Utili in calo per le banche

Il Sole 24 Ore - 19 Giugno 2008

Il settore bancario italiano registrerà nel 2008 una contrazione degli utili. Il cambiamento più rilevante dello scenario riguarda la dinamica degli impieghi, che rallenteranno riflettendo un quadro macroeconomico che sconta condizioni di credito più stringenti. Il costo del funding, d'altra parte, è destinato a rimanere elevato sia sull'interbancario che sulla raccolta diretta e sugli spread obbligazionari. I margini reddituali saranno dunque penalizzati, anche per la riduzione delle commissioni nette (non solo del risparmio gestito). E' questo il quadro che emerge dai rapporti di Previsione e Analisi dei bilanci bancari di Prometeia.
Il punto di partenza del rapporto è la fotografia strategica del settore nel 2007. «È stato un anno di accelerazione del processo di consolidamento sia attraverso importanti operazioni di aggregazione tra gruppi medio grandi - spiega Chiara Fornasari, partner di Prometeia -, sia in modo diffuso tra gli altri operatori attraverso l'acquisto e la redistribuzione delle filiali rese disponibili dalle fusioni». Per effetto della concentrazione, ora ai primi cinque gruppi bancari fa capo il 56,3% degli impieghi e il 52,7% di raccolta. Ma il 2007 è stato anche l'anno dell'avvio delle turbolenze dei mercati, innescate dalla crisi subprime. L'effetto sulla redditività è stato duplice. «Il primo, diffuso per tutti gli operatori, è l'aumento generalizzato del costo del funding - si legge nel rapporto di Prometeia - il secondo è dovuto alle svalutazioni che hanno penalizzato gli utili da negoziazione concentrate in particolare su alcuni operatori». L'evidenza dei bilanci 2007 dimostra che la redditività del settore è stata sostenuta soprattutto da operazioni straordinarie, mentre la redditività ordinaria è risultata in calo rispetto al 2006. Indicazioni confortanti, però, arrivano dall'esame della qualità del credito. «A dicembre 2007 i grandi gruppi mostrano la migliore qualità del credito misurata come incidenza del totale esposizioni deteriorate lorde sugli impieghi - spiegano da Prometeia -, e in miglioramento rispetto ai 12 mesi precedenti.
Tuttavia l'incidenza delle sofferenze, seppure in riduzione, risulta più elevata rispetto ai gruppi medi che vantano anche un ridotto peso delle partite incagliate».
Le previsioni per il 2008 risentono inevitabilmente dell'acuirsi delle «difficoltà dei mercati interbancari». Le tensioni, secondo Prometeia, perdureranno ancora per diversi mesi. «Il nostro scenario contiene un rientro delle attuali tensioni dei mercati monetari e finanziari molto lento, che influenzerà ancora tutto il 2008 e che si attenuerà in concomitanza con la completa emersione delle perdite degli operatori bancari e con il conseguente completamento del processo di ricapitalizzazione appena iniziato». Lo scenario di previsione per l'attività bancaria si inquadra dunque in un «contesto di relativa fragilità e di importanti mutamenti che stanno condizionando la domanda di servizi finanziari di famiglie e imprese». A giudizio di Prometeia, «nel 2008 il cambiamento più rilevante è individuabile nel rallentamento della crescita degli impieghi». Le attese di peggioramento del mercato immobiliare, in un contesto di aumento dei tassi di interesse e di accelerazione dell'inflazione, «stanno inoltre penalizzando il reddito reale delle famiglie condizionandone il clima di fiducia e riducendo la domanda di finanziamenti» che, presumibilmente, ridurranno la richiesta di mutui e credito al consumo. Solo dal 2009, le attese di graduale assorbimento degli squilibri nei mercati interbancari, in un contesto di progressivo consolidamento della crescita economica, dovrebbero favorire il recupero del trend di crescita dei finanziamenti bancari.
Per quanto riguarda la dinamica attesa dei ricavi netti, «essa risulterà relativamente contenuta, con un incremento medio annuo del 3,5%, scontando la debolezza dell'area del risparmio gestito e, ancora nel 2008, la contrazione dei ricavi da negoziazione e valutazione al fair value». La qualità del credito dovrebbe invece mantenersi sotto controllo. «L'innovazione finanziaria applicata oggi ai potenziali casi di insolvenza e un'attenta valutazione ex ante della condizione delle famiglie dovrebbero infatti consentire una maggiore sostenibilità degli oneri da parte delle famiglie».
La conclusione di Prometeia è che «il settore bancario dovrebbe registrare nel 2008 una contrazione degli utili a fronte di un recupero della crescita che arriverà solo nel 2010».