui agli articoli 128-quater, comma 2, e 128-sexies, comma 2, per l'inosservanza degli obblighi di aggiornamento professionale, la violazione di norme legislative o amministrative che regolano l'attività di agenzia in attività finanziaria o di mediazione creditizia, la mancata comunicazione o trasmissione di informazioni o documenti richiesti, si applicano nei confronti degli iscritti: a) il richiamo scritto; b) la sospensione dall'esercizio dell'attività per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno; c) la cancellazione dagli elenchi previsti dagli articoli 128-quater,comma 2 e 128- sexies, comma 2. 2 . Per le violazioni previste dal comma 1, contestati gli addebiti agli interessati e valutate le deduzioni presentate entro trenta giorni, è applicata una delle misure di cui al comma 1, tenuto conto della rilevanza delle infrazioni accertate . La delibera di applicazione è pubblicata, per estratto, entro il termine di trenta giorni dalla data di notificazione, a cura e spese del soggetto interessato, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico. 3 . E' disposta altresì la cancellazione dagli elenchi di cui agli articoli 128-quater, comma 2 e 128-sexies, comma 2 nel caso previsto dall'articolo 144 comma 8, e nei seguenti casi : a) perdita di uno dei requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività; b) inattività protrattasi per oltre un anno; c) cessazione dell'attività. 4 . L'agente in attività finanziaria e il mediatore creditizio cancellati ai sensi del comma 1 possono richiedere una nuova iscrizione purché siano decorsi cinque anni dalla pubblicazione della cancellazione. 5 . Fermo restando l'articolo 144, comma 8, in caso di necessità e urgenza, può essere disposta in via cautelare la sospensione dagli elenchi previsti dagli articoli 128-quater e 40 128-sexies per un periodo massimo di otto mesi, qualora sussistano precisi elementi che facciano presumere gravi violazioni di norme legislative o amministrative che regolano l'attività di agenzia in attività finanziaria o di mediazione creditizia. 6. Nei casi di ostacolo all'esercizio delle funzioni di controllo previste dal presente articolo, l'Organismo applica all'agente in attività finanziaria, al legale rappresentante della società di agenzia in attività finanziaria o del legale rappresentante della società di mediazione creditizia, nonché dei dipendenti, la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2 .065 a euro 129.110 . Articolo 128- terdecies (Vigilanza della Banca d'Italia sull'Organismo) 1. La Banca d'Italia vigila sull'Organismo secondo modalità, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalità ed economicità dell'azione di controllo e con la finalità di verificare l'adeguatezza delle procedure interne adottate dall'Organismo per lo svolgimento dei compiti a questo affidati. 2. Per le finalità indicate al comma 1, la Banca d'Italia può accedere al sistema informativo che gestisce gli elenchi in forma elettronica, richiedere all'Organismo la comunicazione periodica di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalità e nei termini dalla stessa stabiliti, effettuare ispezioni nonché richiedere l'esibizione dei documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari presso l'Organismo, convocare i componenti dell' Organismo. 3. La Banca d'Italia informa il Ministro dell'economia e delle finanze delle eventuali carenze riscontrate nell'attività dell'Organismo e, in caso di grave inerzia o malfunzionamento dell'Organismo, può proporne lo scioglimento al Ministro dell'economia e delle finanze. 4. L'Organismo informa tempestivamente la Banca d'Italia degli atti e degli eventi di maggior rilievo relativi all'esercizio delle proprie funzioni e trasmette, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione dettagliata sull'attività svolta nell'anno precedente e sul piano delle attività predisposto per l'anno in corso. Articolo 128- quaterdecies ( Ristrutturazione dei crediti) 1 . Per l'attività di consulenza e gestione crediti a fini di ristrutturazione e recupero degli stessi le banche e gli intermediari finanziari possono avvalersi di agenti in attività finanziaria iscritti nell'elenco di cui all'articolo 128 quater, comma 2. 41 Articolo 128- quindecies (Disposizioni di attuazione) 1 . Con separato decreto legislativo sono dettate disposizioni attuative del presente titolo. " 2 La polizza di assicurazione di cui all'articolo 128-quinquies, comma 1, lettera d), e di cui all'articolo 128 septies, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, introdotti dal comma 1 del presente articolo, è disciplinata dall'articolo 16, commi 1 , 2, 3 e 5, del presente decreto. 3 I requisiti di professionalità di cui all'articolo 128-quinquies, comma 1, lettera c) e dell'articolo 128-septies, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono disciplinati all'articolo 14 del presente decreto. 4. I requisiti di onorabilità di cui all'articolo 128-quinquies, comma 1, lettera c), e all'articolo 128-septies comma 1, lettera d), del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, sono disciplinati all'articolo 15 del presente decreto. 5. I requisiti patrimoniali di cui all'articolo 128-quinquies, comma 1, lettera e), e di cui all'articolo 128-septies, comma 1, lettera a), sono disciplinati all'articolo 16, commi 4 e 5, del presente decreto. 6. L'Organismo di cui all'articolo 128-undecies, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, è disciplinato dal Titolo IV, Capo III, del presente decreto. Capo II Ulteriori disposizioni di attuazione Art. 12 - Disposizioni di attuazione dell'articolo 128-quater e 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 1 . Non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia: a) la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l'acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari . In tali contratti non sono ricompresi quelli relativi al rilascio di carte di credito; b) la promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste italiane S .p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento; c) la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l'accesso al credito delle imprese associate . Per la raccolta di richieste di finanziamento effettuate sulla base di dette convenzioni, le associazioni possono avvalersi di soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 128 novies, comma 1. 2. Per l'esercizio dell'attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica non è necessaria l'iscrizione nell'elenco degli agenti in attività finanziaria, a condizione che detta attività sia svolta sulla base di un contratto di 42 esternalizzazione, che ne predetermini le modalità di svolgimento, abbia carattere meramente materiale e in nessun caso sia accompagnata da poteri dispositivi. ART. 13- Disposizioni di attuazione dell'articolo 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 Ai mediatori creditizi è vietato concludere contratti nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l'erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito . I mediatori creditizi possono raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti, svolgere una prima istruttoria per conto dell'intermediario erogante e inoltrare tali richieste a quest'ultimo. 2. In conformità all'articolo 5, comma 1, della legge 3 febbraio 1989, n . 39, per l'esercizio dell'attività di mediazione creditizia non è richiesta la licenza prevista dall'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 . ART. 14 - Requisiti di Professionalità L'iscrizione delle persone fisiche nell'elenco degli agenti in attività finanziaria, di cui all'articolo 128-quater, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è subordinata al possesso dei seguenti requisiti di professionalità: a) titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di corso di durata quinquennale ovvero quadriennale, integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero ritenuto equipollente a tutti gli effetti di legge; b) frequenza ad un corso di formazione professionale nelle materie rilevanti nell'esercizio dell'agenzia in attività finanziaria; c) possesso di un'adeguata conoscenza in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche, accertata tramite il superamento dell'apposito esame, indetta dall'Organismo di cui all'articolo 128-undecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, secondo le modalità da questo stabilite. 2 . L'iscrizione delle persone giuridiche nell' elenco degli agenti in attività finanziaria di cui all'articolo 128-quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi, di cui all'articolo 128- sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è subordinata al possesso dei seguenti requisiti di professionalità: a) i soggetti con funzioni di amministrazione, direzione e controllo devono essere scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di: 1) attività di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese; 2) attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare; 3) attività d'insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche; 4) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie. 43 b) il presidente del consiglio di amministrazione deve essere scelto secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un quinquennio attraverso l'esercizio dell'attività o delle funzioni indicate alla lettera a). c) l'amministratore unico, l'unico socio della società a responsabilità limitata, l'amministratore delegato e il direttore generale devono essere in possesso di una specifica competenza in materia creditizia, finanziaria, mobiliare maturata attraverso esperienze di lavoro in posizione di adeguata responsabilità per un periodo non inferiore a un quinquennio . Analoghi requisiti sono richiesti per le cariche che comportano l'esercizio di funzioni equivalenti a quella di direttore generale. 3 . L'iscrizione delle persone giuridiche nell' elenco degli agenti in attività finanziaria di cui all'articolo 128-quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi, di cui all'articolo 128- sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, è altresì subordinata al possesso dei requisiti di cui al comma 1 per coloro che svolgono funzioni di amministrazione e direzione. ART. 15 - Requisiti di Onorabilità Non possono essere iscritti nell'elenco degli agenti in attività finanziaria di cui all'articolo 128-quater, comma 2, coloro che: a) si trovano in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall'articolo 2382 del codice civile; b) sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n . 1423 o della legge 31 maggio 1965, n . 575, salvi gli effetti della riabilitazione; c) sono stati condannati con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione: 1) a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l'attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento; 2) a prena detentiva per uno dei reati previsti nel titolo XI del libro V del codice civile e nel regio decreto del 16 marzo 1942, n . 267; 3) a pena detentiva per un tempo non inferiore a un anno per un reato contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro l'economia pubblica ovvero per delitto in materia tributaria; 4) alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo. 2. Non possono essere altresì iscritti nell'elenco coloro nei confronti dei quali sia stata applicata su richiesta delle parti una delle pene previste dal comma 1, lettera c), salvo il caso dell'estinzione del reato. Nel caso in cui siano state applicate su richiesta delle parti, le pene previste dal comma 1, lettera c), numeri 1) e 2), non rilevano se inferiori a un anno. 3. Con riferimento alle fattispecie disciplinate in tutto o in parte da ordinamenti stranieri, la verifica dell'insussistenza delle condizioni previste dai commi 1 e 2 è effettuata sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale a cura dell'Organismo. 4. Per l'iscrizione delle persone giuridiche, nell' elenco degli agenti in attività finanziaria di cui all'articolo 128 quater, comma 2, e in quello dei mediatori creditizi di cui all'articolo 128 sexies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 i commi 1, 2 e 3 si applicano a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo. 44 5. Per l'iscrizione delle persone giuridiche nell' elenco degli agenti in attività finanziaria di cui all'articolo 128 quater, comma 2, e e in quello dei mediatori creditizi di cui all'articolo 128 sexies, comma 2, del decreto legislativo l° settembre 1993, n . 385, coloro che detengono il controllo devono essere in possesso dei requisiti di cui al comma 1 . Si applicano i commi 3 e 4. ART. 16 - Requisiti patrimoniali L' Organismo definisce i massimali, commisurati ai volumi di attività, della polizza di assicurazione prevista dagli articoli 128 quater, comma 2 e 128-quinquies, comma 2 . Nel caso di polizze che prevedono coperture cumulative, i massimali sono riferiti a ciascun soggetto che richiede l'iscrizione . Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni emanate dall'Isvap in materia di polizza di assicurazione della responsabilità civile. 2. Ai sensi degli articoli 128 quater, comma 2, e 128-septies, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, il capitale sociale versato deve essere almeno pari a quello previsto dall'articolo 2327 del codice civile . L'ammontare del capitale minimo può essere modificato con decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze. ART. 17 - Incompatibilità Fermo restando quanto previsto dall'articolo 128-octies del decreto legislativo l° settembre 1993, n. 385, il Ministro dell'economia e delle finanze può, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, individuare le ulteriori cause di incompatibilità con l'esercizio dell'attività di agente in attività finanziaria e di mediatore creditizio. 2. I dipendenti, gli agenti e i collaboratori di banche ed intermediari finanziari non possono svolgere attività di mediazione creditizia né esercitare, neppure per interposta persona, attività di amministrazione, direzione o controllo nelle società di mediazione creditizia iscritte nell'elenco di cui all'articolo 128-sexies, comma 2 ovvero, anche informalmente, attività di promozione di intermediari finanziari diversi da quello per il quale prestano la propria attività. 3. Le società di mediazione creditizia non possono detenere, neppure indirettamente, partecipazioni in banche o intermediari finanziari. 4. Le banche e gli intermediari finanziari non possono detenere, nelle imprese o società che svolgono l'attività di mediazione creditizia, partecipazioni che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale o che attribuiscono almeno il dieci per cento dei diritti di voto o che comunque consentono di esercitare un'influenza notevole. Articolo 18-Altre previsioni L'iscrizione negli elenchi previsti dagli articoli 128-quater, comma 2 e 128-sexies, comma 2 è subordinata al possesso, da parte degli agenti e mediatori, di una casella di posta elettronica certificata e di una firma digitale con lo stesso valore legale della firma autografa ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n . 82 e relative norme di attuazione. Capo III 45 Organismo competente per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi ART. 19 - Composizione dell'Organismo 1 . L'Organismo previsto dall'articolo 128-undecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 è composto, da un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze e da tre a cinque membri nominati ai sensi del comma 2. 2 . I componenti dell'Organismo, tra i quali è eletto il Presidente, sono scelti, , secondo procedure definite dallo statuto, all'interno delle categorie degli agenti in attività finanziaria, dei mediatori creditizi, delle banche, degli intermediari finanziari, degli istituti di pagamento e degli istituti di moneta elettronica, tra persone dotate di comprovata competenza in materie finanziarie, economiche e giuridiche nonché di caratteristiche di indipendenza tale da assicurarne l'autonomia di giudizio. 3 . L' Organismo cura la redazione del proprio statuto e di propri regolamenti interni, che contengono previsioni adeguate ad assicurare efficacia e legittimità nello svolgimento dei propri compiti, nel rispetto, tra l'altro, dei seguenti principi e criteri: a) previsione dei criteri, delle modalità e delle risorse necessarie per l'efficace svolgimento dei compiti; b) previsione di idonei meccanismi di controllo interno volti a garantire il rispetto delle decisioni e delle procedure; c) adozione di un efficace sistema di pubblicità delle proprie disposizioni sulle attività degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi; d) adozione di procedure funzionali alla preventiva verifica di legittimità della propria attività, con particolare riferimento al rispetto, nell'ambito del procedimento sanzionatorio per violazione dell' articolo 128-terdecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, del principio del contraddittorio, della conoscenza degli atti istruttori, della verbalizzazione e della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie; e) adozione dí procedure idonee a garantire la riservatezza delle informazioni ricevute; f) adozione di procedure che consentano di fornire tempestivamente alla Banca d'Italia le informazioni dalla stessa richieste. 4 . Lo statuto e i regolamenti interni dell'Organismo sono trasmessi al Ministro dell'Economia e delle finanze per la successiva approvazione, sentita la Banca d'Italia, e pubblicazione. ART. 20- Contenuto dell'autonomia finanziaria dell'Organismo 1. Nell'ambito della propria autonomia finanziaria, l'Organismo determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute dagli iscritti e dai richiedenti l'iscrizione negli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, nella misura necessaria per garantire lo svolgimento delle proprie attività. 2. La misura, le modalità e i termini di versamento dei contributi e delle altre somme dovute dagli iscritti all' Organismo sono determinati dal medesimo con delibera nella misura necessaria a garantire lo svolgimento delle proprie attività. 3. Il provvedimento con cui l'Organismo ingiunge il pagamento dei contributi dovuti ha efficacia di titolo esecutivo. La relativa procedura è disciplinata con regolamento del 46 Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 . ART. 21 - Funzioni dell'Organismo Fermo restando quanto previsto dall'articolo 128-decies, comma 2, del decreto legislativo l° settembre 1993, n . 385, l'Organismo svolge le seguenti funzioni: a) disciplina la struttura propria e delle eventuali sezioni territoriali al fine di garantirne la funzionalità e l'efficienza; b) istituisce l'elenco degli agenti in attività finanziaria e l'elenco dei mediatori creditizi e provvede alla loro custodia e gestione; c) verifica la permanenza dei requisiti necessari per l'iscrizione negli elenchi di cui agli articoli 128-quater, comma 2, e 128-sexies, comma 2, del decreto legislativo 1 ° settembre 1993, n. 385; d) verifica il rispetto delle regole di condotta nonché di ogni altra disposizione applicabile all'attività svolta dagli iscritti; e) verifica l'assenza di cause di incompatibilità, di sospensione e di cancellazione nei confronti degli iscritti negli elenchi; f) verifica l'effettivo svolgimento delle attività di cui agli articoli 128-quater e 128-sexies del decreto legislativo l° settembre 1993, n . 385 ai fini della permanenza dell'iscrizione negli elenchi; g) secondo quanto previsto dall'articolo 24, indice e organizza l'apposito esame voloa ad accertare l'adeguatezza della professionalità dei soggetti ai quali si riferiscono i requisiti di professionalità ai fini dell'iscrizione nell'elenco degli agenti in attività finanziaria e cura l'aggiornamento professionale degli iscritti nell'elenco degli agenti in attività finanziaria; h) stabilisce gli standard dei corsi di formazione che le società di mediazione sono tenute a svolgere nei confronti dei propri dipendenti, collaboratori o lavoratori autonomi; i) secondo quanto previsto dall'articolo 128 novies, stabilisce i contenuti della prova valutativa. 2. Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1, lett . b), c), d), e), ed f), l'Organismo può chiedere ai soggetti ivi iscritti la comunicazione di dati e notizie, nonché la trasmissione di atti e documenti secondo le modalità e i termini dallo stesso determinati nonché procedere ad audizione personale e effettuare ispezioni. ART. 22 - Gestione degli elenchi 1. Gli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi sono articolati in sezioni territoriali e gestiti in forma elettronica . Le eventuali sezioni territoriali degli elenchi sono individuate dall'Organismo in numero non inferiore a tre e, in ogni caso, con riferimento al numero e alla distribuzione geografica degli iscritti. 2. Nell'attività di gestione degli elenchi l'Organismo: a) procede, previa verifica dei requisiti, all'iscrizione nei suddetti elenchi dei soggetti che ne facciano richiesta; b) verifica la permanenza dei requisiti richiesti per l'iscrizione; 47 c) rigetta l'istanza di iscrizione negli elenchi in mancanza dei requisiti necessari e dispone la cancellazione nelle ipotesi di cui all'articolo 128-duodecies . In entrambi i casi ne dà comunicazione all'interessato; d) rilascia gli attestati di iscrizione e cancellazione dagli elenchi; e) aggiorna tempestivamente gli elenchi sulla base dei provvedimenti adottati dall'autorità giudiziaria, dalla Banca d'Italia e dallo stesso Organismo, nonché sulla base di comunicazioni ricevute dagli iscritti; 3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 23, con riferimento al procedimento di iscrizione, al fine di garantire l'efficienza e la trasparenza nell'attività di gestione degli elenchi, l'Organismo predispone e rende pubbliche le procedure adottate indicando, tra l'altro, i termini dei procedimenti di propria competenza. 4. L'Organismo tiene a disposizione del pubblico gli elenchi aggiornati con modalità idonee ad assicurarne la massima diffusione. ART. 23 - Iscrizione negli elenchi La domanda di iscrizione nell'elenco prende data dal giorno della presentazione ovvero, in caso di incompletezza o irregolarità, da quello del completamento o della regolarizzazione. 2 . L'Organismo, accertato il possesso dei requisiti, dispone l'iscrizione nell'elenco, entro il termine di novanta giorni dal ricevimento della domanda . Qualora entro tale termine non sia adottato un provvedimento di rigetto, la domanda di iscrizione si intende accolta. 3. Nell'elenco degli agenti in attività finanziaria sono indicati: a) per le persone fisiche: 1) cognome e nome; 2) luogo e data di nascita; 3) codice fiscale; 4) data di iscrizione nell'elenco; 5) domicilio eletto in Italia e relativo indirizzo, nonché il comune di residenza e il relativo indirizzo, se diversi dal domicilio eletto; 6) indirizzo della casella di posta elettronica certificata; 7) eventuali provvedimenti di sospensione cautelare ai sensi dell'articolo 128- duodecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 . in essere nei confronti dell'iscritto, nonché ogni altro provvedimento incidente sull'esercizio dell'attività; b) per le persone giuridiche: 1. denominazione sociale; 2. data di costituzione; 3. sede legale e, se diversa dalla sede legale, la sede della direzione generale; 4. data di iscrizione nell'elenco; 5. indirizzo della casella di posta elettronica certificata; 6. eventuali provvedimenti di sospensione cautelare ai sensi dell'articolo 128-terdecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, in essere nei confronti della società, nonché ogni altro provvedimento incidente sull'esercizio dell'attività sociale; 7. i nominativi dei dipendenti e dei collaboratori di cui il mediatore creditizio si avvale svolgimento della propria attività 4. Nell'elenco dei mediatori creditizi sono indicati: 1) denominazione sociale; 2) data di costituzione; 48 Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi Articolo 140-bis (Esercizio abusivo dell'attività) 1 Chiunque esercita professionalmente nei confronti del pubblico l'attività di agente in attività finanziaria senza essere iscritto nell 'elenco di cui all 'articolo 128-quater, comma 2, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da euro 2 .065 a euro 10.329. 2. Chiunque esercita professionalmente nei confronti del pubblico l'attività di mediatore creditizio senza essere iscritto nell'elenco di cui all'articolo 128-sexies, comma 2, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da euro 2.065 a euro 10.329 " TITOLO V Disposizioni Finali ART. 26 - Disciplina transitoria I soggetti già iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, nell'albo dei mediatori creditizi previsto dall'articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n . 108, o nell'elenco degli agenti in attività finanziaria previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n . 374, hanno sei mesi di tempo dalla costituzione dell'Organismo per chiedere l'iscrizione nei nuovi elenchi, previa presentazione della documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività ai sensi degli articoli 128-quinquies e 128-septies. 2. I soggetti indicati al comma 1 che hanno effettivamente svolto l'attività, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a tre anni nel quinquennio precedente la data di istanza di iscrizione nell'elenco, sono esonerati dal superamento dell'esamedi cui all'articolo 128-quinquies, comma 1, lettera c), e all'articolo 128-septies, comma 1, lettera e), a condizione che siano giudicati idonei sulla base di una valutazione, condotta con criteri uniformi e predeterminati, dell'adeguatezza dell'esperienza professionale maturata. 3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla costituzione dell'Organismo sono sospese nuove iscrizioni nell'albo dei mediatori creditizi e nell'elenco degli agenti in attività finanziaria ad eccezione degli agenti di cui al comma 6 dell'articolo 128 quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 . Ai mediatori e agenti già iscritti continuano ad applicarsi il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n . 287, in materia di mediatori nonché le relative disposizioni di attuazione. 4. Decorsi sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto e costituito l'Organismo, la Banca d'Italia cessa la tenuta dell'elenco degli agenti in attività finanziaria previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n . 374, e dell'albo dei mediatori creditizi previsto dall'articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n . 108. 5. Il termine previsto dall'art . 37, comma 7, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n . 11, si intende prorogato fino alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 50 ART. 27 - Modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 1. All'articolo 11, comma 1, la lettera 1) è soppressa ed inserita la seguente: "m-bis) `le società fiduciarie di cui all'articolo 199 del decreto legislativo m24 febbraio 1998, n. 58, " 1 All'articolo 11, comma 2, lettera a), dopo le parole "di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966" sono aggiunte le seguenti : " ad eccezione di quelle di cui all 'articolo 199 del decreto legislativo 24 febbraio 19998, n. 58" 2. All'articolo 11, comma 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) i soggetti disciplinati dagli articoli 111 e 112 del TUB ", 4. All'articolo 11, comma 2, la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) i soggetti che esercitano professionalmente l'attività di cambiavalute, consistente nella negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta ." 5 All'articolo 11, comma 3, le lettera c) e d) sono sostituite dalle seguenti: "c) i mediatori creditizi iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 128-sexies, comma 2 del TUB; d) gli agenti in attività finanziaria iscritti nell'elenco previsto dall 'articolo 128-quater comma 2 del TUB e gli agenti indicati nell'articolo 128-quater, comma 7, del medesimo TUB" 6. All'articolo 40, commal, le parole "dalla lettera a) alla lettera g), lettere 1), n) e o)" sono sostituite dalle parole "fatta eccezione per le lettera h)". 7. All'articolo 56, comma 2, le parole "lettera m)" sono sostituite dalle parole "lettere m) e mbis)". ART. 28 - Abrogazioni e norme finali 1 . A decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione del Titolo VI-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385 e del presente decreto, sono abrogati: a) l'articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n . 374 e il decreto ministeriale 13 dicembre 2001, n . 485; b) l'articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n . 108 e il decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 2000, n. 287, ad eccezione del comma 9; c) l'articolo 5, commi 2 e 3, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n . 153, per la parte in cui si riferiscono agli agenti in attività finanziaria; d) l'articolo 17 della legge 28 dicembre 2005, n . 262. 2 . Dalla medesima data di cui al comma 1, ogni riferimento all'albo dei mediatori previsto dall'articolo 16 della legge della legge 7 marzo 1996, n . 108, e all'elenco degli agenti previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n . 374, si intende effettuato ai corrispondenti elenchi previsti dagli articoli 128-quater e 128-sexies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. 3 . Il presente decreto non pregiudica l'applicazione della direttiva 2005/29/CE, così come attuata dal decreto legislativo 2 agosto 2007, n . 146 e le relative competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del. mercato. 4 . Il comma 3 dell'articolo 114-septies del TUB è abrogato . Con riferimento agli istituti di pagamento e agli istituti di moneta elettronica autorizzati in Italia l'abrogazione ha effetto a 51 decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione dell'articolo 128 quater comma 6 5 . Le disposizioni contenute nel Titolo IV del presente decreto legislativo entrano in vigore il 1 ° febbraio 2011 . ART. 29 - Disposizioni attuative 1 . Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, detta disposizioni attuative del presente decreto, che indichino, tra l'altro, il contenuto dei requisiti organizzativi e di forma giuridica di cui agli articoli 128quinquies, comma 1 lett . e) e 128 septies comma 1 lett. c) . ART.30 - Invarianza finanziaria 1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono allo svolgimento dei compiti derivanti dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana . E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 52 Legislatura 16° - 6a Commissione permanente - Resoconto sommario n . 182 del 21/0... Pagina 1 di 7 Mostra rif. normativi Legislatura 16° - 6 a Commissione permanente - Resoconto sommario n . 182 del 21/07/2010 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N . 225 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che il recepimento della direttiva 2008/48/CE in materia di credito al consumo, anche in base alle disposizioni di delega recate dall'articolo 33 della legge 7 luglio 2009, n . 88 (legge comunitaria per il 2008) costituisce l'occasione per realizzare una serie di modifiche legislative al testo unico in materia bancaria e creditizia che rafforza la trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli intermediari finanziari nei confronti della clientela e rivede la disciplina degli intermediari non bancari e dei loro canali distributivi; che la revisione della disciplina in materia di intermediari non bancari deve comunque tendere ad assicurare la presenza di operatori professionalmente idonei e patrimonialmente solidi, canali distributivi diversificati in cui siano comunque attivi soggetti con le necessarie competenze e la tutela piena della clientela attraverso regole efficaci; che in tema di attività degli intermediari non bancari la revisione della disciplina degli elenchi tenuti dalla Banca d'Italia ex articoli 106 e 107 costituisce un indirizzo condivisibile per assicurare il raggiungimento degli obiettivi precedentemente illustrati, oltre che per rafforzare le competenze della Banca d'Italia nella vigilanza e nel controllo di tali intermediari; che in tema di trasparenza le modifiche introdotte dallo schema di decreto si inseriscono in una più ampia azione volta ad incrementare i livelli di trasparenza e correttezza, anche per quanto riguarda la portabilità dei mutui, l'estinzione anticipata, il recesso senza spese e l'estensione dei poteri sanzionatori della Banca d'Italia; che per quanto riguarda gli intermediari finanziari e i canali distributivi la riforma proposta accresce il livello di professionalità degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi; che lo schema di decreto disciplina opportunamente anche settori finora disomogeneamente normati, come il microcredito e i consorzi di garanzia dei fidi; Esprime parere favorevole con le seguenti condizioni e osservazioni: Condizioni 1 . Questione microcredito (articolo 111) La Commissione rileva che la disciplina dettata dallo schema di decreto legislativo prevede un regime di controllo e vigilanza sugli intermediari ex art. 106 novellato che consente la concessione di crediti fino a 25 mila euro per iniziative a carattere Imprenditoriale ed aggiunge altresì, la facoltà di erogare finanziamenti per un importo massimo di 10 mila euro a favore di persone fisiche in condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale . Inoltre, si prevede, in regime di deroga la facoltà ad associazioni non lucrative di concedere finanziamenti ai propri associati . La Commissione apprezza tale impianto e prende atto delle osservazioni formulate dalla Banca d'Italia al fine di evitare che, se non correttamente circoscritta, tale deroga possa essere utilizzata sul mercato del credito per iniziative non affidabili . E tuttavia nel quadro normativo delineato dall'articolo 111, tenuto anche conto delle facoltà regolatone affidate dal comma 5 al Ministro dell'economia, sentita la Banca d'Italia, la Commissione suggerisce di apportare http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.] sp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= . . . 22/07/2010 Legislatura 16° - 6a Commissione permanente - Resoconto sommario n . 182 del 21/0... Pagina 2 di 7 modifiche all'articolo 111 in modo da assicurare una più ampia operatività delle disposizioni in materia di microcredito. Al comma 3 dell'articolo 111 appare opportuno inserire alla fine del comma la condizione che i prestiti siano erogati a condizioni più favorevoli di quelle di mercato . Inoltre appare opportuno ampliare la categoria, di cui al comma 4, dei soggetti abilitati alle persone giuridiche private senza fini di lucro, il cui scopo statutario esclusivo sia l'inclusione sociale e finanziaria, - che potrebbero erogare finanziamenti anche ai non associati - e alle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n . 381, per la concessione di finanziamenti ai propri soci, nonché alle imprese sociali, e demandare al regolamento del Ministero dell'economia e delle finanze l'individuazione delle caratteristiche di tali soggetti. In vista di tale ampliamento la Commissione suggerisce al Governo di valutare l'opportunità di istituire un regime, sia pure semplificato, di controlli per le associazioni non lucrative che esercitano l'attività di microcredito, al fine di evitare che possano operare in tale settore associazioni non sottoposte ad adeguati controlli e con la sola condizione di agire senza scopo di lucro. Infine la Commissione propone di inserire esplicitamente tra le attività finanziabili attraverso il microcredito da parte delle associazioni o enti non lucrativi la concessioni di crediti finalizzati alla formazione universitaria o professionale al fine dei consentire l'accesso al mondo del lavoro (cosiddetto prestito d'onore). Si propone inoltre di modificare l'articolo 111 introducendo i seguenti commi aggiuntivi: "4-bis . I soggetti, senza fini di lucro, che pur non erogando direttamente finanziamenti svolgono attività accessorie e strumentali finalizzate al supporto dell'impresa e della persona correlate con attività di microcredito ai sensi del comma 1, sono iscritti in una sezione separata dell'elenco di cui al comma 1. 4-ter. I soggetti senza fine di lucro, che svolgono attività riconducibili alla mediazione creditizia correlata con attività di microcredito, ai sensi del comma 1 del presente articolo, sono iscritti in una sezione separata dell'elenco di cui agli articoli 128 qurnquies e octies ." Per quan2t.o concerne gli organismi di cui all'articolo 112-bis, 113 e 128-octies, la Commissione apprezza l'indirizzo innovativo del Governo ai fini rispettivamente della tenuta dell'elenco dei confidi, della tenuta dell'elenco dei soggetti operanti nel mediocredito, della tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi . Sollecita altresì il Governo ad individuare le forme più idonee per rendere effettivi i poteri di controllo e aumentarne la responsabilità . In particolare la Commissione rileva la necessità di modificare il comma 4 dell'articolo 112-bis, il comma 4 dell'articolo 113 e il comma 1 dell'articolo 128-novies, indicando espressamente che le sanzioni possono essere disposte dai citati organismi, superando la genericità delle disposizioni in commento che, in assenza di correzioni rischiano di non essere applicabili . 3. Per quanto riguarda l'efficacia dei poteri attribuiti agli organismi di controllo per il microcredito, i confidi, gli agenti e i mediatori, la Commissione invita inoltre il Governo ad assicurare un impianto omogeneo per la disciplina di tali organismi, prevedendo che essi siano dotati di professionalità e risorse adeguate, in termini di personale e strutture organizzative, anche attraverso un forte impegno da parte dell'industria finanziaria. Osservazioni In relazio1n. e all'articolo 106 (Albo degli intermediari finanziari) la Commissione suggerisce di introdurre un comma aggiuntivo al comma 1 finalizzato a specificare che ai soggetti di cui al comma 1 è riservata la denominazione di "società di finanziamento", specificando altresì che l'utilizzo abusivo della suddetta denominazione è sanzionato ai sensi dell'articolo 133 del TUB. La modifica proposta è finalizzata a tutelare maggiormente i consumatori, consentendo agli stessi di identificare chiaramente il soggetto che eroga un credito ovvero svolge un'attività di mera intermediazione. 2. La Commissione auspica che peri soggetti iscritti a legislazione vigente all'articolo 106 del TUB non sia precluso l'accesso a eventuali forme di incentivo al settore e alle risorse, di http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame jsp?tipodoc =SommComm&leg= 16&id=.. . 22/07/2010 Legislatura 16° - 6a Commissione permanente - Resoconto sommario n . 182 del 21/0. . . Pagina 3 di 7 soggetti, anche pubblici, operanti nel pnvate equity. 3. La Commissione propone di articolare diversamente l'articolo 106, nel modo seguente: All'articolo 106 sono aggiunti i seguenti commi 4, 5 e 6: "Non configura esercizio nei confronti del pubblico l'attività di concessione di finanziamento posta in essere tra società del medesimo gruppo . In particolare non costituiscono attività di finanziamento nei confronti del pubblico : a) l'acquisto di crediti vantati da terzi nei confronti di società del gruppo ; b) l'attività di rilascio di 4 garanzie quando il garante e l'obbligato garantito facciano parte del medesimo gruppo. L'attività di concessione di finanziamenti non comprende l'attività svolta in via occasionale . Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, definisce i parametri in base ai quali l'attività finanziaria può essere considerata svolta in via occasionale. Non configura attività di finanziamento rilevante l'attività di finanziamento a favore di terzi posta in essere da imprese industriali o di distribuzione commerciale che è meramente strumentale e accessoria a quella svolta in via principale . Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, definisce i casi in cui l'attività di finanziamento a favore di terzi è meramente strumentale e accessoria a quella svolta in via principale ." 4. La Commissione ritiene che le modifiche apportate agli elenchi di cui agli articoli previgenti 106 e 107 del TUB non fanno venir meno l'obbligo delle società holding di inviare all'Agenzia delle entrate le comunicazioni di carattere fiscale previste dalla normativa. 5. Per quanto riguarda l'articolo 109, (vigilanza consolidata), la Commissione suggerisce di modificare l'articolo come di seguito specificato: all'articolo 109, comma 2, la lettera c) è abrogata. all'articolo 109, comma 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) può richiedere, nei termini e con le modalità dalla medesima determinati, al gruppo finanziario la trasmissione, anche periodica, di situazioni e dati, nonché ogni altra informazione utile e ai soggetti indicati nel comma 2, lettera d) nonché alle società che controllano l'intermediario finanziario e non appartengono al gruppo finanziario le informazioni utili per consentire l'esercizio della vigilanza consolidata ;" 6. La Commissione valuta positivamente la previsione di un unico albo degli intermediari, in cui confluirebbero anche i confidi attualmente iscritti nell'Elenco speciale ex articolo 107, mentre i confidi ex articolo 155, comma 4, verrebbero iscritti in un nuovo elenco tenuto da un apposito organismo. Sotto questo profilo tuttavia si ritiene necessario intervenire allo scopo di contribuire a rendere realmente sostenibile il modello "confidi". In particolare, gli elementi cardine su cui focalizzare l'attenzione riguardano: il riconoscimento di alcuni ambiti di specificità per i confidi, sia iscritti nell'albo sia nell'elenco, nell'ambito della più generale disciplina destinata agli intermediari finanziari, al fine di garantire la salvaguardia delle peculiarità del sistema in oggetto; l'introduzione di una semplificazione normativa, sia per i soggetti ex "articolo 155, comma 4," sia per quelli ex "articolo 107" del TUB, con l'obiettivo di correlare gli adempimenti a carico dei confidi al livello di rischio assunto e a all'attività effettivamente svolta dagli stessi, soprattutto per quanto attiene ad http://www.senato .it/j app/bgt/showdoc/frame .j sp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= ... 22/07/2010 Legislatura 16° - 6 a Commissione permanente - Resoconto sommario n . 182 del 21/0. . . Pagina 4 di 7 obblighi già espletati da altri intermediari finanziari e che come tali costituirebbero una inutile duplicazione; l'attenuazione, sulla base dei principi appena richiamati, della normativa di vigilanza per i confidi ex "articolo 107" del TUB, in applicazione del principio dell'equivalenza. Per quanto attiene all'ambito delle reti distributive e al ruolo delle associazioni in tale ambito, la Commissione suggerisce delle specifiche proposte emendative del Titolo VIbis nel senso di: consentire anche all'agente in attività finanziaria di svolgere alcune attività attualmente previste per il solo mediatore creditizio; definire più chiaramente le facoltà di agenti e mediatori di espletare una parte degli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia di antiriciclaggio e trasparenza; consentire la partecipazione di associazioni e federazioni al capitale delle società di mediazione e l'operatività della stessa con confidi legati all'associazione o federazione; definire in modo specifico il ruolo delle associazioni di imprese nel processo distributivo; rendere funzionale il ruolo delle associazioni anche nel supporto formativo di agenti e mediatori. 7. Per quanto concerne l'articolo 118, (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali) la Commissione propone di modificare i commi 1 e 2 dell'articolo 118, come segue: "1 . Nei contratti a tempo indeterminato può essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto . Nei contratti a tempo determinato può essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facoltà di modificare unilateralmente solo i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto diverse dal tasso di interesse . Nei confronti del cliente consumatore la suddetta facoltà può essere esercitata qualora sussista un giustificato motivo. 2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula : "Proposta di modifica unilaterale del contratto, con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione . In deroga a quanto finora previsto le parti possono accordarsi nel senso che le previsioni sopra indicate non si applicano, interamente o parzialmente, se il cliente non è un consumatore, né una macro impresa . In tal ogni caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate". 2-bis: "Nei rapporti al portatore la comunicazione di cui al comma 2 è effettuata secondo le modalità stabilite dal CICR". La proposta intende pertanto affermare che anche per i contratti a tempo determinato la cui durata sia prolungata nel tempo (quali i mutui) sia possibile adeguare le condizioni economiche diverse dal tasso di interesse (ad esempio spese di invio dell'avviso di scadenza delle rate di mutuo) al mutato contesto di riferimento. Inoltre, al fine di realizzare una completa equiparazione fra il regime di ius vanandi previsto dall'articolo 118 e quello dell'articolo 126-sexies del TUB in tema di servizi di pagamento, come http://www.senato . itlj app/bgt/showdoc/frame .j sp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= .. . 22/07/2010 Legislatura 16° - 6a Commissione permanente - Resoconto sommario n. 182 del 21/0 . . . Pagina 5 di 7 del resto stabilito dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 33 della legge delega n . 88 del 2009, ed evitare ingiustificate disparità di regolamentazione fra categorie di operazioni e servizi sostanzialmente assimilabili, occorre prevedere nell'articolo 118 che : a) solo nei rapporti con i consumatori è necessario il ricorso di un giustificato motivo ai fini dell'esercizio dello ius variandi; b) le parti possono accordarsi nel senso che le previsioni contenute nel comma 2 non si applicano, interamente o parzialmente, se il cliente non è un consumatore o una macro impresa. Da ultimo, appare opportuno inserire in un apposito comma (2-bis) la disciplina specifica in merito alle comunicazioni riferite ai rapporti al portatore. 8. In relazione all'articolo 119-bis (Spese addebitabili), la Commissione suggerisce di modificare il comma 1, nel seguente modo: "Salvo quanto previsto dall'articolo 119, comma 4, dall'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n . 11, e dal presente articolo, le banche e gli intermediari finanziari non possono addebitare al cliente consumatore spese, comunque denominate, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni previste ai sensi di legge effettuate in via telematica, ovvero spese, comunque denominate, diverse dalle spese di invio e dalle spese di generazione e produzione, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni previste ai sensi di legge effettuate in forma cartacea . In quest'ultimo caso la comunicazione è resa tramite posta ordinaria . La modalità di invio delle informazioni e delle comunicazioni previste ai sensi di legge è stabilita dalle parti . Per le comunicazioni sulle modifiche unilaterali del contratto non può essere addebitata al cliente, anche non consumatore, alcuna spesa, comunque denominata, a prescindere dalla modalità di comunicazione stabilita dalle parti". 9. Articolo 120 (Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi) Al riguardo, si ritiene opportuno ribadire il principio generale della coincidenza tra disponibilità economica per la banca del beneficiano, disponibilità economica per il beneficiano e data valuta dei fondi, introdotto dalla PSD (direttiva 2007/64/CE) e recepito per i bonifici dal decreto legislativo n . 11 del 2010 . In base a tale principio il beneficiano dovrebbe avere la disponibilità economica nel caso di assegni emessi/tratti presso la stessa banca il giorno stesso del versamento, nel caso di assegni che coinvolgano istituti diversi il giorno successivo per gli assegni circolari e il terzo giorno successivo per quelli bancari, salvo termini inferiori stabiliti dal CICR (comma 1-ter). 10. In tema di pubblicità dei contratti di credito la Commissione suggerisce di modificare l'articolo 123, comma 1, lettera c), specificando che il TAEG sia riferito all'operazione proposta e che sia esposto anche il TAEG minimo e massimo applicato dalla banca o intermediario finanziario per l'intera categoria di operazioni. 11. Per quanto riguarda la verifica del merito creditizio, di cui all'articolo 124-bis, comma 1, la Commissione suggerisce di modificare il comma 1 prevedendo che il finanziatore valuti il merito creditizio sulla base di informazioni ottenute consultando almeno una banca dati contenente informazioni nominative sul credito o pertinente per la determinazione degli impegni economici correnti del consumatore . Ai venditori di beni e servizi che concludono contratti di credito nella sola forma della dilazione del prezzo con esclusione del pagamento degli interessi e di altri oneri, ovvero concludono contratti che prevedano il pagamento del corrispettivo per la fornitura dei beni o dei servizi parzialmente o totalmente posticipato rispetto alla consegna del bene o alla messa a disposizione del servizio, a condizione che non richiedano in alcun modo forme di garanzia o di cauzione, è consentito l'accesso a banche dati contenenti informazioni nominative sul credito, anche in deroga a precedenti disposizioni di legge o regolamentari. 12. In relazione alla informazione del consumatore e l'utilizzo di banche dati da parte del finanziatore, la Commissione suggerisce di modificare l'articolo 125, comma 3, prevedendo che il finanziatore informi preventivamente il consumatore la prima volta che segnala a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina . L'informativa sia resa unitamente all'invio di solleciti, altre comunicazioni, o in via autonoma. 13. Per quanto riguarda invece l'articolo 125-sexies (Rimborso anticipato), valuti il Governo http ://www.senato.it/j app/bgt/showdoc/frame . j sp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= ... 22/07/2010 Legislatura 16° - 6a Commissione permanente - Resoconto sommario n. 182 del 21/0 . . . Pagina 6 di 7 l'opportunità di modificare al comma 3 la lettera d), in modo tale che il creditore non possa esigere l'indennizzo se l'importo rimborsato anticipatamente corrisponde all'intero debito residuo o è pari o inferiore a 10 .000 euro. 14. Per quanto riguarda l'articolo 128-quater, la Commissione propone di modificare il comma 4 consentendo all'agente in attività finanziaria di assumere ulteriori due mandati, ciascuno per una sola tipologia di prodotto o servizio ove questi siano conferiti da banche o intermediari che non offrano l'intera gamma dei servizi promossi e conclusi dall'agente ; tale comma 4 dovrebbe poi specificare ulteriormente che le tipologie di prodotto sono quelle definite dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze che riporta i tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull'usura. 15. In tema di incompatibilità per gli agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi, la commissione propone di modificare il comma 2 dell'articolo 128-quinquies 3 prevedendo che i collaboratori di agenti in attività finanziaria ed i mediatori creditizi non possono svolgere contemporaneamente la propria attività a favore di più soggetti, escludendo quindi, a differenza di quanto previsto dal citato articolo, l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo128-quater comma 4. 16. Sempre in tema di dipendenti e collaboratori degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi appare opportuno rendere non facoltativa la verifica attraverso l'adozione di adeguate procedure interne per verificare i requisiti di onorabilità e professionalità dei collaboratori . Inoltre tali procedure interne devono essere approvate dall'ente finanziatore che ne assicura il rispetto. 17. In relazione alla facoltà degli agenti in attività finanziaria di promuovere e collocare i prodotti bancari, la Commissione suggerisce di estendere tale facoltà anche ai prodotti di Bancoposta su mandato diretto di Poste Italiane S .p .A. 18. Per quanto riguarda l'articolo 128-undecies 2- (Recupero crediti), la Commissione suggerisce di chiarire che lo svolgimento della normale attività di recupero dei crediti non richiede l'intervento di dipendenti o agenti in attività finanziaria laddove alle operazioni di ristrutturazione non faccia seguito la stipula di nuovi contratti di credito. 19. Per quanto riguarda l'articolo 12 (disposizione di attuazione dell'articolo128-quater), la Commissione, nell'apprezzare la disposizione che consente l'offerta di credito al consumo presso il punto vendita (cosiddetto credito finalizzato), auspica che la normativa secondaria confermi l'attuale qualificazione regolamentare di promozione e collocamento di credito al consumo, in modo da garantire il collocamento di contratti di finanziamento più idonei e convenienti . Inoltre la Commissione suggerisce al Governo, fermo il divieto presso il punto vendita delle carte revolving, di valutare la possibilità di permettere il collocamento di carte a saldo o prepagate utilizzabili in un circuito limitato (cosiddette carte privative). 20. Per quanto riguarda i crediti erogati connessi alla cessione del quinto dello stipendio, la Commissione suggerisce al Governo di aggiornare le disposizioni recate dal Decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n . 180, in modo da adeguare la disciplina ivi prevista alle mutate situazioni economiche e finanziarie. 21. Con riferimento al comma 4 dell'articolo 199 del TUB, come novellato dallo schema di decreto, laddove si prevede che i clienti possono ottenere a proprie spese copie della documentazione inerente a operazioni bancarie effettuate negli ultimi dieci anni, si rileva l'esigenza di evitare che le banche addebitino costi eccessivi ai richiedenti, in particolare, nel caso in cui la predetta documentazione sia richiesta a fronte di avvisi di accertamento inviati dall'Agenzia delle entrate relativi alla movimentazione dei conti bancari. 22. Con riferimento al comma 1 del nuovo articolo 128-duodecies del TUB, che demanda ad un http://www. senato . it/j app/bgt/showdoc/frame .j sp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= ... 22/07/2010 Legislatura 16° - 6 a Commissione permanente - Resoconto sommario n . 182 del 21/0. . . Pagina 7 di 7 successivo decreto legislativo l'attuazione delle disposizioni recate con il nuovo titolo VI-bis del TUB, introdotto dall'articolo 11 dello schema di decreto, la Commissione ritiene irrituale che sia il decreto delegato a rinviare, per l'attuazione delle disposizioni da esso introdotte, ad un ulteriore distinto decreto legislativo. 23. La Commissione ritiene infine di rivolgere una sollecitazione al Governo affinché, prima della definitiva approvazione dello schema di decreto legislativo, sia predisposta un'accurata verifica in termini di drafting normativo, in modo da eliminare gli eventuali erronei rinvii normativi o riferimenti legislativi. 24. La Commissione inoltre sollecita il Governo a vigilare sulla corretta definizione del regime transitorio, al fine di riservare tempi adeguati all'entrata in vigore delle importanti innovazioni normative. Conclusioni La Commissione rileva l'opportunità che sia avviato un confronto tra il legislatore e gli operatori del mercato finanziario e creditizio per una discussione finalizzata all'individuazione di strumenti più opportuni per accresce la tutela dei consumatori di prodotti e servizi finanziari . A legislazione vigente, infatti, tale interesse pubblico è tutelato da una pluralità di soggetti e per profili differenziati . La Commissione auspica un rafforzamento del coordinamento delle autorità preposte, al fine di garantire in maniera equilibrata la vigilanza su tutti i prodotti finanziari e per tutti gli aspetti correlati alla pubblicizzazione, alla sollecitazione, alla raccolta, al collocamento e alla gestione dei prodotti finanziari stessi, da qualunque intermediario siano essi gestiti, al fine di tutelare al meglio il consumatore di prodotti e servizi finanziari. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= . . . 22/07/2010 Legislatura 16° - 14a Commissione permanente - Resoconto sommario n. 21 del 22/O . . . Pagina 1 di 1 alla 6a Commissione: Schema di decreto legislativo recante : "Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi" (n . 225) : osservazioni favorevoli con rilievo; http ://www. senato . it/j app/bgt/showdoc/frame . j sp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= . .. 16/07/2010 Legislatura 16° - l a Commissione permanente - Resoconto sommario n. 112 del 06/0. .. Pagina 1 di 1 Schema di decreto legislativo recante : "Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi" (n . 225) (Osservazioni alla 6 a Commissione. Esame . Osservazioni non ostative) Il relatore BATTAGLIA (PdL), dopo aver illustrato lo schema di decreto legislativo in titolo, propone di formulare, per quanto di competenza, osservazioni non ostative. La Sottocommissione concorda. http ://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id= . .. 16/07/2010 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori (Atto n. 225) PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE La VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, esaminato lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del testo unico bancario con altre disposizioni in materia di trasparenza e revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (Atto n. 225); rilevato come la Commissione Finanze abbia recentemente concluso un'ampia indagine conoscitiva sul credito al consumo, approvando all'unanimità un documento conclusivo nel quale si evidenziano una serie di elementi di criticità che affliggono il settore, e si avanzano una serie di articolate e puntuali proposte, volte soprattutto a migliorare il livello di tutela dei diritti dei consumatori; evidenziato come il recepimento nell'ordinamento italiano della direttiva 2008/48/CE favorisca una maggiore tutela dei risparmiatori e dei consumatori, ampliando gli strumenti di tutela dei diritti di questi ultimi, incrementando il livello di trasparenza contrattuale e precontrattuale e l'informazione del contraente debole circa i costi effettivi del finanziamento, nonché orientando maggiormente i poteri attribuiti alle autorità creditizie verso gli obiettivi di trasparenza e correttezza delle relazioni tra intermediari e clientela; rilevato altresì come lo schema di decreto operi una opportuna revisione della disciplina sugli intermediari creditizi, colmando le lacune regolamentari e di vigilanza che sono in molti casi alla base delle distorsioni negli assetti di mercato evidenziate nel documento conclusivo dell'indagine svolta dalla Commissione; considerata l'esigenza di tenere adeguatamente conto, nel quadro del recepimento della direttiva 2008/48/CE, delle conclusioni della predetta indagine conoscitiva, ribadite anche dalla risoluzione n . 7-00340 Pagano, approvata dalla Commissione Finanze nella seduta del 3 giugno 2010, in particolare per quanto riguarda le esigenze di: - fare in modo che tutti gli interventi normativi sulla disciplina del credito al consumo siano prioritariamente orientati a rafforzare gli strumenti di tutela dei consumatori, in particolare migliorando il livello di trasparenza sulle condizioni contrattuali e sugli elementi di costo; - introdurre norme specifiche relative all'operatività dei sistemi di informazione creditizia, in particolare prevedendo che il consumatore sia informato esplicitamente delle conseguenze, rispetto all'accesso al credito da parte sua, di eventuali segnalazioni negative a suo carico inserite nei predetti sistemi, e che tali segnalazioni negative, prima di essere inserite nei predetti sistemi, siano previamente comunicate al consumatore interessato, consentendo a quest'ultimo di avanzare, entro un determinato termine, eccezioni rispetto alle segnalazioni effettuate, al fine di evitarne l'inserimento nei sistemi di informazione creditizia; - fare in modo che la necessaria revisione del quadro normativo e di vigilanza applicabile agli intermediari finanziari operanti nel credito al consumo, con particolare riferimento agli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui agli attuali articoli 106 e 107 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (TUB), sia condotta in termini tali da evitare di precludere ad una vasta fascia di consumatori l'accesso al credito legale, scongiurando il rischio di ampliare in tal modo gli spazi del credito usurario, e mantenendo inoltre fermi gli obblighi previsti per tali soggetti dalla normativa vigente in materia di contrasto al riciclaggio; - fare in modo che la revisione delle modalità di vigilanza sui mediatori creditizi e sugli agenti in attività finanziaria introduca più effettive forme di controllo su tali soggetti, anche esercitate dai rispettivi organismi di autoregolamentazione, non limitandosi a prevedere controlli di natura meramente formale; - introdurre una disciplina specifica che definisca in termini puntuali le caratteristiche del microcredito, coniugando la necessità di favorire la nascita di 2 un ulteriore canale di accesso al credito con quella di assicurare comunque la trasparenza del settore ed un adeguato sistema di vigilanza su di esso; evidenziato come il Governo non abbia attuato i principi e criteri direttivi di cui alle lettere da d-bis) a d-quinquies) del comma 1 dell'articolo 33 della legge n. 88 del 2009, inserite dall ' articolo 13 della legge n . 96 del 2010 - Legge comunitaria 2009; esprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni: a) valuti il Governo l'opportunità di esercitare anche i profili di delega recati dalla lettera d-bis) del comma 1 dell'articolo 33 della legge n . 88 del 2009, introdotta dall'articolo 13 della legge n . 96 del 2010 - Legge comunitaria 2009, la quale contempla il ruolo dell'educazione finanziaria quale strumento di tutela del consumatore, promuovendo, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, iniziative di informazione ed educazione volte a diffondere la cultura finanziaria fra il pubblico, al fine di favorire relazioni responsabili e corrette tra intermediari e clienti, anche alla luce delle indicazioni in materia contenute nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul credito al consumo svolta dalla Commissione; b) valuti il Governo l'opportunità di esercitare anche i profili di delega recati dalla lettera d-ter) del comma 1 dell'articolo 33 della legge n . 88 del 2009, introdotta dall'articolo 13 della Legge comunitaria 2009, la quale impone di istituire, nel rispetto della disciplina in materia di tutela della riservatezza dei dati personali, un sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al fenomeno dei furti d'identità, anche alla luce delle indicazioni in materia contenute nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul credito al consumo svolta dalla Commissione; c) valuti il Governo l'opportunità di esercitare anche i profili di delega recati dalle lettere d-quater) e d-quinquies) del comma 1 dell'articolo 33 della legge n. 3 88 del 2009, introdotte dall'articolo 13 della Legge comunitaria 2009, le quali prevedono, rispettivamente, l'obbligo, per i soggetti abilitati all'esercizio dell'attività di erogazione di credito ai consumatori, di motivare il provvedimento di diniego del finanziamento, senza mero rinvio all'esito della consultazione di banche di dati e di sistemi di informazione creditizia, ed attribuiscono al soggetto richiedente cui viene negato il finanziamento il diritto di prendere visione ed estrarre copia, a sue spese, del provvedimento di diniego e della rispettiva motivazione, anche alla luce delle indicazioni, recate nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul credito al consumo svolta dalla Commissione Finanze, che sottolineano l'esigenza di rafforzare la capacità degli operatori del credito di effettuare un'autonoma valutazione del merito di credito dei soggetti che richiedono il finanziamento, nei limiti in cui ciò è possibile con riferimento al settore del credito al consumo; d) si segnala come lo schema di decreto legislativo non affronti esplicitamente la questione, evidenziata nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul credito al consumo approvato dalla Commissione Finanze, relativa alle prassi anomale riscontrate nella catena distributiva nel settore della cessione del quinto dello stipendio o della pensione, in particolare per quanto riguarda comportamenti fraudolenti o comunque lesivi dell'utente consumatore, a carico del quale sono frequentemente posti oneri per attività di mediazione che fanno crescere i costi a suo carico : valuti pertanto il Governo l'opportunità di chiarire che la disciplina in materia di credito al consumo introdotta dal provvedimento si estende anche a tale tipologia di finanziamento, nonché di rivedere la disciplina degli intermediari operanti in tale settore; e) con riferimento al comma 2 dell'articolo 121 del TUB, sostituito dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto legislativo, il quale stabilisce che nel costo totale del credito sono compresi i premi assicurativi, valuti il Governo l'opportunità di tenere conto, in tale contesto, della normativa emanata dall'ISVAP relativa ai conflitti di interesse in capo agli intermediari creditizi che collochino polizze assicurative connesse al contratto di credito; f) con riferimento alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 122 del TUB, sostituito dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto legislativo, il quale esclude dall'ambito di applicazione della disciplina, recata dallo stesso TUB, sul credito ai consumatori, i finanziamenti a fronte dei quali il consumatore è tenuto a corrispondere solo commissioni di importo non significativo, valuti il Governo 4 l'opportunità di specificare maggiormente la previsione, la quale non indica in che misura l'importo stesso debba ritenersi non significativo; g) con riferimento alla lettera n) del comma 1 del predetto articolo 122 del TUB, la quale esclude dall'ambito di applicazione della disciplina in materia di credito ai consumatori le iniziative di microcredito e gli altri contratti di credito che non prevedono pagamento di interessi, ovvero tassi inferiori a quelli di mercato ovvero altre condizioni più favorevoli per il consumatore rispetto a quelle prevalenti sul mercato, valuti il Governo l'opportunità di precisare maggiormente il senso della disposizione, che si presta alle interpretazioni più varie, ed appare pertanto suscettibile di determinare notevoli incertezze applicative; h) con riferimento alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 123 del TUB, sostituito dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto legislativo, il quale prevede l'obbligo di evidenziare il TAEG negli annunci pubblicitari, valuti il Governo l'opportunità di specificare che il valore del TAEG indicato deve riguardare la categoria di finanziamento pubblicizzata e che deve essere contestualmente indicato il TAEG minimo e massimo applicato a tale categoria di operazioni; i) con riferimento alla lettera d) del comma 1 del predetto articolo 123 del TUB, la quale prevede che negli annunci pubblicitari siano fornite informazioni relative ai servizi accessori necessari per ottenere il credito, qualora i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel TAEG, in quanto non determinabili in anticipo, valuti il Governo, se la possibilità di escludere il costo di taluni servizi dal calcolo del TAEG, il quale deve essere effettuato in conformità alla disciplina comunitaria in materia, non costituisca un indebolimento delle tutele informative che devono essere assicurate ai consumatori, consentendo la commercializzazione di servizi accessori al credito il cui costo risulti inizialmente indeterminato per il consumatore e, pertanto, non conoscibile preventivamente da quest'ultimo; 1) con riferimento al comma 6 dell'articolo 124 del TUB, sostituito dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto, il quale esenta i fornitori di merci o i prestatori di servizi che agiscono come intermediari del credito dagli obblighi di informativa contrattuale, valuti il Governo se tale previsione, formulata in termini così generali, non rischi di costituire una preoccupante riduzione delle garanzie informative riconosciute al consumatore; 5 m) con riferimento al comma 2 del nuovo articolo 124-bis del TUB, introdotto dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto, il quale prescrive l'obbligo, per il finanziatore, di aggiornare le informazioni finanziarie e di valutare il merito di credito del consumatore in caso di aumento significativo dell'importo totale del credito reso disponibile, valuti il Governo l'opportunità di specificare cosa si intende per "aumento significativo" di tale importo totale, eventualmente indicando una misura percentuale, oltrepassata la quale l'aumento stesso deve considerarsi significativo; n) in merito all'articolo 125 del TUB, sostituito dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto, il quale introduce alcune previsioni di rango legislativo relative alla gestione delle banche dati contenenti informazioni nominative sul credito, valuti il Governo l'opportunità di recepire l'indicazione, recata dal documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul credito al consumo, secondo la quale l'inserimento nelle banche dati creditizie di informazioni negative per il consumatore deve essere subordinato allo spirare di un termine, decorrente dalla comunicazione al consumatore stesso prevista dal comma 3 del predetto articolo 125, entro il quale quest'ultimo può formulare eccezioni rispetto a tali elementi informativi; o) sempre con riferimento all'articolo 125 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di estendere le previsioni in esso contenute anche alla centrale rischi gestita dalla Banca d'Italia; p) ancora con riferimento all'articolo 125 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di rinforzare l'apparato sanzionatorio previsto per la violazione delle norme in esso contenute, atteso che il comma 3-bis dell'articolo 144 del TUB, come sostituito dall'articolo 4, comma 4, dello schema di decreto, prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, in caso di inosservanza delle previsioni di cui ai commi 2, 3 e 4 del predetto articolo 125 da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione, solo nel caso in cui tali violazioni rivestano carattere rilevante; q) con riferimento al primo periodo del comma 4 del nuovo articolo 125-bis del TUB, introdotto dall'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di inserire, dopo le parole : "contratti di credito di durata" la parola: "e"; 6 r) con riferimento al comma 6 dell'articolo 117 del TUB, come sostituito dall'articolo 4, comma 2, dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di correggere il riferimento, ivi contenuto, al comma 6 con quello al comma 5 del medesimo articolo 117; s) con riferimento al comma 4 dell'articolo 119 del TUB, come sostituito dall'articolo 4, comma 2, dello schema di decreto, il quale prevede che i clienti possano ottenere a proprie spese copia della documentazione inerente ad operazioni bancarie effettuate negli ultimi dieci anni, valuti il Governo l'opportunità di introdurre meccanismi atti ad evitare che le banche addebitino costi eccessivi ai richiedenti, in particolare nel caso in cui la predetta documentazione sia richiesta a fronte di avvisi di accertamento inviati dall'Agenzia delle entrate relativi alla movimentazione dei conti bancari; t) ancora con riferimento al comma 3-bis dell'articolo 144 del TUB, il quale prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione di una serie di norme del TUB, solo nel caso in cui le predette violazioni rivestano carattere rilevante, valuti il Governo l'opportunità di specificare meglio la portata della previsione, non essendo chiarito in che termini debba essere valutata la rilevanza della violazione; u) con riferimento all'articolo 106 del TUB, come sostituito dall'articolo 7, comma 1, dello schema di decreto, il quale riserva l'esercizio dell'attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico ai soli intermediari finanziari autorizzati, valuti il Governo l'opportunità di dettagliare maggiormente la disposizione, nel senso di non considerare come esercitate nei confronti del pubblico le attività di finanziamento svolte all'interno di un gruppo, l'attività di rilascio di garanzie quando il garante e l ' obbligato garantito facciano parte del medesimo gruppo, gli atti di natura occasionale, nonché le forme di finanziamento poste in essere da imprese industriali o di distribuzione che risultino meramente strumentali o accessorie a quelle svolte in via principale; v) con riferimento al comma 3 dell'articolo 106 del TUB, il quale demanda al Ministro dell'economia e delle finanze la specificazione delle circostanze nelle quali ricorre l'esercizio al pubblico dell'attività di concessione di finanziamenti, valuti il Governo l'opportunità di indicare con quale tipo di atto normativo il Ministro dell'economia debba esercitare tale potere; 7 z) con riferimento al comma 2 dell'articolo 109 del TUB, come sostituito dall'articolo 7, comma 1, dello schema di decreto, il quale definisce l'ambito di esercizio della vigilanza su base consolidata degli intermediari finanziari da parte della Banca d'Italia, comprendendovi anche, alla lettera c), ogni società che controlli intermediari finanziari, valuti il Governo l'opportunità di escludere dalla nozione di gruppo finanziario, ai fini della predetta vigilanza, le società controllanti che non svolgano attività finanziaria, bancaria o strumentale, prevedendo comunque che la Banca d'Italia possa richiedere a queste ultime di fornire le informazioni utili per l'esercizio della vigilanza consolidata; aa) con riferimento al nuovo articolo 111 del TUB, come sostituito dall'articolo 7, comma 1, dello schema di decreto, il quale disciplina l'esercizio dell'attività di microcredito, in deroga al regime autorizzatorio previsto dagli articoli 106 e 107 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di verificare se il limite di 25 .000 euro, relativo all'ammontare massimo dei finanziamenti per attività di lavoro autonomo o di microimpresa che possono essere erogati dagli operatori del microcredito, risulti o meno congruo; bb) con riferimento al comma 1 dell'articolo 111 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di inserire, tra i soggetti ai quali possono essere concessi finanziamenti di ammontare non superiore a 25 .000 euro, le società cooperative, anche se costituite in forma di società di capitali; cc) con riferimento al comma 3 dell'articolo 111 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di eliminare l'obbligo, per i soggetti di cui al comma 1 del medesimo articolo 111, di erogare finanziamenti anche a favore di persone fisiche solo in via non prevalente; dd) con riferimento al comma 4 del predetto articolo 111 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di estendere anche alle cooperative sociali, alle cooperative di finanza mutualistica e solidale ed alle società di mutuo soccorso la possibilità di concedere finanziamenti, eliminando inoltre la previsione che consente l'erogazione del credito solo nei confronti degli associati; ee) con riferimento all'articolo 112 del TUB, come sostituito dall'articolo 7, comma 1, dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di riformulare il comma 3, prevedendo che il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, determini le modalità di applicazione ai consorzi di garanzia collettiva fidi della disciplina generale e di controllo sugli intermediari 8 finanziari, al fine di tenere conto della specificità dei confidi stessi ; valuti altresì il Governo l'opportunità di modificare la rubrica dell'articolo, esplicitando il riferimento ai confidi; ff) ancora con riferimento all'articolo 112 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di consentire ai confidi di avvalersi delle associazioni di categoria o delle società di servizi da essi promosse, anche in deroga alle disposizioni di cui al Titolo VI-bis del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto; gg) con riferimento agli articoli 112-bis, 113 e 128-novies del TUB, come introdotti o sostituiti, rispettivamente, dagli articoli 7, comma 1, e 11, comma 1, dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di precisare a chi spettino i poteri sanzionatori previsti dalle predette disposizioni, nonché di esplicitare il relativo regime di impugnazione; hh) con riferimento al nuovo articolo 113-ter del TUB, come introdotto dall'articolo 7, comma 1, dello schema di decreto, relativo alle ipotesi di revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di concessione di finanziamenti, valuti il Governo l'opportunità di rivedere la formulazione del comma 1, lettera a), il quale subordina l'applicazione della predetta sanzione ai soli casi di gravissime irregolarità nell'amministrazione ovvero di gravissime violazioni di disposizioni legislative, amministrative o statutarie, anche in considerazione del fatto che la valutazione circa il livello di gravità delle violazioni è lasciata alla discrezionalità dell'Autorità di vigilanza; ii) con riferimento all'articolo 8, comma 2, dello schema di decreto, il quale sostituisce l'articolo 132 del TUB, relativo all'esercizio abusivo dell'attività finanziaria, valuti il Governo l'opportunità di rafforzare le sanzioni penali ed amministrative previste per tale fattispecie, le quali risulterebbero meno gravi di quelle attualmente previste, nonché di contemplare, tra le fattispecie sanzionate, anche quella relativa all'uso abusivo di denominazione finanziaria; 11) con riferimento al comma 6 dell'articolo 9 dello schema di decreto, il quale modifica il comma 3 dell'articolo 48 del decreto legislativo n . 546 del 1992, relativo alla rateizzazione delle somme dovute a seguito di conciliazione giudiziaria intervenuta nell'ambito di un processo tributario, valuti il Governo l'opportunità di coordinare la formulazione della disposizione con le modifiche 9 apportate, da ultimo, al predetto comma 3 dall'articolo 3 del decreto-legge n . 40 del 2010; mm) con riferimento al secondo periodo del comma 4 del nuovo articolo 128- quater del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, il quale stabilisce eccezioni al generale obbligo di monomandato per gli agenti in attività finanziaria, consentendo l'assunzione di più mandati, ciascuno relativo ad una sola tipologia di prodotti o servizi, nel caso in cui gli intermediari che li conferiscono non offrano l'intera gamma di servizi promossi dall'agente, valuti il Governo l'opportunità di rivedere la formulazione del predetto periodo, la cui complessità potrebbe determinare difficoltà applicative, chiarendo che l'obbligo di monomandato consiste nel divieto di offrire il medesimo prodotto o servizio su mandato di più intermediari, mentre è invece consentito all'agente offrire l'intera gamma di prodotti o servizi che possono essere promossi o conclusi da tale categoria professionale, anche se ciascuno di tali prodotti o servizi sia oggetto di mandato conferito da un diverso intermediario ; valuti in ogni caso il Governo l'opportunità di apportare, ove necessario, ulteriori correzioni ed integrazioni a tale disciplina, alla luce della prima esperienza applicativa, avvalendosi della facoltà concessa dall'articolo 1, comma 5, della legge n . 88 del 2009; nn) sempre con riferimento al nuovo articolo 128-quinquies2, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, in materia di requisiti per l'iscrizione nell'elenco dei mediatori creditizi, valuti il Governo l'opportunità di esplicitare l'obbligo, a tali i fini, per coloro che svolgono funzioni di direzione e amministrazione della società, di possedere requisiti di professionalità tra cui, alla pari di quanto previsto per gli agenti in attività finanziaria, il superamento di un'apposita prova valutativa ; per quanto attiene ai requisiti di onorabilità, valuti il Governo l'opportunità di introdurre una disciplina che tenga conto della specificità dell'operato di mediatori e agenti, invece di riproporre i requisiti previsti per gli esponenti aziendali degli intermediari regolamentati; oo) con riferimento al comma 2 del nuovo articolo 128-sexies del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, il quale obbliga gli agenti in attività finanziaria che siano persone fisiche o costituiti in forma di società di persone ad avvalersi, per i contatti con il pubblico, esclusivamente di dipendenti o collaboratori iscritti nell'elenco degli agenti in attività finanziaria, valuti il Governo l'opportunità di verificare se tale previsione non risulti eccessivamente onerosa per i predetti agenti, circoscrivendo eventualmente tale 10 obbligo alle sole attività svolte fuori sede o alle attività di front office; valuti altresì il Governo l'opportunità di chiarire, comunque, che l'elenco cui fa riferimento la norma è quello previsto dal comma 2 del medesimo articolo 128- quater; pp) con riferimento al comma 2 del nuovo articolo 128-octies del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, il quale disciplina le modalità di composizione dell'Organismo competente per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, valuti il Governo l'opportunità di precisare che in tale Organismo devono essere presenti anche esponenti di tali categorie professionali; qq) con riferimento al nuovo articolo 128-undecies2 del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, il quale riserva l'attività di consulenza e gestione dei crediti, a fini di ristrutturazione e di recupero degli stessi, ai soli agenti in attività finanziaria, valuti il Governo l'opportunità di prevedere che tale riserva si applichi solo nel caso in cui l'attività si esplichi attraverso la stipula di nuovi contratti o la novazione di contratti in essere, disponendo comunque che l'esercizio di tale attività sia subordinata all'iscrizione in un apposito elenco tenuto dall'Organismo di cui al nuovo articolo 128-octies del TUB, prevedendo inoltre, in tale prospettiva, un rafforzamento dei requisiti di qualificazione dei soggetti abilitati all'esercizio dell'attività di recupero, anche attraverso un sistema di formazione professionale permanente; rr) sempre con riferimento al nuovo articolo 128-undecies2 del TUB, valuti il Governo l'opportunità di prevedere una disciplina specifica per i soggetti che, in forma individuale o collettiva, svolgono in via esclusiva attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale nella gestione dei crediti, a fini di recupero dei medesimi, nell'interesse o per conto di banche o di intermediari finanziari, prevedendo che tale attività sia subordinata all'iscrizione in un apposito elenco tenuto dall'Organismo di cui al nuovo articolo 128-octies del TUB, assicurando la sussistenza dei requisiti di professionalità e onorabilità; ss) con riferimento al comma 1 del nuovo articolo 128-duodecies del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, il quale demanda ad un successivo decreto legislativo l'attuazione delle disposizioni recate con il nuovo titolo VI-bis del TUB stesso, introdotto dall'articolo 11 dello schema di decreto, si osserva come risulti irrituale che sia il decreto delegato a rinviare, per 11 l'attuazione delle disposizioni da esso introdotte, ad un ulteriore e distinto decreto legislativo; tt) con riferimento all'articolo 17 dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di integrare il comma 2, il quale vieta ai dipendenti, agli agenti ed ai collaboratori di banche ed intermediari finanziari di svolgere attività di mediazione creditizia, nel senso di comprendere nell'ambito di applicazione del predetto divieto anche la fattispecie in cui tali soggetti svolgano, anche in maniera informale, attività di promozione di intermediari finanziari diversi da quello per il quale prestano la propria attività, stabilendo inoltre un rigoroso regime sanzionatorio per le violazioni del predetto comma 2; uu) con riferimento al comma 4 dell'articolo 17 dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di eliminare la previsione che consente alle banche ed agli intermediari finanziari di detenere nelle imprese o società di mediazione "partecipazioni che rappresentano almeno il 10 per cento del capitale o che attribuiscono almeno il 10 per cento dei diritti di voto", anche al fine di assicurare coerenza con il dettato del comma 4 del nuovo articolo 128-quinquies del TUB, introdotto dall'articolo 11, comma 1, dello schema di decreto, il quale stabilisce che il mediatore creditizio non deve essere legato con alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l'indipendenza ; valuti comunque il Governo l'opportunità di rivedere la formulazione della disposizione, la quale non risulta chiara; vv) con riferimento all'articolo 22, comma 2 dello schema di decreto, il quale prevede che la domanda di iscrizione negli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi si intende accolta se entro novanta giorni non sia stato adottato un provvedimento di rigetto della domanda stessa, valuti il Governo la congruità del ricorso, in tal caso, all'istituto del silenzio assenso; zz) con riferimento all'articolo 25, dello schema di decreto, valuti il Governo l'opportunità di dettagliare maggiormente il regime transitorio ivi previsto, al fine di assicurare un ordinato passaggio alla nuova disciplina recata dallo schema. 12 Camera.it - Lavori - Resoconti delle Giunte e Commissioni - Dettaglio resoconto Pagina 1 di 2 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del titolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza nonché revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Atto n . 225. (Rilievi alla VI Commissione). (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione - Valutazione favorevole con osservazione). La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo, rinviato nella seduta del 1° luglio 2010. Il sottosegretario Alberto GIORGETTI, con riferimento ai chiarimenti richiesti dal relatore, fa in primo luogo presente che al rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze nell'ambito dell'organismo di cui all'articolo 128-octies del testo unico di cui al decreto legislativo n . 385 del 1993, introdotto dall'articolo 11 dello schema, non sono corrisposti emolumenti. Pag . 36 Per quanto attiene al finanziamento degli oneri derivanti dal provvedimento nella fase di prima applicazione della nuova disciplina, assicura che il sistema di finanziamento previsto dal testo è idoneo ad assicurare l'integrale copertura degli oneri derivanti dal provvedimento, in quanto il pagamento dei contributi precederà la fase di costituzione dell'organismo . In relazione poi a chiarimenti richiesti con riferimento all'estensione dei compiti di vigilanza affidati alla Banca d'Italia, fa presente che attualmente gli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi sono tenuti da Banca d'Italia e che gli iscritti in tali elenchi sono circa 160 .000 e che, pertanto, il trasferimento della gestione degli elenchi dalla Banca d'Italia al nuovo organismo previsto dallo schema in esame consentirà alla Banca d'Italia di svolgere i compiti di controllo ad essa assegnata senza nuovi o maggiori oneri. Rocco GIRLANDA (PdL), ritenendo esaustivi i chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo e giudicando opportuno tenere conto delle considerazioni del collega Vannucci in ordine all'esigenza di tutelar le peculiarità della finanza mutualistica e solidale, formula la seguente proposta: «La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione, esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del titolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n . 385, con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza nonché revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (atto n . 225), preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, il quale ha precisato che: al rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze nell'ambito dell'organismo di cui all'articolo 128-octies del testo unico di cui al decreto legislativo n . 385 del 1993, introdotto dall'articolo 11 dello schema, non sono corrisposti emolumenti; http: //www . camera. it/4 5 3 ?bollet=dati/leg 16/lavori/bollet/20 1007/0706/html/O5 16/07/2010 Camera.it - Lavori - Resoconti delle Giunte e Commissioni - Dettaglio resoconto Pagina 2 di 2 la modalità di finanziamento dell'elenco degli agenti in attività finanziaria di cui al comma 2 dell'articolo 128-quater del testo unico e dell'elenco dei mediatori creditizi di cui al comma 2 dell'articolo 128-quinquies del medesimo testo unico, mediante contributi a carico degli iscritti, è idonea ad assicurare l'integrale copertura, anche sotto il profilo temporale, dei costi da sostenere per la tenuta di tali elenchi, in quanto il pagamento dei contributi precederà la fase di costituzione dell'organismo deputato a gestire tali elenchi ai sensi del successivo articolo 128-octies; la Banca d'Italia potrà svolgere senza nuovi o maggiori oneri i compiti di controllo ad essa assegnati dal provvedimento in esame anche in considerazione del trasferimento all'organismo di cui all'articolo 128-octies della gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, attualmente tenuti dalla Banca d'Italia stessa, VALUTA FAVOREVOLMENTE lo schema di decreto legislativo con la seguente osservazione: valuti la Commissione di merito l'opportunità di prevedere nell'ambito delle disposizioni del provvedimento un adeguato riconoscimento della finanza mutualistica e solidale che, nel rispetto delle modalità operative determinate dalla Banca d'Italia, ne salvaguardi i caratteri qualificanti e l'operatività, in considerazione del rilevante ruolo sociale dalla stessa svolto» Massimo VANNUCCI (PD) ringrazia il relatore per aver inserito nella propria proposta un'osservazione relativa all'esigenza Pag. 37 di garantire, nell'ambito delle disposizioni del provvedimento, un adeguato riconoscimento ai soggetti operanti nell'ambito della finanza mutualistica e solidale, i quali, in assenza di adeguate modifiche al testo dello schema, rischierebbero di essere sostanzialmente equiparati alle ordinarie società finanziarie . AI riguardo, fa presente che sarebbe stato necessario prevedere una disposizione volta a prevedere che i soggetti operanti nel settore della finanza mutualistica e solidale in una sezione separata dell'elenco dei soggetti che operano nel settore del microcredito, rendendosi tuttavia conto che una tale modifica non rientra nell'ambito delle competenze della Commissione bilancio . Annuncia, pertanto, il voto favorevole del proprio gruppo sulla proposta del relatore. La Commissione approva la proposta del relatore. http://www. camera. it/453?bollet=_dati/leg 16/lavori/bollet/201007/0706/html/05 16/07/2010 Martedì 20 luglio 2010 - 377 - Commissione XIV Antonio RAZZI (IdV) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore. Sandro GOZI (PD), alla luce delle considerazioni esposte, preannuncia ìl voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore. Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore. La seduta termina alle 14 .45. ATTI DEL GOVERNO Martedì 20 luglio 2010. - Presidenza del presidente Marzo PESCANTE. La seduta comincia alle 14 .45. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa. Atto n. 224. (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 126, comma 2, del Regolamento, e rinvio). La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 29 giugno 2010. Giuseppina CASTIELLO (PdL), relatore, tenuto conto del fatto che il provvedimento non presenta profili problematici in ordine alla sua compatibilità comunitana, formula una proposta di parere favorevole. Enrico FARINONE (PD) riterrebbe preferibile rinviare la votazione sulla proposta di parere ad una prossima seduta. Mario PESCANTE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta . Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del titolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza nonché revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Atto n . 225. (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 126, comma 2, del Regolamento, e conclusione . - Parere favorevole). La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 29 giugno 2010. Nicola FORMICHELLA (PdL), relatore, tenuto conto del fatto che il provvedimento non presenta profili problematici in ordine alla sua compatibilità comunitaria, formula una proposta di parere favorevole. Antonio RAZZI (IdV) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore. Enrico FARINONE (PD) preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore. Giuseppina CASTIELLO (PdL) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore. Nunziante CONSIGLIO (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore. Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore. La seduta termina alle 14.55.