In aumento i prestiti per consolidamento e liquidità

Flavio Meloni - 28 Maggio 2012

Contrarre un debito per saldare quelli accumulati in precedenza. Un'esigenza che riguarda un numero crescente di singoli e famiglie, costretti a chiedere un prestito per consolidamento debiti con l'intento di lasciarsi alle spalle le pendenze che gravano sulle loro casse. Secondo un'analisi condotta da SuperMoney, nel primo trimestre dell'anno le domande per questo genere di finanziamenti sono cresciute del 241,9% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre quelle per ottenere liquidità sono aumentate del 196,7%. Gli addetti ai lavori li definiscono i "prestiti della crisi", che servono a tentare di tamponare gli effetti della recessione e a superare un momento di particolare difficoltà come quello che il Paese sta attraversando. Riprova di ciò è il fatto che tra gennaio e marzo la domanda di credito per l'acquisto di beni durevoli (come auto, moto, elettrodomestici, apparecchiature elettroniche) si è contratta del 40,9%, mentre le richieste per soddisfare necessità non considerate indispensabili, quali ad esempio cerimonie, regali e viaggi, hanno perso il 42,1%. Una tendenza che è risultata confermata anche nel mese di aprile, quando i prestiti per consolidamento e liquidità sono continuati adaumentare (rispettivamente del 50,2% e del 61,9%) e gli altri a diminuire. I dati raccolti da SuperMoney evidenziano inoltre un aumento sia degli importi che della durata medi richiesti, segno evidente che gli abitanti della Penisola hanno un bisogno crescente di denaro per arrivare alla fine del mese e far fronte a quelle spese che una volta venivano gestite senza particolare difficoltà mediante il normale budget mensile. Nel primo trimestre del 2012 la cifra media richiesta è stata pari a 16.315 euro, in crescita del 6,44% rispetto agli ultimi tre mesi 2011. Ad aprile questo valore ha raggiunto i 17.383 euro, con un ulteriore incremento del 6,55%. Mediamente, però, coloro che richiedono un prestito per consolidamento hanno necessità di somme più elevate, che si attestano intorno ai 27.112 euro. Per quanto riguarda la durata dei finanziamenti, questa si è allungata del 5,02%, passando da un ammortamento medio di 67 mesi nell'ultimo trimestre del 2011 a uno di 70. Ancora una volta ad aprile si è andati oltre, con una crescita del 17,22% che ha portato il periodo di restituzione a 82 mesi. A richiede un prestito sono soprattutto i lavoratori a tempo indeterminato (74,2% nel primo trimestre 2012, contro il 63,8% del primo trimestre 2011); viceversa sono scese le domande da parte dei precari e degli autonomi (7,2%, contro l'11,7% del trimestre precedente), che non avendo alle spalle una situazione lavorativa stabile hanno un atteggiamento di maggior prudenza. "I risultati dell'analisi mostrano lo spaccato di un'Italia prudente e molto in difficoltà", ha spiegato Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney. "L'accesso a nuove fonti di liquidità non è più importante solo per garantirsi piccoli piaceri, ma sempre di più per sostenere le rate di mutui e prestiti già in corso, oppure per affrontare le spese della quotidianità. Un segnale molto preoccupante che, purtroppo, è pienamente in linea con l'evoluzione della situazione economica".