Meno intermediari abilitati

Il Sole 24 Ore - 29 Aprile 2008

Non più contanti a Sim, imprese assicurative, Sgr, finanziarie; insomma, agli intermediari che non siano banche, poste o istituti di moneta elettronica. Da domani, a parte le nuove soglie, si riducono anche gli intermediari cosiddetti "abilitati", cioè quelli che possono "validare " il transito di contante che i cittadini vogliono effettuare tra di loro.
Per esempio, finora il pagamento di una rata di un prestito al consumo presso una finanziaria, o di un premio assicurativo presso un'agenzia assicurativa (seppure con i limiti stabiliti dall'Isvap), potevano essere effettuati in contanti, senza soglie massime, dato che ci si trovava di fronte a intermediari, finanziari sì, ma anche abilitati. Non ci si doveva preoccupare nemmeno di aver dimenticato l'intestazione a questi di un assegno senza la clausola di non trasferibilità, perché tutto era "sanato" dalla natura di tali soggetti. Da domani sono "privati cittadini", naturalmente solo ai fini antiriciclaggio; consegnare loro contante da 5mila euro in su o assegni sopra soglia - senza la clausola di intrasferibilità - concretizzerà l'ipotesi di violazione amministrativa sanzionata con l'ammenda da 1 al 40% dell'importo trasferito.
Il perché di questa ulteriore restrizione va ricercato nella volontà del legislatore di canalizzare tutti i flussi di contante presso gli intermediari più attrezzati a gestirlo e a tracciarlo. Le banche e le poste trattano perlopiù operazioni in contanti. Sia chiaro che la limitazione è meno invasiva di quanto possa apparire. Ciascuno di noi continuerà a effettuare i versamenti e i prelevamenti di contante sul proprio conto corrente, o per operazioni di sportello (pagamenti di bollette alle poste e così via), senza limiti di importo.
Fatte salve le registrazioni negli archivi di questi intermediari, per operazioni superiori ai 15mila euro, e la possibilità per questi di segnalare alla Uif operazioni sospette, nessuna restrizione subisce chi varca la soglia di una banca o di un ufficio postale con il contante. Il prelievo rileva solo quando si esce dalla banca o posta: se si consegnano soldi a privati (e a intermediari non abilitati), bisognerà mantenersi sotto i 5mila euro. Anche gli assegni tratti «a me medesimo» potranno essere incassati o negoziati solo presso questi intermediari, senza limiti di importo. È naturale che non si potranno girare a terzi, nemmeno agli intermediari finanziari diversi dalle banche e dalla posta.
Presso gli istituti di moneta elettronica, cioè quelli che emettono carte di pagamento, sarà possibile utilizzare il contante per acquistare o ricaricare delle carte, o ordinare pagamenti, senza limiti di importo, come per banche e poste. Una transazione in contanti di importi considerevoli, sia in entrata che in uscita, potrebbe suscitare la richiesta (solo verbale) di chiarimenti allo sportello bancario o postale, senza che ciò implichi comunque un obbligo di risposta circa la loro provenienza o destinazione. È altrettanto vero, però, che questo comportamento non collaborativo, oltre che a minare la fiducia dell'intermediario (chiaramente se l'operazione è inusuale rispetto alla normale operatività del cliente) porterebbe a valutare un'anomalia da segnalare alle autorità.