Nel credito al consumo aumentano le domande

Il Sole 24 Ore - 9 Giugno 2008

Dopo un marzo nerissimo, alle famiglie torna, in aprile, la voglia di prestiti, con tassi di crescita delle richieste più vicini a quelli del 2007.
Secondo Eurisc, il Sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, le domande di nuovi prestiti, su base tendenziale, sono salite in aprile del 15% a circa 900mila e quelle per nuovi mutui del 12% a circa 120mila. Eurisc raccoglie i dati di 70 milioni di linee di credito, la gran parte dei finanziamenti erogati alle famiglie italiane.
In realtà il trend non è ancora chiaro poichè lo scivolone di marzo (-10% delle richieste di prestiti e -19% dei mutui) è stato influenzato, causa festività pasquali, da due giorni lavorativi in meno, e dalle elezioni politiche che, come è accaduto in passato, hanno raffreddato la domanda: molte famiglie preferiscono attendere le iniziative di natura fiscale che il nuovo Governo attuerà a sostegno di consumi e investimenti.
Il rimbalzo delle richieste di prestiti e mutui in aprile sconta invece il vantaggio micro- congiunturale di confrontarsi con un aprile 2007 comprendente le festività pasquali.
«Il dato di aprile - sostiene Enrico Lodi, direttore di Credit Bureau Services di Crif - non va preso come una tendenza, anche se il tasso medio di accettazione in Italia è molto elevato, intorno al 85%. Tuttavia rimane difficile dire quale sarà il trend di maggio: dispiace che le aspettative delle famiglie italiane siano improntate al pessimismo, al di là della realtà. Mi spiego: quattro famiglie su cinque sono lontane dal massimo dell'indebitamento possibile. Avrebbero cioè disponibilità finanziarie per finanziare nuovi consumi con nuovi debiti, ma preferiscono aspettare che il quadro diventi più chiaro».
Ma come spiegare, da un lato, le maggiori richieste di mutui e, dall'altro, il doppio fondo dello stock, meno 12 miliardi nel bimestre marzo-aprile 2008, segnalato dalla Banca d'Italia? «Il dato di Banca d'Italia - osserva Lodi - non è incoerente con il nostro poichè non tiene in considerazione l'erogato medio e il tasso di accettazione». Sulla voglia di finanziamento delle famiglie pesa però l'impennata dei tassi «presumibilmente generata - sostiene Lodi - dalle difficoltà di funding delle banche stesse. Cioè gli istituti pagano di più, per raccogliere denaro e poi, ovviamente, concedono finanziamenti a tassi più elevati». In aprile infatti si è invertito il trend dei tassi: il tasso medio praticato al credito al consumo per i finanziamenti fino a un anno è salito, secondo Banca d'Italia, a 8,69% dall'8,62 del bimestre precedente.
Mentre quello applicato ai mutui oltre i cinque anni è arrivato al 5,73% dal 5,67 del mese precedente. «Le famiglie - conclude Lodi - aspettano un segnale di fiducia nel futuro prima di decidere nuovi consumi e se il governo lo fornisse, il credito agirebbe come una potente leva di crescita del Pil: si pensi che due auto su tre sono acquistate grazie a un finanziamento».