Mutui, indagine dell' Antitrust

di Rossella Bocciarelli

Il Sole 24 Ore - 15 Maggio 2008

L’Antitrust ha aperto dieci istruttorie nei confronti di dieci banche per pratiche commerciali scorrette in relazione alla legge Bersani sulla portabilità dei mutui. Lo ha annunciato ieri il presidente dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza, Antonio Catricalà, nel corso di una tavola rotonda al Forum della Pubblica Amministrazione. “Questa legge – ha detto Catricalà – è rimasta inattuata perché abbiamo segnalazioni di rinunce a cambiare banca a causa degli alti costi e abbiamo denunce di cittadini perché le banche negano la surrogazione e propongono un contratto analogo ma con costi insormontabili”. A tale proposito, ha aggiunto il presidente dell’Antitrust, “abbiamo evidenza che questo sia vero, abbiamo raccolto prove sufficienti su dieci banche e abbiamo aperto dieci istruttorie. La pratica – ha sottolineato – è stata aperta non per intesa tra banche, ma perché riteniamo sia scorretto il loro modo di agire, in sostanza per pratica commerciale scorretta, un modo elusivo di violare la legge Bersani”. L’apertura dell’istruttoria, alla quale Catricalà aveva già fatto cenno all’inizio di maggio, nel corso della trasmissione Ballarò è “a largo spettro” perché coinvolge praticamente tutti i maggiori gruppi bancari, secondo quanto fanno sapere fonti vicine al dossier: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bnl, Monte dei Paschi di Siena, Antonveneta, Deutsche Bank, Ubi Banca Popolare di Milano, Banca Sella e Carige.
Essa, peraltro, fa seguito al richiamo rivolto all’intero sistema creditizio dalla Banca d’Italia sull’applicazione della legge Bersani alla fine del mese scorso: “Nel corso della prima fase di applicazione delle nuove disposizioni – scriveva Bankitalia nella sua circolare – sono pervenute al nostro istituto numerose segnalazioni da parte degli utenti dei servizi finanziari che lamentano la mancata osservanza della disciplina della portabilità da parte degli intermediari. E’ fondamentale – è la raccomandazione della Vigilanza – che gli intermediari si impegnino a dare piena attuazione alla disciplina”.
Ma ieri, oltre a fissare la propria attenzione nei confronti delle banche, che in questo momento sono anche sotto la lente di ingrandimento del neo – ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti , il Garante della Concorrenza ha lanciato anche un altro avvertimento. Il monito riguarda gli ordini professionali, che invece erano un oggetto importante della strategia pro – concorrenza del precedente Governo: “Le libere professioni – ha spiegato Catricalà – hanno un’incidenza pari all’8% sui costi delle imprese, superiore a quella dell’energia, pari al 6%. Abbiamo trovato negli ordini professionali resistenze fortissime anche di fronte a banali innovazioni. Abbiamo incontrato molta resistenza a cambiare i codici etici. La nostra indagine è alle battute finali. Se l’azione di “moral suasion” non darà frutti, saremo costretti ad aprire una procedura istruttoria.