Mediatori scorretti, pochi controlli

di Emanuele Scarci

Il Sole 24 Ore - 03 Marzo 2008

Mediatori e agenti da mettere in riga imponendo soglie di preparazione professionale, regole di comportamento, responsabilità e sanzioni per i trasgressori: la Commissione europea sta per avviare l'iter di una proposta di direttiva per gli intermediari del credito. Giuseppe Piano Mortari - direttore operativo di Assofin, l'associazione degli operatori più qualificati del credito al consumo - conferma che l'avvio é previsto entro l'anno "anche se durante la discussione al Parlamento Ue della direttiva sul credito al consumo, votata poi lo scorso gennaio, alcuni parlamentari proposero di approvare prima le disposizioni sugli intermediari del credito".
Ma tempi legislativi della Ue a parte (la seconda direttiva sul credito al consumo ha impiegato un lustro per arrivare al traguardo) "è urgente - aggiunge Piano Mortari - mettere ordine in una giungla popolata da decine di migliaia tra mediatori e agenti Finanziari: la maggioranza è costituita da operatori seri, ma c'e una minoranza che fa del marketing aggressivo una pratica ricorrente. Non è possibile che sia così facile diventare agente e mediatore creditizio".
Ma c'e anche un problema di vigilanza per mediatori e agenti, iscritti negli elenchi ex art.106 del Testo unico bancario, particolarmente gravoso per la Banca d'Italia, a cui spetta da quest'anno. Anche perché la crescita di questi intermediari (cuscinetti tra banca/finanziaria e consumatore) è diventata una marea: un esercito di circa 150mila operatori, alcuni con il doppio cappello. L'anno scorso le nuove iscrizioni di agenti hanno superato quota 15mila e nel 2006 11mila. Mentre i nuovi mediatori sono stati, rispettivamente, 23mila e 18.500. Inoltre tra gli agenti ce ne sarebbero 25mila impegnati nel trasferimento di denaro, il cosiddetto money transfer. Del resto diventare agente o mediatore é facilissimo: basta una domanda (il modulo e disponibile online) e avere un diploma di scuola superiore e il requisito di onorabilità. Null'altro. Poi c'è un business molto ricco: lo stock del credito al consumo in Italia veleggia intorno ai 100 miliardi, diviso quasi a metà tra banche e finanziarie, che garantisce laute commissioni d'intermediazione.
Finora prima Uic e poi Banca d'Italia hanno potuto controllare e sanzionare ben poco: negli ultimi sei anni sono stati sospesi 28 mediatori, con sei cancellazioni nel 2007. Ancora meno tra gli agenti: nemmeno una decina tra cancellazioni e sospensioni. Sono stati segnalati anche 14 casi di società estere che opererebbero in Italia senza autorizzazione. Tutto questo a fronte di numerosi casi di palese scorrettezza professionale, di pubblicità ingannevole e promesse di credito facile, anche a famiglie bisognose con scarsi mezzi per ripagare il debito.
L'anno scorso il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha sollecitato un provvedimento urgente su mediatori e agenti in attività finanziaria di fronte alla commissione Antimafia, sostenendo che maggiori controlli consentirebbero un'azione più efficace nella lotta al riciclaggio. E anche la relazione di accompagnamento a un decreto di riordino della materia (poi stralciato) destinato al Milleproroghe si giustificava con "l'immanente rischio di contiguità con il fenomeno dell'usura ed altre fattispecie criminali".
Ma come sara la direttiva Ue? "Probabimente - conclude Piano Mortari - seguirà il modello vigente degli intermediari assicurativi". Sempre che la legge nazionale non anticipi la direttiva Ue e con la prossima legislatura non si riparta dal Ddl Pinza arenatosi alla Camera per la crisi di Governo. Che inchioderebbe i soggetti non vigilati alle loro responsabilità grazie a un sistema di polizze, garanzie patrimoniali e tutele del consumatore.