Mutui, raddoppiano i prestiti a tasso fisso

di Marco Lo Conte

Il Sole 24 Ore - 16 Marzo 2008

Avere la certezza di pagare sempre la stessa cifra, salata? Oppure affrontare gli strali della volatilità relativa dell'Euribor e rischiare di sborsare ogni mese una cifra diversa? Un dilemma amletico tra tasso fisso e variabile cui ieri l'Adusbef ha indirettamente "risposto", chiedendo una moratoria su interessi e rate dei mutui per 3,2 milioni di famiglie. Ma rispetto al quale il risparmiatore italiano, che ha acceso un mutuo nel 2007, già aveva dato la sua soluzione. Tanto da abbandonare di slancio il variabile a vantaggio del fisso.
Un vero e proprio boom, testimoniato dalla fotografia sul mercato dei mutui italiani del 2007 scattata dal bollettino di marzo di Assofin, l'associazione italiana del credito al consumo e immobiliare. Oltre la metà dei mutui erogati l'anno scorso sono a tasso fisso, il 56%, contro il 26% del 2006; e in termini di flussi erogati, si è passati dal 21% al 52% a tasso fisso, riducendo i prestiti a tasso variabile dal 64% del 2006 al 39% del 2007, pur comprendendo in quest'ultima categoria i sempre più diffusi mutui a rata costante, che spalmano le oscillazioni dei tassi di interesse sul numero di rate.
Diversi i fattori che hanno concorso a determinare questa impennata del fisso: la reazione psicologica, innanzitutto, rispetto alla recente crescita dell'entità delle rate, causa rialzo dei tassi d'interesse operato dalla Bce, dall'inizio del 2006 in poi; ma ha giocato anche la progressiva riduzione della differenza tra i più costosi tassi fissi (parametrati all'Irs, ossia ad una media di tassi di mercato monetario) e i tassi variabili (legati all'andamento del solo euribor).
Per la sua indagine, il campione preso in esame dall'Osservatorio Assofin rappresenta il 54% del totale dei circa 635mila mutui accesi nel corso del 2007, una cifra che porta il numero di prestiti a circa 5,2 milioni. In termini di erogazione, nel corso dell'anno passato sono stati erogati mutui per quasi 80 miliardi di euro, che portano il totale di crediti iscritti nei bilanci delle banche a oltre 310 miliardi di euro. In totale, rispetto al 2006, la crescita dei flussi finanziati registrata dall'Osservatorio Assofin è pari al 6,1%, in netta decelerazione rispetto al +15,4% registrato due anni fa sul 2005: segno del momento di tensione dell'industria del credito.
L'indagine analizza, infatti, il mercato nel corso di uno dei momento più delicati per il mercato dei mutui, che ha reso noto al grande pubblico il termine (e lo spettro, visti gli effetti) subprime. Secondo Assofin sono due le velocità cui viaggia l'offerta di mutui casa: da una parte le banche generaliste, che registrano un aumento contenuto dei volumi erogati pari al 2,9% (nel 2006 era cresciuto del 10,6%), dall'altra le banche specializzate nel credito per la casa hanno fatto registrare nel 2007 tassi di crescita più brillanti, +13,9%, seppure in netta frenata rispetto all'anno precedente, in cui la crescita era stata del 35,4%.
E la conferma della maggiore concorrenzialità del mercato, con un novero più diversificato di soggetti, è il dato sul canale web: l'8% dei volumi viene erogato tramite Internet, il 5% tramite i portali di operatori attivi anche allo sportello, mentre il restante 3% attraverso soggetti terzi che attuano il brokeraggio online. Tra questi il protagonista quasi indiscusso è Mutuionline, società quotata da meno di un anno sul listino della Borsa italiana, che da sola conta il 2% circa del mercato.
L'indagine realizzata da Assofin conferma alcuni trend in opera ormai da tempo, in particolare per quanto riguarda l'ammontare dei prestiti erogati e la loro durata. Nel primo caso si segnala come la percentuale per flussi erogati di mutui sopra i 100mila euro sia salita dal 53% al 75%, complice la rivalutazione del valore degli immobili.
Mentre l'allungamento dei contratti di mutuo ha portato in cinque anni la quota di prestiti oltre i 20 anni dal 20% al 60% del totale e, per numero di contratti, da 21 al 53%. Decisamente meno volatile la distribuzione dei flussi erogati per regione: con Lombardia e Lazio che valgono rispettivamente il 25 e il 15% del mercato nazionale del mutui; e che vedono incrementare il loro peso per mutuo medio pro-capite, rispettivamente a 153mila e 164mila euro. Sale anche la Liguria e, seppur di poco anche la Toscana; da segnalare invece che rispetto al 2006, lo scorso anno sono diminuite le erogazioni medie per regioni come Emilia-Romagna, Piemonte, Valle d'Aosta e Veneto.